Spettacoli

La tragédie de Carmen – Teatro Goldoni, Livorno

La musica per Nietzsche era un vero e proprio percorso di scoperta della verità, più potente del logos in quanto il suono è più originario della parola, insito nella materialità stessa della cosa. E il filosofo tedesco, come il povero don José, era letteralmente ossessionato da Carmen, ritenuta “un capolavoro perfetto” che ci parla dell’amore come smarrimento e come guerra. Una simile fascinazione deve averla provata anche il regista inglese Peter Brook, che volle purificare l’opera di Georges Bizet da ogni aspetto corale e folcloristico, riducendola, con Jean-Claude Carrière  e Marius Constant, ad un unico atto che facesse emergere in tutta la sua forza il dramma dei quattro personaggi principali. Nasce così La tragédie de Carmen, scelta come opera inaugurale della stagione del Goldoni, in un fine 2025 in cui ricorre il centenario della nascita di Peter Brook e i centocinquanta anni del debutto del capolavoro di Bizet.

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Ana Victoria Pitts e Chiara Nicastro

Emanuele Gamba, direttore artistico del Goldoni, riprende l’allestimento di Serena Sinigallia prodotto dalla Fondazione livornese nel 2021 e costruisce uno spazio pietroso circondato dall’oscurità, che con immediatezza ci dice dell’ambiguità e della durezza delle passioni in gioco. Carmen è una donna di oggi, una zingara, forse una prostituta e viene subito presentata con il suo doppio fatale e in un’accentuata contrapposizione con Micaela, con la quale arriva addirittura allo scontro fisico. Le luci di Matteo Giauro ritagliano nel buio suggestivi aloni luminosi, dove le cose rivelano la loro crudezza, mentre i costumi definiscono una realtà sociale variopinta e slegata, divisa e contrapposta anche nelle tinte. Molti sono i temi che si intrecciano e sovrappongono, come la diversità e l’emarginazione, la brutalità e le convenzioni, il desiderio di libertà e perfino il disincanto; ma ad imporsi è soprattutto un inscindibile connubio di Eros e Thanatos, con l’omicidio che avviene nella stessa modalità in cui era stato rappresentato l’amplesso, mostrandoci una morte violenta che ha qualcosa di inevitabile, cercato e terribilmente rituale.
Al centro di questa aridità che ribolle di pulsioni sta lei, Carmen, interpretata da Ana Victoria Pitts con un’emissione morbida e voluminosa, dal colore brunito e di bella omogeneità. Il canto è sempre vigoroso e marcato, di notevole sensualità, a tratti voluttuoso, come nell’Habanera e nella Seguidilla, resa quest’ultima in modi canzonatori e seduttivi, mentre nella Canzone esibisce vocalizzi pieni e definiti. Delinea poi l’arioso dal Terzetto delle carte in una forma alquanto drammatica e coinvolgente, per esprimere infine con tragica ironia il suo procedere verso la morte.

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Franco Pomponi, Angelo Forte, Ana Victoria Pitts

Don Josè è Angelo Forte, che con una calda vocalità e acuti luminosi plasma un canto melodico e appassionato. Nobile nei passaggi lirici, è di intensa drammaticità nello scontro con Carmen, anche se talora con poca fluidità.
Omogenea e di salda estensione Chiara Nicastro, che interpreta Micaela con un legato delicato ed elegante, in una salda e naturale tenuta delle note.
Mostra una spiccata espressività l’Escamillo di Franco Pomponi, pur con un moderato volume che rende poco brillante il Couplets del Toreador. Più emozionante e melodico è invece il “Si tu m’aimes, Carmen”.
Vivace lo Zuniga di Luca Salemmi, che interpreta anche Garcia, e incisivo Riccardo De Francesca come Lillas Pasta e il Brigadiere. Dolce in un modo leggero e sognante Eleonora Zacchi che è l’Amica di Carmen e la Vecchia Zingara.
L’intero racconto è tenuto insieme in maniera puntuale dalla direzione di Alfredo Stillo, che guida con fermezza e vivacità i quindici elementi dell’ensemble cameristico dell’Orchestra del Teatro Goldoni. Parti cesellate come un quartetto d’archi si alternano a momenti in cui a prevalere sono il ritmo e i timbri delle percussioni, con un suono costantemente voluminoso e in buona sintonia con i cantanti.

Una proposta intensa ed originale, seguita dal pubblico con attenzione e coinvolgimento. Molto applauditi tutti gli interpreti, con particolari riconoscimenti alla Pitts, al maestro Stillo e a Emanuele Gamba.

LA TRAGÉDIE DE CARMEN

adattamento da Carmen di Georges Bizet
di Peter Brook, Jean–Claude Carrière e Marius Constant
Universal Music Publishing Classical – Éditions Salabert
Rappresentante per l’Italia: Casa Ricordi, Milano

Personaggi e interpreti
Carmen Ana Victoria Pitts
Micaela Chiara Nicastro
Don Josè Angelo Forte
Escamillo Franco Pomponi
Zuniga e Garcia Luca Salemmi
Lillas Pastia e Un brigadiere Riccardo De Francesca
Amica di Carmen e Vecchia zingara Eleonora Zacchi

Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno “Massimo de Bernart”
Direttore Alfredo Stillo
Regia Serena Sinigaglia ripresa da Emanuele Gamba
Light Designer Matteo Giauro

Foto: Emanuele Baldanzi