Il Barbiere di Siviglia – Teatro Massimo, Palermo
La stagione lirica del Teatro Massimo riprende dopo la pausa estiva con un nuovo allestimento del Barbiere di Siviglia di Giacomo Rossini. Questa produzione si distingue per un cast creativo tutto al femminile e per la presenza sul podio del giovane direttore Riccardo Bisatti, alla guida dell’Orchestra del Teatro Massimo in questo debutto.
L’opera di Rossini continua ad affascinare non solo per la sua ricchezza musicale e per la precisione quasi meccanica con cui si susseguono le situazioni comiche, ma anche per la sfaccettata psicologia dei personaggi, pur nell’aspetto farsesco. La regia di Stefania Bonfadelli punta molto sui contrasti: il vecchio, rappresentato da Don Bartolo e Don Basilio, ingessati nei loro abiti settecenteschi, e il nuovo, rappresentato dal Conte d’Almaviva e, ancor di più, da Figaro, che emerge come personaggio moderno, intraprendente ed energico. Un contrasto che la scena minimal, firmata da Serena Rocco, rafforza in combinazione con gli splendidi costumi realizzati da Valeria Donata Bettella e le luci sapientemente curate da Fiammetta Baldiserri. La scena è sempre suddivisa in un esterno e un interno, con alcuni elementi chiave funzionali alla comprensione dell’azione: balconi, finestre e un albero di arancio che evoca una piazza sivigliana.
La regia è pertinente al contesto comico rossiniano e segue le dinamiche dell’opera senza nulla aggiungere o togliere, risultando molto briosa e coinvolgente, specialmente nel primo atto. Ma nel prosieguo essa tende a diventare ripetitiva: la contrapposizione interno–esterno è usata spesso senza un filo conduttore preciso, ed emerge più la mimica individuale dei personaggi che un’idea coreografica d’insieme.

Gli interpreti danno generalmente un’ottima prova in questa produzione.
Ruzil Gatin gestisce bene il dualismo del personaggio del Conte d’Almaviva, oscillante tra lirismo appassionato e comicità nei travestimenti. Ha una voce ben proiettata negli acuti, tuttavia, alcuni passaggi di coloratura sembrano richiedere maggiore snellezza e, in alcuni momenti, si percepisce un leggero vibrato stretto.
Mattia Olivieri, nei panni di Figaro, è giovane, dinamico, instancabile, il vero motore dell’azione. Ha una vocalità sicura, un fraseggio elegante e acuti potenti. Con la sua presenza scenica notevole rende Figaro un personaggio moderno, senza scadere mai negli stereotipi macchiettistici di certa tradizione.
Vincenzo Taormina interpreta con gusto il pedante e farsesco tutore Don Bartolo. Il fraseggio è molto sicuro; i sillabati non sono sempre precisi, ma il personaggio risulta empatico e conquista il pubblico. In Rossini si avverte anche un lato più umano, una traccia della solitudine di Bartolo, che però qui non è sviluppato con pienezza né dalla regia né dall’interpretazione canora.
Simón Orfila, nei panni di Don Basilio, rende in modo impeccabile il famoso crescendo della calunnia, incarnando con ironia e sottile malizia il ruolo del subdolo manipolatore.
Maria Kataeva, già consacrata nel ruolo di Rosina al Rossini Opera Festival 2024, è la star della serata. La sua seducente Rosina unisce potenza vocale a colorature brillanti e precise. Sa modulare i colori timbrici secondo le situazioni sceniche risultando, al contempo, risoluta e maliziosa.
Molto convincenti Noemi Muschetti e Italo Proferisce nei ruoli rispettivamente di Berta e Fiorello.
L’orchestra diretta da Riccardo Bisatti offre una performance complessivamente valida: tempi ben scelti, anche se talvolta inusuali, e buona gestione dei crescendo. Tuttavia, in vari passaggi, specialmente in quelli più incalzanti, manca quella brillantezza trascinante che ci si aspetta in Rossini. La ricchezza della partitura emerge, ma non sempre è valorizzata dal dialogo tra orchestra e cantanti nel loro gioco di fraseggio e risposta.
Questo nuovo allestimento del Barbiere di Siviglia al Teatro Massimo è una proposta che merita apprezzamento: ha il coraggio della freschezza, una regia che evita decadenze nostalgiche e un cast che risponde con personalità, tecnica e vigore. Pur con alcune debolezze, lo spettacolo riesce nel suo intento: far emergere l’equilibrio tra la comicità perfetta di Rossini e la verità psicologica dei suoi personaggi.
IL BARBIERE DI SIVIGLIA
Commedia in musica in due atti di Gioachino Rossini
Libretto di Cesare Sterbini, da Le Barbier de Séville di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais
Il Conte d’Almaviva Ruzil Gatin
Rosina Maria Kataeva
Figaro Mattia Olivieri
Don Bartolo Vincenzo Taormina
Don Basilio Simón Orfila
Berta Noemi Muschetti
Fiorello / Ufficiale Italo Proferisce
Direttore Riccardo Bisatti
Regia Stefania Bonfadelli
Scene Serena Rocco
Costumi Valeria Donata Bettella
Luci Fiammetta Baldiserri
Orchestra e Coro del Teatro Massimo
Maestro del Coro Salvatore Punturo
Nuovo allestimento del Teatro Massimo di Palermo
Foto: Rosellina Garbo
