Spettacoli

La traviata (Trilogia popolare) – Teatro Municipale, Piacenza

Terzo titolo di questa trilogia piacentina messa in scena da Roberto Catalano, La traviata è lo spettacolo che funziona meglio. Se in Rigoletto (leggi qui la recensione) c’erano dei vuoti nella regia, ne Il trovatore delle forzature nella scenografia (leggi qui la recensione), ne La traviata tutto è al suo posto, eccetto per quegli stracci posati sul pavimento: il concetto alla Stranger Things teoricamente funziona, ma non la sua realizzazione con quei materiali. A parte ciò il senso di una maledizione che arriva da lontano, che si è impossessata di Violetta e che poi si discioglie in lei, è chiaro, comprensibile e d’effetto. Molto belli i costumi della protagonista, disegnati da Veronica Pattuelli; ma una caduta di stile contrassegna quello di Alfredo nella prima scena di secondo atto, malmesso e stropicciato.

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Luca Salsi, Francesco Meli

Sul fronte musicale, di Francesco Lanzillotta si apprezzano soprattutto l’eleganza e la dolcezza del fraseggio, nonché una buona capacità nel mantenere tutti saldi, evitando grossi incidenti in più punti dell’opera, causati dall’incertezza di altri. Migliore, rispetto ai titoli precedenti, è la prova dell’Orchestra Sinfonica di Milano, che comunque resta nella mediocrità.

La brava Maria Novella Malfatti risulta essere più a suo agio nei panni della Signora delle Camelie piuttosto che in quelli di Leonora, superando con disinvoltura gli scogli della parte, pur lasciando margine di miglioramento nel legato, nella dizione e nell’interpretazione.

La affianca un gigantesco Francesco Meli, che rinnova grande professionalità e sensibilità artistica, cantando per la terza sera con una tosse che sa nascondere dando le spalle al pubblico; riesce a evitare una caduta accidentale causata da un tavolino rotto, forse prendendo uno strattone al collo; sa ignorare un acuto lacerato dal catarro. La sua tavolozza di colori e sfumature è talmente variegata che può raccontare ogni mutamento d’emozione nell’animo di Alfredo: esemplare è la scena a casa di Flora.

Parimenti colossale è il Germont di Luca Salsi, salutato dal pubblico con un applauso di sortita, che si dispiega con grande generosità d’accento e attenzione al fraseggio.

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Marco Caudera, Maria Novella Malfatti, Francesca Palitti

Bene per la Flora di Irene Savignano, l’Annina di Francesca Palitti e il dottore di Omar Cepparolli.

Straordinario il Coro del Teatro Municipale di Piacenza diretto da Corrado Casati.

La traviata
Opera in tre atti
libretto di Francesco Maria Piave
musica di Giuseppe Verdi

Violetta Valéry Maria Novella Malfatti
Flora Bervoix Irene Savignano
Annina Francesca Palitti
Alfredo Germont Francesco Meli
Giorgio Germont Luca Salsi
Gastone, visconte di Letorières Simone Fenotti
Il barone Douphol Davide Maria Sabatino
Il marchese d’Obigny Nicola Zambon
Il dottor Grenvil Omar Cepparolli
Giuseppe Lorenzo Sivelli
Un domestico di Flora / Un commissionario Massimo Pagano

direttore Francesco Lanzillotta
regia Roberto Catalano
scene Mariana Moreira
costumi Veronica Pattuelli
luci Silvia Vacca
movimenti coreografici Marco Caudera
ORCHESTRA SINFONICA DI MILANO
CORO DEL TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA
Maestro del Coro Corrado Casati