Concerti

Ricercare Ensemble, Accademia degli Invaghiti – Chiesa di Santa Barbara, Mantova

Il XXXVIII Concerto di Natale delle Meraviglie Cantate ha confermato la solidità e la coerenza di un progetto che, nel tempo, ha saputo costruire un’identità riconoscibile, evitando la routine delle ricorrenze e scegliendo invece programmi capaci di dialogare con la storia e con il presente. Affidato alla direzione di Luca Guglielmi, il concerto ha proposto un itinerario attorno a Haydn e Mozart che ha messo in luce due diverse declinazioni della musica sacra tra Settecento e primo Classicismo: da un lato la tensione drammatica e storica, dall’altro la luminosità vocale e strumentale.

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Luca Guglielmi, Ricercare Ensemble

Non è un dato secondario ricordare come il Grande Te Deum di Haydn sia uno di quei capolavori fondamentali ma laterali, capiti più dagli studiosi che dai cartelloni. Più in generale, Franz Joseph Haydn resta oggi un compositore sorprendentemente poco frequentato nei programmi delle sale da concerto e dei teatri italiani, soprattutto per quanto riguarda il suo vasto e straordinario catalogo sacro. Ogni occasione di ascolto diventa dunque preziosa, tanto più quando si ha la possibilità di incontrare pagine rare. In questo senso, l’apertura con il Grande Te Deum in do maggiore si è rivelata una scelta di particolare valore: una composizione di compattezza formale e forza espressiva non comune, ascoltata con una frequenza persino inferiore a quella della più nota Paukenmesse, e proprio per questo capace di catturare l’attenzione fin dalle prime battute.

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Giulia Bolcato
Chiara Brunello

Guglielmi ne ha offerto una lettura lucida e strutturata, evitando ogni enfasi celebrativa a favore di una tensione interna sempre controllata. L’orchestra ha sostenuto con decisione l’impianto ritmico della partitura, mentre il coro ha mostrato coesione e chiarezza d’intenzione, particolarmente efficaci nella sezione conclusiva fugata. Il breve Adagio “Te ergo quaesumus” centrale ha funzionato come autentico momento di raccoglimento, una sospensione meditativa che ha trovato nella Basilica di Santa Barbara un contesto acustico ideale.

Di segno diverso, ma perfettamente inserito nel disegno complessivo della serata, l’Exultate, jubilate di Wolfgang Amadeus Mozart, affidato al soprano Giulia Bolcato, ha rappresentato l’unico vero momento di protagonismo solistico esplicito dell’intero programma. L’interpretazione ha privilegiato la qualità del fraseggio e la naturalezza dell’emissione, evitando virtuosismi compiaciuti. Particolarmente riuscito l’Andante, costruito su un canto disteso e ben sostenuto, mentre l’Alleluja finale ha brillato per leggerezza e controllo, restituendone pienamente il carattere solare.

Nel resto del concerto, e in modo particolare nella Missa in tempore belli, la scelta interpretativa è stata chiaramente quella di non isolare i solisti in una dimensione concertante, ma di integrarli costantemente nel tessuto corale. I quattro cantanti – Giulia Bolcato, Chiara Brunello, Leonardo Cortellazzi e Mauro Borgioni – sono stati chiamati a dialogare tra loro e con il coro in una dimensione quasi cameristica, più attenta all’equilibrio complessivo che all’emersione individuale. Una scelta non solo coerente con la scrittura haydniana, ma particolarmente felice in relazione all’acustica della Basilica di Santa Barbara, capace di restituire ampiezza e profondità al suono senza penalizzare la chiarezza delle linee vocali.

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Leonardo Cortellazzi,
Mauro Borgioni

Fulcro della serata è stata proprio la Missa in tempore belli (“Paukenmesse”), affrontata con una visione che ne ha evidenziato il carattere quasi sinfonico. Fin dal Kyrie, l’orchestra ha imposto un clima di tensione trattenuta, ben articolata nei contrasti dinamici. Nel Gloria e nel Credo il Coro Ricercare Ensemble ha dato prova di compattezza e precisione, mentre nel Benedictus e nell’Agnus Dei sono emersi con chiarezza i riferimenti al contesto storico e bellico che attraversa l’opera: i colpi di timpano, gli accenti nervosi, le frasi spezzate hanno costruito un paesaggio sonoro inquieto, mai retorico.

Nel suo insieme, il Concerto di Natale del Ricercare Ensemble ha dimostrato come una tradizione possa rinnovarsi attraverso scelte di repertorio non scontate e interpretazioni consapevoli. In un tempo segnato da nuove tensioni e conflitti, l’invocazione conclusiva del Dona nobis pacem ha assunto un significato che va oltre la pagina musicale, trasformandosi in un momento di riflessione condivisa, affidata alla forza della musica e al silenzio dell’ascolto.

PROGRAMMA

Franz Joseph Haydn
Grande Te Deum in do maggiore
Hob. XXIIIc:2
Allegro – Adagio – Allegro moderato

Wolfgang Amadeus Mozart
Exultate, jubilate K 165
Mottetto per soprano e orchestra
Allegro – Recitativo – Andante – Alleluja

Franz Joseph Haydn
Missa in tempore belli
(“Paukenmesse”) Hob. XXII:9
per soli, coro e orchestra

INTERPRETI

Coro da Camera Ricercare Ensemble
Maestro del coro: Romano Adami

Giulia Bolcato – soprano
Chiara Brunello – contralto
Leonardo Cortellazzi – tenore
Mauro Borgioni – basso

Accademia degli Invaghiti

Direttore
Luca Guglielmi