Ariadne auf Naxos

Ariadne auf Naxos, il capolavoro di Richard Strauss, per la prima volta al Teatro Comunale di Bologna.

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Dorothea Röschmann, Tetiana Zhuravel, Adriana Di Paola e Chiara Notarnicola

Nel Borghese gentiluomo di Molière, il protagonista Jourdain alla sua entrata in scena, definisce l’opera che ha commissionato ai maestri di ballo e danza una “piccola buffonata”.
I rapporti, spesso difficili e conflittuali, tra committente e artisti, insieme ad una più ampia critica sociale, sono al centro della piece di Molière. Proprio da quest’ultima partono Richard Strauss e Hugo von Hofmannsthal per Ariadne auf Naxos che vede la sua prima nel 1912 a Stoccarda. La storia, ispirata a quella di Molière, è semplice: un nobiluomo viennnese vuole che nel suo palazzo si allestisca una grande festa sublimata e conclusa da un’opera lirica, ma chiede contemporaneamente che il canonico intermezzo buffo sia sommato al dramma per risparmiare tempo e noia ai suoi ospiti. Tutto questo ci viene raccontato nel prologo dell’Ariadne prima di lasciare poi spazio all’opera vera e propria. Qui la commistione degli stili, da pretesto narrativo, diventa una vera e proprio prova dell’abilità di Strauss che riesce mirabilmente a fondere mondi opertistici diversi e lontani in un piccolo capolavoro dallo spiazzante gusto postmoderno.

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Ariadne auf Naxos, Teatro Comunale di Bologna, 2022

Il riuscito allestimento a cui abbiamo assistito al Teatro Comunale di Bologna, gioca molto sulla “incomprensione” fra artista e committente: lo scrive nelle note di sala il regista Paul Curran, spesso, dice, è capitato, e capita ancora, di trovarsi nella situazione in cui la musica e l’arte siano solo un pretesto, un contorno, insomma, dall’epoca di Molière certe brutte abitudini sono ancora incredibilmente in uso.

La scena si apre in un palazzo viennnese come previsto dal libretto, ma non siamo nel 1700, le lesene dell’ampia sala interna, decorate a mascheroni, sono tipicamente Jugendstil mentre i costumi ci portano verso gli anni settanta del Novecento. Una scena (a cura di Gary McCann) molto piacevole da vedere: nel grande palazzo bianco saranno sistemati nel prologo i camerini degli artisti che compaiono, come in un gioco di scatole cinesi da grandi bauli; nell’opera si materializza invece un delizioso teatrino di carta dal sapore Settecentesco. I costumi, dello stesso McCann, sono Novecenteschi nel prologo e diventano poi grandi abiti da ballo ottocenteschi nell’opera, come quello di Arianna, ma con qualche incursione nel pop: appariscente ed azzeccato quello di Zerbinetta con un grande cuore rosso di strass e parrucca rosa. Bellissime le luci di Howard Hudson particolarmente evocative nel finale quando Bacco si allontana con la sua amata.

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Olga Pudova, Mathias Frey, Vladimir Sazdovski e Carlos Natale

Il versante musicale dello spettacolo vede trionfare la magnifica direzione di Jurai Valčuha che si rende protagonista, anche in questa occasione, di un’interpretazione di altissimo livello. Il Maestro stupisce per la ricerca di una lettura attenta e meticolosa, in grado di sbalzare ogni dettaglio sonoro che si carica così di grande forza espressiva.

Sin dall’attacco del Prologo, il suono dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, sgorga come un fiume in piena ricco di emozioni e sensazioni contrastanti. Nel corso dello spettacolo si passa ben presto dalla tensione quasi febbricitante della prima parte all’atmosfera più delicata e lieve dell’Opera sino al trascinante finale, vero tripudio emotivo.

Nel ruolo della protagonista Dorotea Röschmann si conferma vocalista d’alto rango. Il mezzo suona poderoso ed ampio, corposo in centro e squillante in acuto; si riscontra tuttavia qualche durezza nelle regioni più alte del pentagramma, effetto, probabilmente, di una non perfetta condizione esecutiva, come annunciato dalla direzione del teatro pochi minuti prima dall’inizio dello spettacolo. La Röschmann, ad onta di una linea un po’ avara di sfumature, è anche raffinata interprete; secondo Curran questa Ariadne è una diva d’altri tempi, con tutte le nevrosi del caso e, se da una parte questa visione strappa qualche sorriso, dall’altra tende a comprimere la dimensione malinconica che accompagna la protagonista, specie durante l’opera.

Olga Pudova affronta con voce leggera la funambolica scrittura di Zerbinetta inanellando con la giusta perizia tecnica sopracuti e agilità a tutte le altezze. Scenicamente impagabile, grazie ad una presenza aggraziata, conquista il favore del pubblico soprattutto durante la sua aria di primo atto che la vede volteggiare sul palco al pari di una showgirl impegnata in un tipico numero da cabaret.

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Ariadne auf Naxos, Teatro Comunale di Bologna, 2022

Rivelazione della serata è Victoria Karkacheva nelle vesti de Il Compositore. Il mezzosoprano russo, che ha trionfato lo scorso anno nel concorso Operalia, mostra una linea vocale preziosa, dal timbro vellutato e ricca di armonici che si espande sonora in sala. L’artista risulta inoltre interprete intelligente e finissima fraseggiatrice e riesce a trasmettere al pubblico tutte le emozioni che prova il suo personaggio: dall’ardore quasi aulico verso l’arte della musica sino alla triste accettazione delle ben meno nobili esigenze esecutive dettate dal committente dello spettacolo.

Daniel Kirch si cimenta nell’impervio, seppur breve, ruolo di Bacco con convinzione. Ad una vocalità contraddistinta da un colore chiaro e una adeguata tenuta delle arcate melodiche fa, tuttavia, da contraltare un fraseggio poco variegato e uno scarso slancio emotivo. Nel duetto finale, inoltre, viene travolto dall’esuberanza vocale della Röschmann.

Johannes Kränzle interpreta il ruolo del Maestro di Musica sostituendo l’indisposto Markus Werba. Grazie ad una linea vocale sicura, un fraseggio incisivo ed una presenza scenica disinvolta, Kränzle dà vita ad un personaggio ironico e contemporaneo.

Convince senza riserve il quartetto delle maschere, guidato da Tommaso Barea che nel ruolo di Arlecchino sfoggia una linea vocale morbida e sfumata. Efficaci del pari sono inoltre Mathias Frey, Scaramuccio, Vladimir Sazdovski, Truffaldino e Carlos Natale, Brighella. Se vocalmente questo quartetto risulta ben centrato, sotto il profilo scenico risulta spassosissimo, soprattutto durante l’opera, allorquando i quattro personaggi, indossati abiti dalle varie gradazioni di rosa, danno vita ad una simpatica coreografica con movenze tipiche di un musical di Broadway.

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Dorothea Röschmann e Daniel Kirch

Omogeneo e ben assortito il terzetto delle ninfe nel quale merita una menzione speciale Adriana di Paola, Driade, dotata di un’ottima musicalità e un registro superiore suadente e ben appoggiato. Si segnalano inoltre Chiara Notarnicola e Tetiana Zhuravel, vocalmente ben centrate e scenicamente deliziose nei panni, rispettivamente di Echo e Najade.

Cristiano Olivieri affronta con buona sicurezza vocale il ruolo di Un Maestro di ballo cui conferisce anche un’ottima verve scenica.

Ben a fuoco anche le prestazioni di Riccardo Fioratti, Un parrucchiere glam, Maurizio Leoni, Un lacchè vocalmente ben tornito e scenicamente disinvolto, Paolo Antognetti, Un ufficiale dalla buona linea musicale.

Franz Tscherne, voce recitante, conquista la simpatia del pubblico con la sua interpretazione ironicamente nevrotica del Primo Maggiordomo.

Il pubblico, accorso numeroso, riserva una accoglienza calorosa al termine con punte di particolare apprezzamento per Victoria Karkacheva, Olga Pudova e il Maestro Valčuha.

ARIADNE AUF NAXOS
Opera in un atto con Prologo
Libretto di Hugo von Hofmannsthal
Musica di Richard Strauss

Der Haushofmeister Franz Tscherne
Der Musiklehrer Johannes Kränzle
Der Komponist Victoria Karkacheva
Primadonna/Ariadne Dorothea Röschmann
Der Tenor/Bacchus Daniel Kirch
Zerbinetta Olga Pudova
Harlekin Tommaso Barea
Scaramuccio Mathias Frey
Truffaldino Vladimir Sazdovski
Brighella Carlos Natale
Der Tanzmeister Cristiano Olivieri
Ein Perückenmacher Riccardo Fioratti
Ein Lakai Maurizio Leoni
Ein Offizier Paolo Antognetti
Najade Tetiana Zhuravel
Dryade Adriana Di Paola
Echo Chiara Notarnicola

Orchestra e tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Juraj Valčuha
Regia Paul Curran
Scene e costumi Gary McCann
Luci Howard Hudson

FOTO: MICHELE LAPINI – MARGHERITA CAPRILLI