Concerti

Gran Galà con Anna Netrebko – 71° Festival Puccini 2025

“Vissi d’arte, vissi d’amore” ed è Anna Netrebko, in una calda sera di mezz’estate, ad incantare con la sua arte le rive del lago tanto caro a Puccini, allorché l’aria, ripetuta generosamente due volte, si libra nel Gran teatro all’aperto, nella perfezione della tecnica e nell’intensità della passione, appunto con arte e con amore, prendendo forma nel bis con un’espressività addirittura più scavata e con una più salda e prolungata tenuta delle note. Momento di dolore e di bellezza, di estenuato abbandono e di verità del sentire, che emerge come punta di diamante di uno concerto straordinario, con una prima parte interamente dedicata a Giuseppe Verdi e la seconda tutta per Giacomo Puccini.

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Martin Muehle e Anna Netrebko

Nell’omaggio al Maestro lucchese, il duetto iniziale di Tosca e Cavaradossi e quello di Butterfly e Pinkerton vengono entrambi eseguiti con Martin Muehle, che esibisce una vocalità assai potente e luminosa ma con una linea che non è sempre altrettanto modulata. Il fraseggio della Netrebko come Tosca è invece alquanto articolato e puntuale, declinato in forme levigate ma piene di vigore, squisitamente aggraziate ma volte al contempo ad esprimere forza e sensualità. Sorprendente è poi la freschezza che conferisce a Cio-Cio-San, con un discorrere naturale e acuti di notevole limpidezza, a delineare una passionalità garbata e una delicatezza estatica. Per parte sua Muehle si cimenta con un’intenzione assai accorata nella romanza di Johnson “Ch’ella mi creda libero e lontano” da La fanciulla del West, mentre “Questo amor, vergogna mia” da Edgar viene interpretato dal baritono Jérôme Boutillier, il quale, con voce rotonda e timbrata, raffigura il tormento raccolto e profondo dell’aria di Franck. In ogni brano, Michelangelo Mazza, alla guida dell’ Orchestra del Festival Puccini, accompagna gli interpreti con attenzione e puntualità, realizzando un tappeto sonoro avvolgente e di notevole compattezza, che risalta particolarmente ne “La Tregenda” de Le Villi, eseguita in apertura della sezione pucciniana del concerto con precisione e buon volume, a metterne in luce la complessità sinfonica nonché la forza del ritmo e la varietà dei timbri.

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Martin Muehle, Anna Netrebko, Jérôme Boutillier

E del resto anche la prima parte del concerto, quella tutta dedicata a Verdi, aveva già evidenziato la forza e l’intensità della direzione di Mazza e della compagine orchestrale, con una sinfonia del Nabucco realizzata suggestivamente tra pompa marziale e delicato lirismo.
Di grande fascino drammatico è “Tace la notte placida” resa da Anna Netrebko nell’alternanza di gravi bruniti e acuti svettanti e con una cabaletta lucente e di grande agilità; la scena conclusiva di Aida viene poi interpretata dal soprano con voce morbida e un trasparente fraseggio, insieme all’appassionato Radames di Muehle e all’Amneris struggente e voluminosa di Laura Verrecchia. Molto intenso è ancora Muehle nell’aria di Macduff da Macbeth, mentre Boutillier sbalza l’aria finale di Rodrigo da Don Carlo con grande omogeneità e varietà d’accento, spiccando per appassionata drammaticità soprattutto nella parte “Io morrò”. Sbalzato ed emozionante Boutillier lo è anche in “Tace la notte” all’interno della scena de Il trovatore che chiude la sezione verdiana, con il terzetto realizzato insieme con Netrebko e Muehle che si impone per la marcata teatralità e per l’accordo degli intepreti.

Per l’occasione il palco è allestito da Angelo Bertini con semplici pannelli verticali disposti intorno all’Orchestra e viene suggestivamente modellato dalle luci di Valerio Alfieri. Di studiata ma naturale eleganza la ricca gestualità della Netrebko, che sceglie appropriatamente un abito argento lunare per i notturni verdiani e un più sensuale rosa fuxia per le melodie pucciniane.

Un vero tripudio di applausi, tra entusiasmo e commozione, e come perla finale non poteva mancare un ennesimo tributo di Anna Netrebko al padrone di casa: da Gianni Schicchi una toccante e smaltata “O mio babbino caro”, ancora una volta di vellutata morbidezza e di stupefacente ampiezza dei fiati.

GRAN GALA’

Soprano Anna Netrebko
Mezzosoprano Laura Verrecchia
Tenore Martin Muehle
Baritono Jérôme Boutillier

DIRETTORE Michelangelo Mazza
ORCHESTRA DEL FESTIVAL PUCCINI

Giuseppe Verdi
Nabucco, Sinfonia
Il trovatore
“Tacea la notte placida” (aria di Leonora)
Macbeth “Ah, la paterna mano” (aria di Macduff)
Don Carlo “Per me giunto” (aria di Rodrigo)
Aida “La fataI pietra” (scena, duetto e finale)
Il trovatore “Tace la notte” (scena, romanza e terzetto)

Giacomo Puccini
Le Villi
“La Tregenda” (Intermezzo sinfonico)
Tosca “Mario! Mario! Mario!” (duetto Tosca – Cavaradossi)
Edgar “Questo amor, vergogna mia” (aria di Frank)
Tosca “Vissi d’arte” (aria di Tosca)
La fanciulla del West “Ch’ella mi creda” (aria di Johnson)
Madama Butterfly “Vogliatemi bene” (duetto Cio-Cio-San – Pinkerton)

Allestimento scenico Angelo Bertini
Luci Valerio Alfieri

Foto: Giorgio Andreuccetti