Spettacoli

I puritani – Teatro Ponchielli, Cremona

I puritani di Vincenzo Bellini “sbarcano” a Cremona. 

Il nuovo allestimento de I puritani, coprodotto dai Teatri di OperaLombardia, conclude la sua breve tournée sul palco del Teatro Ponchielli. Uno spettacolo curato, per la regia da Daniele Menghini e, per le scene, da Davide Signorini che ci accompagnano in una contemporaneità straniante e perturbante. Ci troviamo nella sede di una strana setta religiosa, un luogo in cui, fra freddi neon campeggia il ritratto di uno dei padri fondatori del puritanesimo: Oliver Cromwell. Un legame con l’antico che ha perso però ogni forma di idealismo religioso, lasciando un gruppo di adepti dedito allla violenza e alla lotta contro le fazioni nemiche. Un’organizzazione dai modi soffocanti ed autoritari in cui Giorgio, zio della protagonista, nel libretto personaggio positivo, diventa una malvagia eminenza grigia. Una visione dello spettacolo sicuramente originale ed interessante, in cui l’idea registica viene supportata ed amplificata dalle luci di Gianni Bertoli che ci aiutano a calarci in un mondo buio, claustrofobico e crudele, un incubo fatto di colori acidi e fumo in cui i protagonisti agiscono in abiti contemporanei, volutamente dissonanti e sciatti,  ideati da Nika Campisi. Un buon prodotto che non viene scalfito, nel complesso, da qualche ingenuità registica, su tutte il momento in cui Arturo regala ad Elvira un ingombrante orso di peluche, un gesto che voleva forse essere tenero ma che ha scatenato le risate in sala.

Eseguire I puritani oggi rappresenta senza dubbio una grande sfida e, se pensiamo alle indicibili difficoltà della scrittura, specie per i protagonisti, il cimento diventa ancora più arduo.

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Roberto Lorenzi e Valerio Borgioni

Fatta questa doverosa e necessaria premessa, Sieva Borzak, dal podio, ha offerto una lettura incisiva, percorsa da una adeguata tensione teatrale. Il fraseggio si sviluppa attraverso nuances per lo più cupe e livide, uno sfondo ideale per rappresentare, da una parte le inquietudini e i turbamenti che affiggono la mente di Elvira e, dall’altra, l’oppressione e il fanatismo della società puritana. La scelta delle agogiche diviene diretta conseguenza di questa urgenza narrativa e giustifica, quindi, la predilezione per tempi spediti ed incalzanti. Non meno efficaci risultano, tuttavia, le splendide oasi liriche, su tutte le arie di Elvira, tratteggiate con dinamiche sospese e melanconiche.

Alla bacchetta risponde con pregevole professionalità l’ensemble de I Pomeriggi Musicali di Milano, nei quali ravvisiamo la buona capacità di ricercare un suono dalle tinte cangianti, ora più abbozzato e ora più caricato, servendo al meglio le esigenze del palcoscenico, ove si esibisce una compagnia di canto di giovani artisti.

Affrontare i ruoli di Elvira ed Arturo significa misurarsi con una parte dalla tessitura estesissima, capace di raggiungere, nel caso del tenore, vette siderali oppure, nel caso del soprano, arabeschi virtuosistici di notevole complessità.
Maria Laura Iacobellis e Valerio Borgioni esprimono una indiscussa professionalità e si misurano con questi due ruoli “monstre” al meglio delle loro possibilità.
Il soprano, sfoggia una linea limpida, facilmente proiettata e tecnicamente ben organizzata. Al suo ingresso in scena, durante il duetto con Giorgio, notiamo una certa prudenza che, già a partire dalla successiva “polacca”, sembra lasciare il posto ad una maggiore sicurezza. Senza dubbio, il momento migliore della sua prova viene raggiunto durante la scena della pazzia in secondo atto, fraseggiata con cura e rifinita con pregevoli mezzevoci.
Da par suo, Valerio Borgioni sfoggia una vocalità che già abbiamo avuto modo di apprezzare, in altre occasioni, per la preziosità dell’impasto timbrico e per la morbidezza dell’emissione, specie nei centri. Nella salita verso il registro acuto, tuttavia, e specie nella regione più estrema, la voce sembra perdere di controllo e di squillo, evidenziando inevitabili tensioni. L’interprete, al contrario, si guadagna la giusta credibilità attraverso un accento ricco di passione e trasporto.

Di buon livello la prova di Sunu Sun che presta, al personaggio di Riccardo, il calore e la pienezza di uno strumento duttile ed omogeneo. Il fraseggio, pervaso da una certa intensità espressiva, risulta coerente rispetto alla lettura registica di Menghini anche se, in tal guisa, viene meno l’aspetto più romantico e malinconico del ruolo, specie nell’aria di primo atto.

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Maria Laura Iacobellis

Va da sé come il migliore in campo, per consapevolezza stilistica e aderenza interpretativa, sia il Sir Giorgio di Roberto Lorenzi, dalla emissione generosa e compatta. Sotto il mero aspetto vocale riscontriamo una qual cura nei cantabili come nel canto di conversazione. Un aspetto, questo, ancor più valorizzato dalla varietà e dall’efficacia di un accento ben formulato e sempre consono alle diverse situazioni drammaturgiche. Si deve ricordare, inoltre, come il duetto di finale secondo atto con il baritono Sun sia da annoverare come la pagina di maggior levatura dell’intera serata.

Ben riuscita anche la prova di Gabriele Valsecchi, un Lord Gualtiero Valton autorevole nel canto ed imperioso nell’accento.

Anche l’Enrichetta di Benedetta Mazzetto lascia il segno, in virtù di un timbro piacevolmente screziato e di una emissione sicura e pregevolmente impostata.

Onore alle armi, poi, ad Ermes Nizzardo, dalle fila del coro, per aver affrontato, ora in proscenio ora in palco, la parte di sir Bruno Robertson mentre a mimare la parte sulla scena è il titolare del ruolo Enrico Basso, colto da improvvisa indisposizione.

Di buon livello, infine, la prova del Coro OperaLombardia, istruito dalla sicura mano di Massimo Fiocchi Malaspina.

Al termine della recita, gli artisti e il direttore ricevono i copiosi e generosi applausi del pubblico presente.

I puritani
Melodramma serio in tre parti
Libretto di Carlo Pepoli
Musica di Vincenzo Bellini

Lord Gualtiero Valton Gabriele Valsecchi
Sir Giorgio Roberto Lorenzi
Lord Arturo Talbo Valerio Borgioni
Sir Riccardo Forth Sunu Sun
Sir Bruno Roberton Enrico Basso/Ermes Nizzardo,
Enrichetta di Francia Benedetta Mazzetto
Elvira Maria Laura Iacobellis

Orchestra I Pomeriggi Musicali
Coro OperaLombardia
Direttore Sieva Borzak
Maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina
Regia Daniele Menghini
Scene Davide Signorini
Costumi Nika Campisi
Luci Gianni Bertoli

Foto: Andrea Butti