Spettacoli

Le nozze di Figaro – Teatro Verdi, Pisa

Una felicità delicata e intimamente pervasa di malinconia è andata in scena al Teatro Verdi di Pisa che ha proposto Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart. Sul podio Jacopo Sipari di Pescasseroli mentre l’intera parte visiva è opera di Massimo Gasparon, in una coproduzione con i teatri di Rovigo, Lucca e Livorno. Un Settecento stilizzato ed elegante, evocato principalmente dalla foggia dei costumi, nei tagli morbidi ma rigorosi e nelle tinte ora tenui ora accese. La scena è essenziale, con sfondo monocolore e minimi arredi, alcuni dei quali alludono all’amore e alla fedeltà coniugale, come le candide lenzuola al primo atto e il grande letto a baldacchino nella camera della Contessa. Al terzo atto la scena presenta soltanto un clavicembalo bianco per poi riempirsi, durante la danza, dei colori di tutti i personaggi, con prevalenza del rosso. I movimenti sono misurati e in accordo con la musica, mentre le luci rendono gli spazi nitidi e definiti, conferendo ai vari quadri un aspetto neoclassico ed illuminista. L’ambiente disegnato da Gasparon si delinea quindi come una proiezione ideale del secolo XVIII, dove le schermaglie amorose, tra il comico e il serio, aspirano a farsi pienezza di vita. E così, alla fine, dopo il grande gioco notturno, il pannello sul fondo diviene rosato, forse l’aurora di un giorno diverso.

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Luca Bruno, Daniela Cappiello, Marta Mari

Il cast dei cantanti si dimostra affiatato ed in sintonia con lo spirito dell’allestimento, anche se con prestazioni un po’ altalenanti.

Pregevole la Contessa di Marta Mari, con un’emissione sicura e con un fraseggio tornito. Nella cavatina “Porgi amor qualche ristoro” esprime efficacemente la malinconia del personaggio, pur con alcune diseguaglianze. E’ assai accurata e brillante in tutta la scena della camera e rende con intensità “Dove sono i bei momenti”, prima con dolorosa dolcezza, poi con fierezza ed energia. Ben avviata la “Canzonetta sull’aria”, anche se il duettino con Susanna pare tuttavia incepparsi sui vocalizzi conclusivi. La ritroviamo infine nobile ed espressiva nel quadro del giardino.

Luca Bruno dà forma ad un Conte di Almaviva orgoglioso e possessivo. La voce è scura ed omogenea, particolarmente salda nel registro centrale. Se manca un po’ di grazia belcantistica nella prima parte, intona “Vedrò, mentr’io sospiro” con ampiezza e varietà di inflessioni (peccato, quindi, per il brutto acuto al termine dell’aria) e muove ad una sospesa commozione nel momento del perdono.

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Daniela Cappiello e Marta Mari

La Susanna di Daniela Cappiello si dimostra alquanto vivace nel duetto iniziale e negli scambi nella stanza della Contessa, mentre i primi recitativi appaiono un po’ opachi. Dispiace che non sia stato eseguito con Cherubino “Aprite, presto, aprite” e che, come già detto, non sia pienamente riuscito “Che soavi zefiretti”. L’aria nel giardino viene comunque interpretata con una vocalità piena e suadente.

Nicola Ziccardi è un Figaro ben modulato nella linea di canto e nella recitazione, ma non sempre adeguatamente voluminoso nell’emissione. Piuttosto fragile nei recitativi e nei concertati, ci mostra invece una presenza più incisiva nei cantabili e realizza con baldanza al quarto atto “Aprite un po’ quegli occhi”.

Irene Molinari delinea la vivacità inquieta di un Cherubino sognatore e innamorato. Nell’aria “Non so più cosa son, cosa faccio” è poco omogenea e con qualche difficoltà di intonazione; più convincente nei dialoghi del secondo atto, rende “Voi che sapete” con maggiore uniformità ed incanto.

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Danieal Cappiello, Nicola Ziccardi, Luca Bruno

Ironica e piena di brio nel duettino con Susanna la Marcellina di Alessandra Rossi, mentre risultano più sbiaditi gli scambi nella scena del riconoscimento del figlio; solenne e farsesco il Don Bartolo di Davide Procaccini in “La vendetta, oh la vendetta!”, meno definito nelle parti declamate. Franscesco Napoleoni, anche se con una linea che tende al parlato, realizza in un gustoso stile affabulatorio la grande aria “In quegli anni, in cui val poco”.

Efficace la Barbarina di Maria Silvani, manca tuttavia di freschezza nell’episodio della spilla; simpatico il giudice Curzio di Mauro Secci e corretto l’Antonio di Michele Pierleoni, pur senza una particolare caratterizzazione.

La direzione di Jacopo Sipari di Pescasseroli ci offre un’interpretazione energica, con taluni passaggi più turgidi e nervosi. I tempi sono sempre vivaci ed il suono dell’Orchestra della Toscana risulta per lo più morbido ed amalgamato. L’overture esprime forza e brillantezza, mentre l’introduzione alla prima aria della Contessa è delicata e vibrante; vigorosa, quasi irruenta, la marcia al terzo atto, come lo sono anche altre parti con battute forti e decise delle percussioni. Molto presente nel sostegno ai cantanti, li segue costantemente con attenzione e trasporto. Ben armonizzate le scene d’insieme e gli interventi del Coro Lirico Toscano diretto da Chiara Mariani. Di grande equilibrio il quadro finale, in un flusso sonoro trasparente e prezioso.

Applausi calorosi e grande entusiasmo da parte del pubblico, dopo che il perdono ha rischiarato la notte e benedetto la folle giornata: “Ah tutti contenti/ saremo così”.

LE NOZZE DI FIGARO

Commedia per musica in quattro atti
di Wolfgang Amadeus Mozart 

su libretto di Lorenzo Da Ponte dalla commedia Le Mariage de Figaro di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais

Il conte di Almaviva, grande di Spagna Luca Bruno
La contessa di Almaviva, sua moglie Marta Mari
Susanna, cameriera della contessa Daniela Cappiello
Figaro, cameriere del conte Nicola Ziccardi
Cherubino, paggio del conte Irene Molinari
Marcellina, governante Alessandra Rossi
Bartolo, medico di Siviglia Davide Procaccini
Basilio, maestro di musica Francesco Napoleoni
Curzio, giudice
Mauro Secci
Antonio, giardiniere del conte e zio di Susanna Michele Pierleoni
Barbarina, sua figlia Maria Salvini

 Direttore Jacopo Sipari di Pescasseroli 

Regia, scene, costumi e light designer Massimo Gasparon

Orchestra della Toscana

Coro Lirico Toscano
Maestro del coro Chiara Mariani

Foto: Augusto Bizzi