Spettacoli

Carmen – Teatro Mario del Monaco, Treviso

Una Carmen vera, genuina ed insieme elegante ha trionfato ieri nella elegante e raffinata cornice dell’incantevole Teatro Mario Del Monaco nella bella città di Treviso. L’immortale capolavoro di Georges Bizet è stato tratteggiato con pennellate asciutte, ma geniali dalla mano del regista e scenografo Filippo Tonon che ha ideato uno spazio apparentemente tecnico e spoglio, fatto di legno vissuto e scale di acciaio,con personaggi vivi e vibranti, e potenti scene di massa, coadiuvato nei costumi molto belli e fluidi nella loro semplicità da Carla Galleri e sapientemente assecondato dalle ottime luci incisive a cura di Fiammetta Baldisseri e Silvia Vacca. Due i momenti che ci hanno colpito nello svolgere della vicenda: lo stringersi della massa corale e dei solisti attorno a Don Josè , quasi in un abbraccio mortale e soffocante nel finale dell’atto secondo, e la marcia volitiva e decisa di Carmen incontro al suo destino di morte , a testa alta e fiera, nel finale dell’opera.

Caterina Piva e Jean-François Borras
Caterina Piva e Jean-François Borras

Ad incarnare la mitica gitana era Caterina Piva, voce morbida e tecnicamente perfetta, dal bel colore vellutato e denso di mezzosoprano puro, gradevole fisico adatto al ruolo ( anche se la reale Carmen della novella di Mérimée viene descritta non certo simile a miss Universo), ma a mio avviso all’artista, che ha comunque offerto un’ottima prestazione, manca il fascino ferino e lo stigma della autentica seduttrice e manipolatrice che rende mitico il personaggio della fatale zingara.

Al suo fianco Jean-François Borras, tenore monegasco, che ha reso dolorosamente vero e ben scolpito il suo Don Josè . La voce era ben proiettata e raggiante , anche se più adatta ad un repertorio più lirico e belcantista. L’artista ha ricamato la romanza del secondo atto , infondendo in ogni nota ed accento passione e sentimento che hanno raggiunto con forza il pubblico. Autentico e vero nel duetto finale , il cantante francese ha saputo dispiegare ogni gamma di reazioni reali e mai superficiali, ma calcolate e studiate con perizia.

Soave farfalla di acciaio, deliziosa e forte insieme la Micaela di Francesca Dotto, che ha dispiegato le perle della sua stupenda voce di soprano, trionfando nell’aria del terzo atto , colpendo per il suo squisito fraseggio e la sua raffinata musicalità.

Francesca Dotto e Jean-François Borras
Francesca Dotto e Jean-François Borras

Gran mattatore in tutti i sensi il baritono Claudio Sgura, uno splendido Escamillo che colpisce già dal suo primo entrare in scena, con la voce dal meraviglioso colore bronzeo, la figura imponente e perfetta per il personaggio e il grande carisma scenico. Lo completa una sapiente musicalità, ampiamente sfoggiata nel duetto con il tenore nel terzo atto.

Voci molto ben condotte, vivaci e gradevolissime in scena, ben amalgamate tra di loro la Frasquita di Angelica Disanto, con acuti ben scoccati e raggianti e la luminosa e musicalmente ottima Mercedes di Eleonora Filipponi. Voci da seguire con attenzione come pure i loro patners William Hernandez, eccellente Dancairo e Roberto Covatta, un Remendado di sicura resa. Buone le prestazioni di Alessandro Ravasio, Zuniga importante e ben eseguito, e di Said Gobechiya, Morales di buona resa.

Claudio Sgura
Claudio Sgura

Il Coro Lirico Veneto, diretto dal Maestro Alberto Pelosin, ha offerto una prestazione decorosa, ma discontinua soprattutto nelle voci femminili non sempre intonate e stridule, mentre sono da lodare il colore ed il suono unico della sezione dei bassi-baritoni. Una sorpresa gradevolissima ed acclamata è stata offerta dal neonato Coro di Voci bianche del Teatro Sociale di Rovigo, diretto dal Maestro Francesco Toso, composto da ragazzini bravi, preparati, disinvolti in scena, di eccellente resa musicale, che si sono messi in gioco vincendo a piene mani la scommessa.

Sul podio di una buona Orchestra di Padova e del Veneto il Maestro Marco Angius che ha saputo trovare ed offrire al pubblico una miriade di affascinanti colori e ricercati suoni nella rutilante celebre partitura bizetiana.

Molto vivaci e fascinose le coreografie di Maria José Leon Soto, che ha tinteggiato le scene d’assieme di classico spagnolo con movimenti fluidi e guizzanti.

Un pubblico non numerosissimo, ma attento ed entusiasta ha premiato con diverse chiamate in proscenio questo spettacolo elegante e garbato.

Caterina Piva, Angelica Disanto, Eleonora Filipponi, William Hernandez, Roberto Covatta
Caterina Piva, Angelica Disanto, Eleonora Filipponi, William Hernandez, Roberto Covatta

CARMEN
Opéra-comique in quattro atti di Georges Bizet
Libretto Henri Meilhac

Orchestra OPV Orchestra di Padova e del Veneto
Direttore d’Orchestra Marco Angius
Coro Coro Lirico Veneto
Coro di Voci Bianche Teatro Sociale di Rovigo
Regia e scene Filippo Tonon
Costumi Filippo Tonon e Carla Galleri
Assistente alla regia Veronica Bolognani
Luci Fiammetta Baldiserri
Coreografie Maria José Leon Soto
Produzione Comune di Treviso – Teatro Mario Del Monaco, Comune di Padova – Teatro Verdi, Comune di Rovigo – Teatro Sociale

Carmen Caterina Piva
Don José Jean-François Borras
Micaëla Francesca Dotto
Escamillo Claudio Sgura
Frasquita Angelica Disanto
Mercédès Eleonora Filipponi
Dancairo William Hernandez
Remendado Roberto Covatta
Zuniga Alessandro Ravasio
Moralès Said Gobechiya

Foto:  “Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso – Stagione Lirica e Concertistica”.