Rigoletto

Rigoletto-Firenze-2021

Potrei intitolare questo Rigoletto, visto in presenza al sempre magnifico teatro del Maggio Fiorentino martedì 23 febbraio e trasmesso in marzo in streaming, la solitudine del male. Il buffone protagonista, nella lettura graffiante ed incisiva del regista Davide Livermore, risulta spaventosamente solo nella sua deformità che non è fisica, ma morale. È immerso in un ambiente laido, soffocante e decisamente malvagio, dove ogni essere umano è calpestato e offeso in nome di una legge immorale e perversa che vede il Duca come suo massimo esponente. E si intuisce che per sopravvivere in questo mondo e per avere il suo posto in esso il nostro protagonista deve essere per forza cattivo e protervo. Uno spettacolo potente, da pugno nello stomaco, ma di una grandiosa forza espressiva e visiva, che prende a poco a poco lo spettatore, dapprima un po’ sconcertato, ma poi affascinato e commosso. In questo mondo sporco e desolato, direi disumano, Gilda risalta nella sua dolcezza ed umanità dolente di fanciulla che vive con forza i suoi primi sentimenti di amore. La lettura musicale del direttore d’orchestra Riccardo Frizza è una delle più commoventi e insieme rispettose della partitura verdiana che io abbia mai ascoltato. Il maestro bresciano elimina ogni tradizione ed ogni acuto e sovracuto che il pubblico ormai aspetta e conduce l’ascoltatore in una dimensione umanissima dei personaggi con un attento studio del fraseggio e dei colori vocali e strumentali. Nessuna nota e frase vengono lasciate al caso, ogni parola pare scolpita nella pietra e vengono scoperti nuovi accenti ed emozioni in ogni momento dell’opera.

Rigoletto-Firenze-2021
Luca Salsi

Lo asseconda con una grande performance il baritono Luca Salsi, che tratteggia un Rigoletto indimenticabile, gigante nella sua doppia personalità di malvagio servitore del potere bieco e padre amoroso. Basta per descrivere l’emozione provata, il “Pari siamo” sussurrato, sofferto, scolpito in ogni sillaba come deve essere. In realtà un soliloquio di un uomo in una strada buia di notte che si trova in meditazione sullo squallore della sua vita. La voce del cantante parmense, duttile, morbidissima ed altamente espressiva, trova mille sonorità e colori infiniti con intelligenza musicale non comune. A tratti risulta in qualche attacco un po’ appesantita, ma questo non disturba l’ottimo risultato finale.

Rigoletto-Firenze-2021
Enkeleda Kamani

La bella figura, dolcissima e la voce soave, musicalissima e uniforme in ogni registro del soprano albanese Enkeleda Kamani, donano al personaggio di Gilda il suo giusto spessore di fanciulla inesperta, ma con forza di volontà ben celata, privandola grazie alla lettura di direttore d’orchestra e regista, di ogni atteggiamento infantile o da coquette che spesso viene affibbiato alla povera figlia del protagonista. Da rimarcare un “Tutte le feste al tempio” cantato a fior di labbra con voce di pianto tenerissima. Il tenore Javier Camarena è un impertinente, menefreghista Duca di Mantova, con voce svettante e ben emessa. Una voce raggiante potremmo definirla, e con acuti ben proiettati.
Alessio Cacciamani è un torvo Sparafucile, anche se la voce non risulta all’ascolto brunita e dotata di potenza come ci si aspetta da chi interpreta il sicario borgognone. Ma il cantante è corretto e musicale e rende bene il personaggio scenicamente. Analoga impressione anche per la sorella Maddalena, drammaturgicamente parlando, che ha la bella figura scenica e la voce di Caterina Piva, elegante nell’emissione, ma non molto incisiva e un po’ più leggera vocalmente in confronto al colore e peso vocale richiesto alla bella sorella del borgognone assassino. Colpisce l’entrata in platea del conte di Monterone cui dà voce e anima in maniera egregia e importante Roman Lyulkin. Come si ascoltano con piacere Valentina Corò, una Giovanna quasi pentita dell’intrigo che sta facendo, il Marullo brunito ed efficace di Francesco Samuele Venuti, l’ardente e svettante Borsa di Antonio Gares e il maltrattato e musicale Conte di Ceprano di Davide Piva. Corretti Amin Ahangaran (usciere di corte) e Greta Doveri (un paggio). Risalta per fisico e in abiti succinti Rosalia Cid, con una voce buona come Contessa di Ceprano.

Rigoletto-Firenze-2021
Javier Camarena

L’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino dimostra ottima professionalità, ben seguendo la volontà musicale del direttore Frizza e donando atmosfere da brivido. Come il Coro del Maggio, (Maestro del coro Lorenzo Fratini) che risulta all’ascolto uno strumento unico e affascinante, nonostante distanziamenti e mascherine imposti dalle regole anti Covid.
Di grande impatto le scene di Giò Forma che a seconda del momento sono monumentali (reggia del Duca) o squallide, ma sempre aderenti al carattere impresso dal regista allo spettacolo. Ben avvolte e sostenute dalle luci crude e importanti di Antonio Castro, dai costumi di Gianluca Falaschi e dai video di D-wok.
Una rappresentazione che suscita sentimenti diversi e forti, che resta nell’anima di chi ascolta e fa rivivere le emozioni di cui troppo spesso una pandemia prepotente come il duca di Mantova ci ha privato da più di un anno.

Maggio Musicale Fiorentino
RIGOLETTO
Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi

Direttore Riccardo Frizza
Regia Davide Livermore
Scene Giò Forma
Costumi Gianluca Falaschi
Luci Antonio Castro
Video D-wok

Duca di Mantova Javier Camarena
Gilda Enkeleda Kamani
Rigoletto Luca Salsi
Maddalena Caterina Piva
Il Conte di Monterone Roman Lyulkin
Sparafucile Alessio Cacciamani
Giovanna Valentina Corò
Marullo Francesco Samuele Venuti
Matteo Borsa Antonio Garés
Il Conte di Ceprano Davide Piva
La contessa di Ceprano Rosalía Cid
Un usciere di corte Amin Ahangaran
Un paggio della duchessa Greta Doveri

Coro e Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del coro Lorenzo Fratini

Rigoletto-Firenze-2021

Foto di Michele Monasta