Spettacoli

Aida- Arena di Verona Opera Festival 2025, Verona

Una Verona tranquilla, calda e paciosa ci accoglie in questo tranquillo mercoledì di luglio. Nell’immenso, suggestivo e ampio catino dell’anfiteatro romano, splendidamente adibito a contenitore di spettacoli unici al mondo dal genio veronese di Giovanni Zenatello, tenore che nel 1913 ebbe l’intuizione di festeggiare proprio con l’esecuzione del capolavoro verdiano il centenario dalla nascita del cigno di Busseto, va in scena la visionaria e tecnologica Aida firmata come allestimento scenico dal genio funambolico di Stefano Poda. Un allestimento definito dalla stampa ” Aida di cristallo ” ed effettivamente è questa l’impressione che si ha, di essere affascinati, travolti e quasi acciecati da questo minerale candido. I sentimenti, le emozioni e le passioni vengono cristallizate e bloccate in un vortice di freddo potere, rappresentato da una manona high-tech percorsa da fasci di luci laser dall’effetto fascinoso e coinvolgente. I costumi ricchi, sontuosi e modernissimi, sempre firmati dall’artista-architetto Poda, come scene e luci, coadiuvato da Paolo Giani Cei, richiamano l’Egitto, ma sono un complemento ideali e stilizato del discorso scenico del regista. Meno comprensibili alcuni elementi scenici come le mummie su carrelli nelle stanze di Amneris, ma la suggestione finale resta intatta.

Agnieszka Rehlis e Jorge de Leon

Sul podio di un’ottima Orchestra della Fondazione Arena di Verona il grandissimo Daniel Oren che quest’anno festeggia i suoi primni 40 anni nel monumentale teatro veronese (e chi scrive era presente come artista del coro a quella Tosca diretta magistralmente dal giovane musicista israeliano) . Il maestro sa trovare spunti inediti ed affascinanti nella poderosa partitura verdiana e tratteggia con pennellate di colore personalissime ogni frase e accento e persino ogni pausa. Canta e respira con i cantanti in scena ed esalta la peculiarità sonora di ogni strumento in orchestra, abilmente assecondato dai professori dell’orchestra areniana.

Un cast prevalentemente non italiano dà vita e voce ai personaggi verdiani. Olga Maslova, soprano, interprete del title-role, ha una bellissima voce che sa usare bene. Fascinosi e perlacei i pianissimi che il soprano elargisce a piene mani, acuti ben proiettati e tecnica solida. Solo un pò di freddezza interpretativa che comunque non offusca un’ottima interpretazione. Da sottolineare il fantasmagorico Do in pianissimo di “Cieli azzurri” o il Si che inizia pianissimo e si espande nel finale del concertato nel trionfo, due momenti di pura poesia tecnica. Funionale e buona la prova del tenore Jorge de Leon che mette cuore ed anima , figura eccellente e voce maschia e sicura (anche se un pò emozionato nell’aria iniziale “Celeste Aida”!) , con acuti lanciati e ben girati ed ottima pronuncia.

Una corifea

Il mezzosoprano Agnieszka Rehlis, è un’Amneris dapprima altera e glaciale, poi nell’atto del Giudizio rivela cuore e sfodera una voce calda, vibrante dal bel colore bronzeo e personalità di fuoco. Le sue note nella zona grave sono oro e fiamme, una voce da vero mezzosoprano verdiano e bella la figura plastica e autorevole.

L’arte e la bellezza vocale di Amartuvshin Enkhbat, baritono mongolo che da vita al re etiope sconfitto Amonasro, sono ormai riconosciute ed affermate in ogni tempio della lirica ed anche nella serata odierna vengono elargite con classe e grande arte dal cantante, che sa dare un’impronta importante ed unica già dalla sua entrata nel Trionfo. La voce autorevole e imponente di Alexander Vinogradov tratteggia la figura enigmatica ed implacabile di Ramfis, che nella regia di Poda giustamente è in primo piano, illuminato da costumi con bagliori acciecanti e gesti ampi e decisi.

Con solida tecnica e musicalità ben definita e sapiente i personaggi di fianco danno un contributo elevato come qualità alla serata e sono Ramaz Chikviladze (il Re), Carlo Bosi (il Messaggero) e la dolcissima e lunare Francesca Maionchi (una sacerdotessa).

Sempre protagonista e importante il Coro della Fondaione Arena di Verona, diretto dal Maestro Roberto Gabbiani, pur sottoposto ad una prova di forza tra movimenti accellerati e continui e costumi molto pesanti. Come il Ballo della fondazione Arena di Verona, coordinato da Gaetano Bouy Petrosino, mirabilmente ha svolto movimenti rapidi, guizzanti in piena sintonia di ritmo e fluidità.

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ll numeroso pubblico presente ha salutato gli artisti con entusiasmo e numerose chiamate al proscenio. uno spettacolo fulgido, innovativo e moderno che rende tale anche il Festival areniano, coinvolgendo e stregando l’eterogeneo pubblico che affolla le gradinate e la platea di questo meraviglioso monumento italiano.

AIDA

di Giuseppe Verdi

opera inn quattro atti

Libretto di Antonio Ghislanzoni

Direttore : Daniel Oren

Regia, scene, costumi,luci,coreografia Stefano Poda

Assistente a regia, scene, costumi, luci, coreografia, Paolo Giani Cei

Il Re Ramaz Chikviladze

Amneris Agnieszka Rehlis

Aida Olga Maslova

Radames Jorge de Leon

Ramfis Alexander Vinogradov

Amonasro Amartuvshin Enkhbat

Un messaggero Carlo Bosi

Una sacerdotessa Francesca Maionchi

Orchestra,Coro, Ballo e Tecnici della Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Coordinatore del Ballo Gaetano Bouy Petrosino

Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese

Foto : Ennevi Studio– per la gentile concessione della Fondazione Arena di Verona