Spettacoli

Tosca – Teatro Claudio Abbado, Ferrara

La Tosca al Teatro Comunale di Ferrara è stata per me una serata intensa e coinvolgente, di
quelle che ti ricordano quanto Giacomo Puccini sappia ancora parlare al cuore. Fin dall’attacco
orchestrale si percepiva l’attenzione e la cura della produzione.

L’Orchestra dell’Emilia-Romagna “Arturo Toscanini”, diretta con mano sicura da Stefano
Ranzani, ha offerto una lettura appassionata: colori splendidi, tempi respirati, un suono che
sosteneva la scena senza mai sovrastarla. Ho apprezzato molto anche il lavoro del Coro
Lirico di Modena
, preparato da Giovanni Farina, sempre preciso e compatto, e la luminosità ingenua e dolce delle Voci bianche del Teatro Comunale di Modena, guidate da Paolo Gattolin, che hanno
aggiunto un tocco di candore nella sanguigna vicenda.

La regia a firma di Luca Orsini mi è sembrata chiara, pulita, rispettosa della drammaturgia. Ha tratteggiato una Tosca umanissima e viva Le scene di Giacomo Andrico, i costumi molto belli nella loro austera semplicità, di Rosanna Monti e le luci suggestive e taglienti di Tiziano Panichelli hanno creato ambiente coerente e suggestivo, mai invadente, che lasciava spazio agli interpreti
e alla musica.

Maria Teresa Leva era una Floria Tosca dalla voce sublime e di puro colore perlaceo, con acuti luminosi e sicuri ed un colore meraviglioso. Non amo guardare il passato o fare paragoni, ma molte volte durante l’opera, ho pensato ad un nome: Renata Tebaldi. La vocalità di Maria Teresa la ricorda moltissimo. Una Tosca vera, presente, credibile, non una virago, ma una donna vera e sofferente, sensibile e fragile che diventa leonessa ed assassina per difendere il suo amato.

Maria Teresa Leva

Mario Cavaradossi era Giorgio Berrugi. Ha cantato con gusto e sincerità. La voce è forse un po’ leggera per il ruolo, ma la sua interpretazione è stata sempre curata, musicale e onesta. Magistrale e sentita la sua aria “E lucevan le stelle” in pianissimo, per poi sfociare nel canto spiegato nell’ammissione finale “..e non ho mai amato tanto la vita!”

Il terribile Barone Scarpia aveva la prestanza e bella , bronzea voce di Dalibor Jenis, uno Scarpia elegante e mai caricaturale. Una presenza scenica solida e un canto misurato.

Maria Teresa Leva e Giorgio Berrugi

Lo sfortunato Cesare Angelotti era in scena Gaetano Triscari, che ha ben reso il personaggio sia musicalmente che scenicamente.
La sicurezza scenica, il naturale carisma scenico e la bellezza vocale hanno confermato che Roberto Abbondanza è un Sagrestano di lusso come il buon Spoletta di Aldo Sartori, dalla sicura e musicale voce tenorile. Una menzione speciale per l’ottima prova di Tamon Inoue come Sciarrone e del carceriere Luca Marcheselli, oltre al Pastorello delicato e piacevole di Silvia Dilenge.

Una Tosca che mi ha emozionata, costruita con cura e professionalità. Ho sentito un buon equilibrio tra idee registiche, un cast partecipe e un’orchestra davvero ispirata.
Una serata che porto volentieri con me.

Maria Teresa Leva e Dalibor Jenis

TOSCA
musica di Giacomo Puccini
su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
nuova edizione critica a cura di Roger Parker
Editore Casa Ricordi, Milano

Orchestra dell’Emilia-Romagna “Arturo Toscanini”
direttore Stefano Ranzani
Coro Lirico di Modena
maestro del coro Giovanni Farina
Coro voci bianche del Teatro Comunale di Modena
maestro delle voci bianche Paolo Gattolin
regia Luca Orsini
scene Giacomo Andrico
costumi Rosanna Monti
luci Tiziano Panichelli

personaggi e interpreti
Floria Tosca Maria Teresa Leva
Mario Cavaradossi Giorgio Berrugi
Il Barone Scarpia Dalibor Jenis
Cesare Angelotti Gaetano Triscari
Il Sagrestano Roberto Abbondanza
Spoletta Aldo Sartori

NUOVO ALLESTIMENTO in ricordo di Cristina Pezzoli

Foto: Marco Caselli Nirmal