Il ratto dal serraglio – Teatro Regio, Torino
Al Teatro Regio di Torino torna la fiabesca levità de “Il ratto dal serraglio” di Mozart con la sua graziosa esposizione dei massimi valori illuministici nel racconto esemplare e delicatamente istruttivo di questo magnifico Singspiel. L’allestimento proposto dal Teatro Regio e proveniente dall’Opéra Royal de Versailles è ideato da Michel Fau – ripreso a Torino da Tristan Gouaillier – ed è un’evidente omaggio alla tradizione teatrale settecentesca a partire dallo splendido gioco di luci di Joël Fabing che trasporta in un teatro illuminato da candele e in alcuni momenti strizza l’occhio al teatro delle ombre o i variopinti costumi di David Belugou e le squisite e articolate scenografie di Antoine Fontaine, fiabeschi quanto il soggetto dell’opera. L’operazione è sicuramente interessante e molto elegante nella sua riuscita complessiva ma il tutto risulta purtroppo anche statico e prevedibile in molte delle trovate comiche.

Musicalmente quest’edizione può invece farsi forza della raffinata concertazione di Gianluca Capuano, specialista del repertorio, qui al suo debutto al Regio e nel titolo il quale guida l’orchestra in una lettura di grande fascino, variegata e vivida nei colori e nelle dinamiche, sommamente immersiva e attenta allo scorrere della narrazione scenica. Olga Pudova si disimpegna senza grandi difficoltà dal ruolo di Konstanze, qualche opacità nel registro sovracuto può essere facilmente perdonata, la sua interpretazione manca però di verve drammatica risultando poco incisiva nel fraseggio e nella recitazione. Note non felicissime per il Belmonte di Alasdair Kent, in particolare nell’aria di apertura “Hier soll ich dich denn sehen”, al quale non si possono non appuntare alcune insicurezze d’emissione ed un registro acuto privo della brillantezza necessaria.

Meglio i “servitori”: Leonor Bonilla affronta con sicurezza tecnica e brio attoriale, come ben noto niente affatto facili le due arie a lei affidate, il ruolo di Blonde e Manuel Günther è un Pedrillo altrettanto efficace, spigliato e incisivo nella recitazione quanto ineccepibile vocalmente. Molto bene anche Wilhelm Schwinghammer, un Osmin spassosamente barbogio e magnificamente cantato, cui manca solo un poco di sonorità nelle note più gravi ma è davvero un piccolo neo a fronte di un’interpretazione di ottimo livello. Squisito infine il Selim di Sebastian Wendelin; l’attore austriaco porta una dolce, anzi mite, elegante ma decisa autorevolezza davvero squisite a questo ruolo da vero despota illuminato. Resta da riferire dell’ottima prova del coro dei giannizzeri rispettivamente Eugenia Braynova, Roberta Garelli, Leopoldo Lo Sciuto e Lorenzo Battagion, provenienti dal Coro del Teatro Regio.

Festosi applausi di una sala gremita salutano la morale di tolleranza e temperanza del libretto di Stephanie, tutti gli interpreti ed un altro successo del Regio di Torino. La stagione prosegue con gli appuntamenti di balletto di novembre e dicembre che vedranno sulle tavole del Regio Roberto Bolle in Caravaggio, il Balletto del Teatro Nazionale di Praga in Romeo e Giulietta di Prokof’ev ed il Balletto Nazionale della Lettonia di Riga con Il lago dei cigni prima di tornare a gennaio con un nuovo appuntamento operistico: La Cenerentola di Gioachino Rossini.
DIE ENTFÜHRUNG AUS DEM SERAIL
Singspiel in tre atti
Libretto di Johann Gottlieb Stephanie il giovane.
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart
Konstanze Olga Pudova
Belmonte Alasdair Kent
Blonde Leonor Bonilla
Pedrillo Manuel Günther
Osmin Wilhelm Schwinghammer
Selim Sebastian Wendelin
Giannizzeri Eugenia Braynova, Roberta Garelli,
Leopoldo Lo Sciuto, Lorenzo Battagion
Orchestra e Coro del Teatro Regio
Direttore Gianluca Capuano
Direttore del coro Ulisse Trabacchin
Regia Michel Fau
Ripresa della regia Tristan Gouaillier
Scene Antoine Fontaine
Costumi David Belugou
Luci Joël Fabing
Allestimento Opéra Royal / Château de Versailles Spectacles (2024)
In coproduzione con Opéra de Tours
