Spettacoli

La guerriera costante – Teatro del castello, Cesky Krumlov

Assistere a un’opera nel teatrino barocco del castello di Český Krumlov significa intraprendere un autentico viaggio a ritroso nel tempo. La sala, rimasta intatta dal 1766 e oggi patrimonio dell’Unesco, conserva tutto il fascino di un luogo sospeso: i macchinari originali per i cambi di scena, i fondali dipinti che alternano interni aristocratici e giardini idilliaci, i dettagli scenografici come la fontana illusoria del secondo atto e la luce tremolante delle candele che illuminano gli spartiti dei musicisti vestiti in livree rosse e parrucche. In questa cornice straordinaria è andata in scena il 20 settembre la prima moderna de La Guerriera Costante di Alessandro Scarlatti, commedia in musica su libretto di Flavio Orsini scritta per celebrare la nascita di un reale e rappresentata a Roma nel 1683. Un’opera rara, riportata in vita dall’ensemble Hof-Musici sotto la direzione al cembalo di Ondřej Macek, che ha restituito l’esperienza barocca con scrupolo filologico non solo sul piano musicale ma anche su quello visivo e gestuale, grazie al lavoro della regista e studiosa Zuzana Vrbová. L’opera si presenta come un elegante gioco teatrale di amori incrociati e identità travestite: Clorinda, interpretata da un’intensa e versatile Dora Rubart-Pavlíková, decide di arruolarsi travestita da uomo sotto il nome di Oreste pur di riconquistare l’amato Olindo, reso con leggerezza e vivacità da Tomáš Lajtkep. A complicare le cose è la regina Fidalba – il soprano Kamila Zbořilová, regale e vocalmente impeccabile – che si innamora a sua volta del finto Oreste. L’amore di Olindo, nel frattempo, inizia a vacillare e rivolgersi verso la sovrana, dando vita a un triangolo sentimentale imprevedibile.

A questo intreccio si aggiunge Alfonso, consigliere della regina innamorato di lei, interpretato da Petr Svoboda, che si distingue nella grande aria del primo atto per intensità e controllo espressivo. La vicenda si conclude con un lieto fine orchestrato non dai protagonisti ma dai servitori: il paggetto Rosino, en travesti e dal piglio brillante di Eva Benett, e il servo Faldiglia, spiritoso e terragno nella lettura di Ivo Michl, riescono a ricomporre le due coppie — Clorinda e Olindo da una parte, Fidalba e Alfonso dall’altra. Il libretto, costruito secondo le convenzioni dell’opera barocca, alterna lunghe sequenze recitative a poche arie, tra cui spicca “Una speme lusinghiera” affidata alla protagonista, una delle pagine più intense dell’intero lavoro. Ed è proprio su questo equilibrio — o squilibrio — strutturale che l’opera rivela i suoi punti deboli: le oltre tre ore di musica, dominate da lunghi recitativi, finiscono per appiattire la tensione drammatica, con arie troppo rare e brevi per creare veri momenti di slancio teatrale. L’assenza di cori e concertati rende inoltre più statico il flusso narrativo e sottolinea l’isolamento dei personaggi. Se questa fedeltà assoluta all’originale rappresenta un merito dal punto di vista storico, lascia però la sensazione che oggi, nel 2025, sarebbe necessaria una direzione musicale più audace, capace di rielaborare e vivificare un’opera nata per un pubblico di corte. Al cast va comunque riconosciuto il merito di sostenere con professionalità e coerenza l’intera rappresentazione: le voci sono ben calibrate, la dizione italiana impeccabile e la recitazione, arricchita da un lavoro gestuale filologico, restituisce con autenticità quella teatralità esagerata e stilizzata tipica del Settecento. La Guerriera Costante non è un’opera che conquista per tensione o dinamismo, ma rimane un’esperienza affascinante e preziosa, un frammento di storia riportato alla vita con rispetto e sensibilità. Più che uno spettacolo tradizionale, è un’immersione completa in un mondo perduto: un’occasione rara e indimenticabile per chi ama scoprire le radici profonde del teatro musicale europeo.

 La Guerriera Costante

Opera in musica di Alessandro Scarlatti

Libretto di Flavio Orsini

Prima moderna – Baroque Arts Festival Teatrino Barocco, Castello di Český Krumlov

20 settembre 2025

Regia e gestualità barocca: Zuzana Vrbová

Direzione musicale e cembalo: Ondřej Macek

Ensemble: Hof-Musici

Cast principale:

Clorinda / Oreste (travestita): Dora Rubart-Pavlíková, soprano

Fidalba, la regina: Kamila Zbořilová, soprano

Olindo: Tomáš Lajtkep, tenore

Alfonso, consigliere della regina: Petr Svoboda, baritono

Rosino, paggetto (en travesti): Eva Benett, soprano

Faldiglia, servo: Ivo Michl, baritono

Foto di Libor Svacek