Kairos – Orchestra Jazz Siciliana The Brass Group e Simona Molinari -Teatro Massimo Bellini, Catania
Nel pensiero dei classici greci, il kairós non è il tempo che trascorre in modo costante, lineare, inesorabile (Chrónos), bensì un altro tempo, più raro e prezioso, è l’istante carico di senso, quello in cui le cose accadono perché devono accadere. È a questa idea di tempo qualitativo e rivelatore che sembra ispirarsi il concerto Kairos, che vede protagonista l’Orchestra Jazz Siciliana con la voce solista di Simona Molinari, in scena domenica 4 gennaio 2026 al Teatro Massimo Bellini di Catania nell’ambito della Stagione Concertistica 2025/2026.
Il titolo del progetto – Kairos, un tempo propizio, giusto, un tempo che governa gli avvenimenti e ne svela la verità più profonda, un tempo non scandito dal ticchettio delle lancette ma che si percepisce con il battito del cuore – trova un’interpretazione sonora coerente e suggestiva in una dimensione sospesa e rivelatrice che impregna il tempo musicale fin dalle prime battute. Assistiamo ad un concerto strutturato non come semplice progressione di brani, ma come narrazione intima, che scorre tra parole e note quasi fosse un flusso di coscienza in cui il linguaggio del jazz dialoga con la canzone d’autore, il pop raffinato e la tradizione dello standard, in un equilibrio sempre ponderato e mai prevedibile.

Protagonista di questo racconto, la voce di Simona Molinari si conferma straordinario strumento duttile, capace di plasmare i suoni con inarrivabile abilità. Il timbro caldo e naturalmente coinvolgente, supportato da una tecnica salda e consistente, mai ostentata per puro esibizionismo, le consente di attraversare registri e atmosfere differenti con autentica disinvoltura. La cantante mostra un dominio assoluto del fraseggio jazzistico, dilettando chi ascolta con piccole variazioni ritmiche, accenti densi di swing e sospensioni liriche, senza mai perdere limpidezza espressiva o efficacia comunicativa. Particolarmente riuscita la gestione delle dinamiche: pianissimi cesellati con delicata grazia e aperture vocali più brillanti, sempre governate da un controllo ineguagliabile del fiato. Con la sua vocalità luminosa e spumeggiante, in un desiderio di generosa condivisione e complicità, la cantante partenopea prende quasi per mano il pubblico per condurlo dentro al suo armadio segreto dell’infanzia, dove cominciò a scoprire l’amore per la musica e a plasmare così la sua stessa identità artistica. Il repertorio, sagacemente calibrato, alterna pagine originali della Molinari, come “Egocentrica”, “La felicità”, “Peccato originale”, “La verità”, rilette in chiave orchestrale con arrangiamenti per Big Band ricchi ma mai sovrabbondanti, a incursioni nel grande songbook internazionale, dove brani come “Mr Paganini”, emozionante omaggio a Ella Fitzgerald, trovano nuova ispirazione grazie a soluzioni timbriche raffinate e a un interplay costante tra voce e sezione strumentale. Non mancano momenti più intimi e raccolti, in cui la cantante predilige una linea melodica essenziale, quasi confidenziale, contrapponendola a episodi di più marcata energia ritmica e brillantezza swing. Tra i tanti frammenti di vita vissuta che l’artista condivide con il pubblico regalando vibrazioni intense, ci piace ricordare il tempo del disincanto con il brano “La verità”, chiuso da acuti struggenti come il lamento di un gabbiano ferito, e il tempo degli addii nella magnifica interpretazione di “Caruso”, di Lucio Dalla, accompagnata dal prodigioso suono della tromba di Vito Giordano.
In questo equilibrio è sostanziale il ruolo dell’Orchestra Jazz Siciliana, che si distingue senza dubbio come una compagine di livello eccelso. La nitidezza sonora delle sezioni, la densità del suono e l’abilità di variare con scioltezza da impasti acustici vellutati a interventi più laceranti costituiscono una base ideale per la voce solista. Gli arrangiamenti eleganti, stratificati, talvolta cinematografici, valorizzano tanto il colore d’insieme dell’orchestra quanto le singole individualità strumentali, valorizzate negli interventi solistici senza mai scivolare nell’autocompiacimento.

Un capitolo a sé merita la direzione di Domenico Riina, autentico architetto sonoro della serata. La sua conduzione, al tempo stesso rigorosa e ispirata, garantisce coesione formale a un programma eterogeneo, esaltando le tonalità timbriche dell’organico e guidando con gesto puntuale e netto l’armonioso dialogo tra orchestra e voce solista. Riina dimostra una vasta conoscenza del linguaggio jazzistico orchestrale, modellando le dinamiche magistralmente e dedicando ampi spazi di respiro all’improvvisazione, senza mai perdere di vista il senso complessivo della forma. La sua direzione conferisce al concerto una pregevole coesione narrativa, rendendo ogni brano parte di un disegno musicale più ampio, organico e riconoscibile. Ciò che davvero fa la differenza è l’evidente intesa tra Simona Molinari e l’Orchestra Jazz Siciliana: un continuo scambio di sguardi, respiri condivisi e risposte musicali immediate, che trasforma ogni brano in un momento di vita pulsante. La voce non si impone mai sull’orchestra, né l’orchestra sovrasta la voce; al contrario, il dialogo è costante e paritario, segno di un lavoro profondo e di una comune visione artistica.
Non è un caso del resto che l’Orchestra Jazz Siciliana abbia ottenuto il prestigioso riconoscimento del Ministero della Cultura quale prima orchestra jazz in Italia: un attestato che trova piena conferma nella qualità artistica emersa sul palcoscenico del Teatro Massimo Bellini. Tale riconoscimento non rappresenta soltanto un traguardo istituzionale, ma sancisce il ruolo dell’OJS come punto di riferimento nazionale per il jazz orchestrale, capace di coniugare eccellenza esecutiva, progettualità culturale e una visione musicale di ampio respiro. In questo scenario, Kairos rappresenta un esempio significativo del modo in cui il jazz possa essere linguaggio colto e popolare insieme, sostenuto da una direzione illuminata e da un’orchestra che ha maturato una grande esperienza artistica, consapevole della propria identità e del proprio valore.
La sala del Bellini accoglie il concerto con un entusiasmo crescente, che culmina in applausi lunghi e convinti, a suggellare una serata in cui il jazz, declinato con gusto e intelligenza, sa parlare a un pubblico ampio senza rinunciare alla propria complessità. Kairos si rivela così un’esperienza musicale compiuta: un tempo speciale in cui eleganza, emozione e rigore artistico si incontrano in modo felice e pieno. Il dono finale del bis è la delicatissima “A Rose Among Thorns” di Ennio Morricone, che Simona Molinari dedica alla figlia per poter immaginare un mondo migliore in cui ciascuno trovi il modo di esprimere la propria unicità indispensabile.

Teatro Massimo Bellini di Catania
Stagione di Concerti 2025/2026
Concerto sinfonico
Kairos
Orchestra Jazz Siciliana The Brass Group
Direttore Domenico Riina
Voce Simona Molinari
