The art of virtuoso baritone – Giorgio Caoduro

La casa discografica Glossa lancia sul mercato l’album “The art of virtuoso baritone”, protagonista il baritono Giorgio Caoduro.

Una gustosa galleria di personaggi rossiniani dalla “voce grave”: così potremmo definire il nuovo album “The art of virtuoso baritone”, piccolo gioiello, prodotto dalla casa discografica Glossa, uscito sul mercato poche settimane fa. La raccolta di arie costituisce un chiaro esempio di come all’epoca di Gioachino Rossini non esistessero rigide suddivisioni tra i registri vocali degli interpreti, come poi è accaduto a partire dall’epoca romantica: i diversi brani presenti in questo album mettono ben in evidenza come la scrittura dei diversi personaggi, protagonisti di volta in volta delle arie qui eseguite, richiedano all’interprete di risaltare nel registro acuto, tuonare in quello grave, mostrare morbidezza in quello centrale. Operazione perfettamente riuscita, in questo caso, grazie alla bravura eccelsa del protagonista di questo album, il baritono Giorgio Caoduro, interprete tra i più un vista dell’attuale generazione di cantanti rossiniani. 

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Giorgio Caoduro, The art of virtuoso baritone, 2021

Il brano di apertura del programma prescelto è un’aria tratta da Torvaldo e Dorliska, “Oh qual voce d’intorno rimbomba”: Caoduro mette subito in risalto una grande padronanza del fraseggio, come ben riscontrabile nel recitativo introduttivo dell’aria dove ogni parola viene accentata con giusta espressività e toccante emozione. Nel proseguo non si può non lodare la familiarità del baritono, nativo di Monfalcone, con il canto d’agilità: la coloratura, infatti, è ben sgranata e sempre appoggiata con ottima intonazione. Il brano successivo è tratto da Cenerentola e si tratta della cavatina “Come un’ape nei giorni d’aprile”, aria d’ingresso del personaggio di Dandini, uno dei più amati e frequentati da Caoduro. Nel brano si percepisce un clima di spensieratezza, sottile e divertita ironia con la quale l’interprete colora ogni frase è rende così alla perfezione lo stato di straniante euforia che pervade il personaggio. La cabaletta seguente è eseguita con invidiabile souplesse, amabile gusto nelle variazioni e interpolazioni sonore e squillanti. 

Si prosegue su Cenerentola anche con il brano successivo, il duetto “Un segreto d’importanza”, con la partecipazione del basso Fabio Maria Capitanucci nel ruolo di Don Magnifico.  Ci troviamo di fronte, qui, ad una delle pagine migliori tra quelle proposte nell’album: sorprendente la simbiosi tra i colori e i timbri vocali dei due interpreti, l’arguzia nel fraseggio, il duello incrociato nel canto di coloratura soprattutto nel frenetico sillabato finale. 

La gazza ladra, e l’aria “Accusata di furto”, ci porta poi a ben comprendere come la stessa voce chiamata ad affrontare i vertici del pentagramma con Cenerentola, ora deve insistere soprattutto nella regione grave (da qui la definizione di bass-baritone riferita soprattutto agli interpreti di questo tipo di repertorio). Caoduro sfoggia in questo brano un registro grave timbratissimo e sonoro, prima di affrontare con raffinatezza e naturalezza le agilità di cui è irta la sezione conclusiva della pagina. 

Con Il Signor Bruschino, e in particolare l’aria “Nel teatro del gran mondo”, il Cigno pesarese richiede all’interprete di affrontare una tessitura che insiste soprattutto nel registro centrale ed acuto; Caoduro espugna con facilità la scrittura impreziosita da acuti squillanti e penetranti. 

Di grande interesse il brano successivo, la grande scena della pazzia di Assur da Semiramide: si tratta di una pagina complessa sia sotto il profilo vocale che sotto quello interpretativo. Il baritono consegna al disco un’esecuzione davvero ben riuscita: vocalmente la voce permane morbida e sostenuta da ottima intonazione e musicalità, l’interprete è partecipe ed emoziona per il tono supplichevole, ottenuto in un abile gioco di chiaroscuri e con largo uso del canto a mezza voce, di cui permea il fraseggio. Per contro, la cabaletta successiva è mossa da vigore e desiderio di vendetta risultando teatralmente davvero efficace. 

Dalle atmosfere tragiche di Semiramide si torna alla farsa con L’inganno felice e, in particolare, l’aria “Una voce m’ha colpito”, durante la quale Caoduro mostra un utilizzo esemplare del canto di coloratura ai fini espressivi per esprimere al meglio i sentimenti del personaggio valorizzando, ad un contempo, la scrittura e le indicazioni previste in partitura. 

Nella galleria di personaggi presenti in questo album compare anche Guglielmo Tell, anzi Guillaume Tell. Il baritono è protagonista dell’aria “Sois immobile” e, grazie al timbro corposo e al bel colore brunito della voce, offre una lettura della pagina permeata di grande dolcezza, malinconico abbandono frammisto a sincera commozione paterna. 

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Giorgio Caoduro, The art of virtuoso baritone, 2021

Si torna ora a Cenerentola, questa volta non per ascoltare un altro brano previsto per il personaggio di Dandini, ma per l’aria di Alidoro “Là del ciel nell’arcano profondo”. Un’occasione estremamente interessante per mettere a confronto le vocalità dei due personaggi (per inciso portati entrambi in scena): l’artista affronta con naturalezza e grande perizia tecnica la scrittura vocale, che insiste più volte nel registro acuto, unitamente ad una pregevole proprietà di fraseggio. 

L’album si chiude con l’aria da concerto  “Alle voci della gloria”, dove l’interprete riesce ad unire misticismo e passione amorosa con risultato eccellente. 

Merito dell’ottima riuscita dell’album è anche del Maestro Jacopo Brusa che dirige con gesto sicuro e appropriatezza stilistica la compagine de I Virtuosi Brunensen cui si accompagna il Brno Janáček Chorus diretto da Pavel Konárek. Si segnala inoltre la partecipazione di Cecilia Bernini, Anna Viola e Alessandro Cortello a cui sono affidati gli interventi nell’aria di ingresso di Dandini dalla Cenerentola.

Ineccepibile la qualità tecnica della registrazione, fruibile in formato cd o in streaming su Spotify e Apple Music.