Concerti

Concerto Finale – Mola di Bari, Palazzo Pesce

La corte all’aperto dell’elegante Palazzo Pesce ospita, in data sei agosto, il recital lirico di fine masterclass tenuto dal tenore Francesco Meli, tra le voci più belle dell’attuale panorama lirico internazionale. Un concerto nella bellissima Puglia, in una fiorente Mola di Bari che, in una calda serata di inizi agosto, accoglie numerosi concerti e turisti.



Il recital è il coronamento di tre giorni di intenso studio sotto la guida del maestro Meli, il quale ha dispensato la sua vasta esperienza a giovani provenienti da Italia e Cina. Tra loro anche un baritono che per la prima volta è venuto in Italia, col solo fine di prendere parte alla masterclass. Questa serata ha confermato, una volta di più, come la nostra lingua sia tra le più amate al mondo e che il melodramma sia la stella polare per giovani chiamati ad interpretarlo al meglio, esternando con fraseggio ed espressione le rispettive interpretazioni. Spesso l’obiettivo non è a pieno raggiunto, ma auguriamo ad ognuno dei ragazzi ascoltati di maturare progressivamente vocalmente, tecnicamente e interpretativamente, facendo tesoro di un’occasione come questa. Tra il pubblico è presente il presidente del recente festival del Belcanto di Turi, premiato da pubblico e critica, realtà pronta ad accogliere e a dar visibilità a giovani talenti e in proficuo sodalizio collaborativo con Palazzo Pesce, la cui direzione artistica è affidata al mezzosoprano Margherita Rotondi. I giovani cantanti sono stati accompagnati dall’ottimo pianista e maestro collaboratore Vincenzo Cicchelli.
Ad aprire la serata è il baritono cinese Kang Song, il quale esegue l’aria di Leporello Madamina, il catalogo è questo, dal Don Giovanni di W. A. Mozart. Al giovane baritono si riconosce un prezioso timbro scuro e seducente, un volume ragguardevole e l’impegno nell’aver ricercato le richieste sfumature che gli hanno permesso, sebbene non del tutto, di conferire la giusta maliziosità del personaggio. La dizione è perfettibile.
Il promettente e talentuoso soprano barese Simona Caliandro ha interpretato Van la casa e l’albergo, da Rita di G. Donizetti. La Caliandro è una delle piacevoli rivelazioni della serata, con voce teatrale, di cospicuo volume e dal bel colore chiaro e luminoso. La cantante possiede uno strumento vocale sempre a fuoco, brillante e di lamine argentee. Si evidenzia anche un’interpretazione eseguita con gusto e trasporto, nonché una notevole precisione musicale, dettaglio, quest’ultimo, tutt’altro che marginale. A nostro parere questa bravissima artista potrebbe impersonare al meglio anche altri ruoli Donizettiani come Norina del Don Pasquale. Glielo auguriamo vivamente.

Il basso Gianluca Convertino esegue brillantemente la Calunnia dal Barbiere di Siviglia di G. Rossini. Il basso tarantino si rivela tra i migliori della serata per bellezza e dovizia di voce, un timbro rotondo, avvolgente e scuro che ben si sposa con il personaggio di Don Basilio a cui l’artista non manca di donare tutti i colori e le dinamiche volute dal compositore pesarese. Ad un’interpretazione vocale impeccabile, con espressivi crescendo, si aggiunge la perfetta padronanza che Convertino mostra di avere nel possedere e far suo lo spazio scenico.
Segue il tenore Zheng Hui con Parmi veder le lacrime da Rigoletto di G. Verdi. Nonostante l’impegno evidentemente profuso, l’interpretazione e il fraseggio sono assenti nella sua linea di canto. Al contrario, essa è tesa, di fibra, il tenore non sembra partecipare empaticamente al sentimento d’amore provato dal Duca. L’emissione risulta difficoltosa all’ascolto.
Parimenti priva del giusto pathos interpretativo è la bellissima e commovente aria dal Don Carlo di G. Verdi: Son io, mio Carlo, cantata dal baritono Xiong Ruiqi, giunto appositamente dalla Cina per partecipare alla masterclass col maestro Meli. In verità la voce è di bel colore scuro, pertanto adatta al ruolo, ma l’interpretazione non convince, probabilmente anche complice una dizione non del tutto corretta che gli impedisce di trasmettere al pubblico il giusto valore degli splendidi versi del libretto. Spiace ascoltare un canto che non commuove come dovrebbe in quest’aria, tra le più belle affidate da Verdi alla voce baritonale. Del giovane artista si loda senz’altro l’impegno e la volontà di mettersi in gioco. Gli si augura di migliorare interpretativamente e tecnicamente, prendendo sempre maggior consapevolezza dei suoi mezzi.

È il turno della giovanissima Marica Lina Bisogno, un promettente e talentuoso soprano, il quale esegue Tu che di gel sei cinta, dalla Turandot di G. Puccini. La voce colpisce per l’Interessante colore scuro, a dispetto della giovane età, classe 2001. La sua è una vocalità sicura, rotonda, dal consistente volume e di vellutato colore nel registro grave. Per peso vocale, affine a un soprano lirico spinto,Marica Lina Bisogno potrebbe far immaginare un futuro da soprano drammatico. Questo giovane talento è una scoperta da seguire con attenzione.
Ancora un Puccini, questa volta con una splendida aria di rara esecuzione: Questo amor vergogna mia, dall’Edgar. A interpretarla è il baritono Carlo Sgura, pugliese come gli altri ragazzi italiani citati in precedenza. Il baritono fa provare brividi di commozione per la lodevole e appassionata esecuzione. Tecnicamente vince per una linea di canto limpida e sorretta dal fiato, legata, omogenea. La sua preziosa voce si espande bronzea e teatrale, facendo esplodere il pubblico in entusiastiche acclamazioni.


La rassegna si conclude col tenore Wang Shije, Alfredo in De’ miei bollenti spiriti. Il giovane artista fa il possibile per delineare un Alfredo appassionato e innamorato, seppur l’intento non gli riesce del tutto, per difficoltà legate al fraseggio, problemi, del resto, riscontrati generalmente anche negli altri suoi connazionali. La voce, di bel colore, si presenta di buon volume e con margini di miglioramento interpretativo e vocale. Si apprezza in tutti una grande preparazione musicale.
Le esibizioni vengono concluse a sorpresa da un’inaspettata quanto emozionante Recondita armonia da Tosca di G. Puccini, interpretata da Francesco Meli in persona, il quale manda in visibilio il pubblico con la sua interpretazione, fremente di passione e con voce doviziosa di volume e bellezza. La serata si conclude con la consegna degli attestati a tutti i partecipanti alla masterclass, a cura dell’associazione L’Atelier delle Arti.

Foto di Nicola Parente

PROGRAMMA DEL CONCERTO:

1. “Madamina, il catalogo è questo”
Dal Don Giovanni – W.A. Mozart
Canta: Kang Song (baritono)
2. “Van la casa e l’albergo”
Da Rita – G. Donizetti
Canta: Simona Caliandro (soprano)
3. “La calunnia” dal Il Barbiere di Siviglia – G. Rossini
Canta: Gianluca Convertino (basso)
4. “Parmi veder le lagrime”
Dal Rigoletto – G. Verdi
Canta: Zheng Hui (tenore)
5. “Son io, mio Carlo”
Dal Don Carlo – G. Verdi
Canta: Xiong Ruiqi (baritono)
6. “Tu che di gel sei cinta”
Dal Turandot – G. Puccini
Canta: Marica Lina Bisogno (soprano)
7. “Questo amor vergogna mia”
Dall’ Edgar – G. Puccini
Canta Carlo Sgura (baritono)
8. “Dei miei bollenti spiriti”
Da La Traviata- G. Verdi
Canta: Wang Shijie (tenore)