Concerti

Gala lirico con Jonas Kaufmann- Festival Puccini 2026

Lo stile è tutto, diceva Diana Vreeland, leggendaria direttrice di Vogue. Ed è quanto viene da pensare del concerto di Jonas Kaufman, uno degli eventi più attesi del Festival Puccini 2026. Lo stile è tutto perché esprime l’anima, mostrandone la verità e suscitando l’emozione. Lo stile che ha la meglio su una voce che, anche se dopo tanti anni di carriera non ha più la freschezza di un tempo, mantiene e ha forse accresciuto la forza di emozionare e di condurci nel vero dell’arte. Il tenore bavarese esibisce infatti un fraseggio puntuale e raffinato, con una linea nitida e sinuosa e con acuti ancora svettanti, pur con un’emissione che nel registro medio manca talora di rotondità e brillantezza. La serata è un grande omaggio a Puccini, su di un palco ideato da Carlo Antonio De Lucia, che fa intravedere il lago ed il cielo, proiettando la scena verso l’infinito notturno.
Il programma si apre con “Recondita armonia”, di grande eleganza ma invero un po’ opaca, seguita dal duetto del primo atto cantato in coppia con Maria Agresta e reso in una forma appassionata ed avvolgente. Dei brani di Tosca a spiccare è soprattutto “E lucevan le stelle” introdotto da un vibrante preludio eseguito dall’Orchestra del Festival Puccini diretta da Jochen Rieder, con anche il Carceriere di Omar Cepparoli. Qui Kaufmann esprime una passionalità davvero struggente, impiegando una salda tenuta delle note e un’accurata dinamica. E’ poi la volta de La bohème, con “Mi chiamano Mimì” interpretato con grande luminosità dall’Agresta, che in Tosca aveva prima cantato un levigato “Vissi d’arte”. “E’ di grande fascino “O soave fanciulla”, anche se ha in chiusura un acuto non necessario e poco felice.

Kaufmann_Festival_Puccini_2026_1
Jonas Kaufmann, Maria Agresta, Jochen Rieder

Il duetto d’amore da Madama Butterfly si impone come punta di diamante del concerto, reso dall’Agresta e da Kaufmann in una forma nobile e sensuale, di grande limpidezza e intensità. Molto espressivo anche “Tu, tu amore, tu” da Manon Lescaut, preceduto dall’Intermezzo, analogamente a quanto fatto anche per il brano da Butterfly.
Magnifico “Ch’ella mi creda libero e lontano” da La fanciulla del West, concesso da Kaufmann come bis e scolpito in ogni passaggio con forza e sentimento. Splendido anche “O mio babbino caro” dell’Agresta, delineato in modi smaltati e palpitanti.

Scrocianti gli applausi pur con un paio di rumorosi e pretestuosi dissensi, mentre i nostri artisti si congedano con “Non ti scordar di me”.

GALA LIRICO- OMAGGIO A PUCCINI

Tenore – 
Jonas Kaufmann
Soprano – Maria Agresta
Basso – Omar Cepparolli

Direttore – Jochen Rieder

Ideazione scenica – Carlo Antonio De Lucia

Orchestra del Festival Puccini

Tosca
Introduzione
“Recondita armonia” (Jonas Kaufmann)
Duetto “Mario! Mario!” (Jonas Kaufmann e Maria Agresta)
“Vissi d’arte” (Maria Agresta)
Preludio (atto III)
“E lucevan le stelle” (Jonas Kaufmann)

La bohème
“Sì, mi chiamano Mimì” (Maria Agresta)
“O soave fanciulla” (Jonas Kaufmann e Maria Agresta)

Madama Butterfly
Intermezzo sinfonico
“Viene la sera” (Jonas Kaufmann e Maria Agresta)

Manon Lescaut
Intermezzo sinfonico
“Tu, tu, amore tu” (Jonas Kaufmann e Maria Agresta)

Foto: Giorgio Andreuccetti