La vedova allegra

Al Teatro Verdi di Trieste torna in scena il capolavoro di Franz Lehár: “La vedova allegra

“Una sera, Mahler e io partecipammo ad una performance della Vedova Allegra, e ci divertimmo molto. Successivamente, a casa, abbiamo ballato e per così dire ricostruito il valzer di Lehár a memoria. (…)” Con queste parole, consegnate alla sua autobiografia Alma Mahler Schindler ricorda la Vedova Allegra, operetta di Franz Lehár che ha conosciuto un immenso e trasversale successo. Al debutto italiano del 1907, al Teatro dal Verme di Milano seguirono oltre 400 repliche, un successo tale da spingere lo stesso Lehár a intraprendere un viaggio in Italia per conoscere Adrienne Telma, in arte Emma Vecla protagonista della versione italiana dell’operetta e complimentarsi con lei. La città di Trieste, da sempre legata al mondo dell’operetta, (ricordiamo il festival Internazionale che si è svolto dal 1950 fino a pochi anni fa) continua anche oggi, pur nelle oggettive difficoltà, a sostenere questo genere musicale con la rappresentazione appunto del famoso titolo di Lehár al Teatro Verdi.

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Andrea Binetti

La scena si apre con una fata ballerina che si ripresenterà più volte in scena e l’annuncio, da parte di Njegus dell’imminente inizio dello spettacolo. Lo spettacolo pur nella sua semplicità cerca di evocare con le luci e le superfici brillanti quel mondo sfarzoso e sfavillante tipico di molte operette. Contribuiscono alla riuscita dello spettacolo i costumi aderenti alla Belle Époque: pizzi, ruches e paillettes.
In questo sfarzo da fin de siècle non possono ovviamente mancare i balletti che rimandano alle grandi serate mondane: ben riuscite in questo senso le coreografie firmate da Serhiy Nayenko ed eseguite con la partecipazione del Corpo di Ballo del Lviv National Academic Opera and Ballet Theatre, nelle quali ha brillato con encomiabile bravura la ballerina solista Cler Bosco.

In mezzo a questo sfavillante turbinio spicca l’interpretazione attoriale di Andrea Binetti, triestino di nascita e nome di spicco nel mondo dell’operetta. Un artista completo: disinvolto e naturale in scena, con una perfetta padronanza del personaggio, la sua prova conquista il pubblico che, al termine, gli tributa una sentita e meritata ovazione. Sua caratteristica peculiare è senza dubbio la dizione pulita ed accattivante nel soppesare ogni singola parola. Una comicità, la sua, che si mantiene entro i binari dell’ironia, strappa il sorriso giocando talvolta su doppi sensi senza mai scadere nella trivialità.

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Giulia della Peruta e Oreste Cosimo

A muovere le fila del racconto musicale è il Maestro Christopher Franklin, a proprio agio nella scrittura di Lehár: il gesto appare disinvolto e fluido riuscendo ad ottenere dalla compagine orchestrale sonorità ben amalgamate. Una lettura, quella del Maestro, che predilige sopratutto lo spirito malinconico ma senza scadere in facili sentimentalismi, e in grado di mantenere una buona simbiosi rispetto a quanto accade sul palcoscenico. Una bella idea è stata quella di eseguire tra secondo e terzo atto l’Ouverture Ein Morgen, ein Mittag und ein Abend in Wien di Franz von Suppé; per agevolare il cambio scena e non disperdere l’attenzione del pubblico presente in sala. Sicuramente una pagina musicale interessante la cui resa, in questa edizione, è parsa invero apprezzabile ed ispirata grazie, tra l’altro, al buon affiatamento dimostrato dall’Orchestra del Teatro Verdi.

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Gianluca Terranova


Una piacevole sorpresa, o forse una gradita conferma, è stata Valentina Mastrangelo nel ruolo della protagonista. L’artista fa sfoggio di un’ottima intonazione, e, grazie ad un mezzo ricco di armonici e caratterizzato dal bel colore chiaro, risulta sempre musicale e precisa a tutte le altezze del pentagramma.
Uno dei momenti da ricordare, nella sua esecuzione, è senza dubbio la romanza della Vilja in secondo atto, nella quale la Matrangelo affronta la scrittura con dolcezza e morbidezza. Sotto il profilo interpretativo, la sua Hanna Glawari è elegante e raffinata, scenicamente credibile e sempre efficace.

Gianluca Terranova conquista il pubblico per il timbro solare della voce, la naturalezza con cui si muove sul palcoscenico, la disinvoltura con cui affronta il personaggio del Conte Danilo e l’intelligente ironia del fraseggio attraverso cui riesce a coglierne l’aspetto scanzonato dello scapolo convinto.

Maliziosa e seducente la Valencienne di Giulia della Peruta, grazie anche ad una bella presenza scenica e ad una buona padronanza del fraseggio. Vocalmente presenta un mezzo dal bel colore chiaro, ben proiettato e squillante.

Anche Oreste Cosimo, Camille de Rossillon, è dotato di un timbro luminoso e buone capacità interpretative. Per rendere la sua presentazione pienamente efficace si sarebbe richiesto, forse, un maggiore controllo del registro acuto, non sempre a fuoco. In ogni caso sarebbe interessante potere ascoltare nuovamente questo artista in altre occasioni per confermare il suo buon potenziale.

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Valentina Mastrangelo e Gianluca Terranova


Convincente ed efficace, nella sua spassosa comicità, Clemente Antonio Daliotti nel ruolo del Barone Zeta.

Completano la locandina, accomunati da singolare bravura, Andrea Schifaudo, Raoul de Saint-Brioche, Filippo Fontana, Visconte Cascada, Marzia Postogna, Praskowia, Gianluca Sorrentino, Bogdanowitsch, Federica Giansanti, Sylviane, Alessandro Busi, Kromov, Paola Francesca Natale, Olga, Luca Gallo, Pritschitsch.

Degna di menzione la prestazione del Coro del Teatro Verdi di Trieste diretto con ottimi risultati dal Maestro Francesca Tosi.

Grande successo al termine da parte del numeroso pubblico il cui entusiasmo viene premiato dall’esecuzione, alla presenza degli artisti alla ribalta finale per il rito degli applausi, del celeberrimo Can-Can di Jacques Offenbach.


LA VEDOVA ALLEGRA
(Die lustige Witwe)
Operetta in tre atti su libretto di Victor Léon e Leo Stein
Musica di Franz Lehár

Hanna Glawari Valentina Mastrangelo
Danilo Danilowitsch Gianluca Terranova
Valencienne Giulia Della Peruta
Camille De Rossillon Oreste Cosimo
Njegus Andrea Binetti
Barone Mirko Zeta Clemente Antonio Daliotti
Raoul De Saint-Brioche Andrea Schifaudo
Visconte Cascada Filippo Fontana
Praskowia Marzia Postogna
Bogdanowitsch Gianluca Sorrentino
Sylviane Federica Giansanti
Kromov Alessandro Busi
Olga Paola Francesca Natale
Pritschitsch Luca Gallo
Ballerina solista Cler Bosco
Con la partecipazione del corpo di ballo del Lviv National Academic Opera and Ballet Theatre

Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Direttore Christopher Franklin
Maestro del coro Francesca Tosi
Regia Oscar Cecchi
Scene Paolo Vitale
Coreografie Serhiy Nayenko
Assistente alla regia Roberto Bonora

FOTO PER GENTILE CONCESSIONE DEL TEATRO