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“Simon Boccanegra” è uno dei laboratori più radica “Simon Boccanegra” è uno dei laboratori più radicali della drammaturgia verdiana: l’interesse non è nelle arie chiuse ma nella continuità del discorso, nel declamato e nel colore orchestrale scuro e compatto.

Simon Boccanegra è il prototipo del “padre verdiano” tragico: corsaro plebeo asceso a Doge di Genova, segnato dal lutto per Maria (amata segretamente e morta) e dalla figlia rapita, incarna la solitudine del potere e il peso irrisolto del passato. A lui si affianca Gabriele Adorno, nobile patrizio, ardente ed impulsivo, prototipo del “tenore romantico”.

Al Teatro La Fenice di Venezia, va in scena un nuovo allestimento del capolavoro verdiano, affidato alla guida musicale di Renato Palumbo e alla regia di Luca Micheletti. Nel ruolo del titolo, un magnifico Luca Salsi che con Francesco Meli, un altrettanto ottimo Gabriele Adorno, ci raccontano la loro visione di questi personaggi.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro La Fenice per la disponibilità e la collaborazione.

#lucasalsi #francescomeli #simonboccanegra #giuseppeverdi #teatrolafenice
Nel “suo” Don Quichotte, Jules Massenet non segue Nel “suo” Don Quichotte, Jules Massenet non segue fedelmente la trama del
romanzo di Miguel de Cervantes, ma ne seleziona alcuni episodi ritenuti particolarmente emblematici.

Tra i personaggi chiave dell’opera vi è Sancho Panza, il fedele scudiero di Don Quichotte. Rispetto al romanzo, il Sancho di Massenet diviene più lirico, sentimentale e commovente, con un’enfasi maggiore sul rapporto umano ed affettuoso tra i due protagonisti. 

Nella nuova produzione di Operalombardia, 
affidato alla direzione di Jacopo Brusa e alla regia di Kristian Frédric, Sancho è interpretato da uno straordinario Giorgio Caoduro, che ci racconta questo personaggio in occasione della tappa cremonese dello spettacolo.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Ponchielli per la disponibilità e la collaborazione.

#giorgiocaoduro #impallomeniartistsmanagement #donquichotte #julesmassenet 
#operalombardia
Con “Die Walküre” il Ring wagneriano entra nel viv Con “Die Walküre” il Ring wagneriano entra nel vivo. Un’opera dove melodia infinita e armonia cromatica si intersecano in una rete fittissima di leitmotiv, veri e propri temi conduttori rappresentativi di situazioni, sentimenti, persone ed oggetti.

Questa prima giornata della saga esplora il conflitto tra legge divina e forza naturale attraverso la tragedia di Siegmund e Sieglinde, gemelli incestuosi destinati a generare l’eroe Siegfried. L’opera segna anche il passaggio dal dominio divino alla sovranità umana: le Valchirie, incaricate di raccogliere eroi per Walhalla, falliscono nel loro ruolo, prefigurando la Götterdämmerung.

All’Opèra di Monte-Carlo prosegue, dopo l’applauditissimo Rheingold dello scorso anno, la messinscena di un nuovo Ring, affidato al genio visionario di Davide Livermore. Una sfida di grande portata, specie se in buca troviamo una compagine orchestrale storicamente informata, quella straordinaria de Les Musiciens du Prince, guidata ottimamente da Gianluca Capuano.
E proprio al direttore milanese abbiamo chiesto di raccontarci la sua lettura di questo immortale capolavoro.

Un ringraziamento speciale agli amici dell’Opèra di Monte-Carlo per la disponibilità e la collaborazione.

#diewalkure #operademontecarlo #gianlucacapuano #lesmusiciensduprince #davidelivermore
“Don Giovanni”, un dramma giocoso capace di integr “Don Giovanni”, un dramma giocoso capace di integrare buffo e tragico, prefigurando il romanticismo con intervento soprannaturale e critica all’ancien régime.

Tra i personaggi chiave del capolavoro mozartiano vi è Leporello, il servo di Don Giovanni, che funge da complice, critico e mediatore comico tra il padrone libertino e il mondo “normale”. 

La stagione d’Opera 2026 del Teatro Filarmonico di Verona si inaugura con la riproposta dell’allestimento ideato da Enrico Stinchelli, qui affidato alla direzione musicale di Francesco Lanzillotta.
E a vestire i panni di Leporello è un magnetico Paolo Bordogna, che ci offre una interessante visione di questo splendido, quanto complesso, personaggio.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Filarmonico per la disponibilità e la collaborazione.

#paolobordogna #aartmusic #dongiovanni #wolfgangamadeusmozart#teatrofilarmonicodiverona
Anche Jules Massenet rimase affascinato dalle gest Anche Jules Massenet rimase affascinato dalle gesta del cavaliere Don Quichotte ma il suo, rispetto al romanzo dì Cervantes, divenne un racconto crepuscolare, dove scrittura orchestrale cameristica, temi ricorrenti e un uso molto “vocale” dell’armonia sostengono una tragi‑commedia più elegiaca che farsesca.

Il tessuto orchestrale privilegia impasti morbidi di archi e legni, con frequente uso dei registri medio‑bassi, a evocare il peso del tempo e della disillusione del protagonista.

In occasione della nuova produzione di Operalombardia, affidata alla regia di Kristian Frédric, Jacopo Brusa, a capo de I Pomeriggi Musicali, ci racconta la sua visione di questa suggestiva partitura.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Ponchielli per la disponibilità e la collaborazione.

#jacopobrusa #donquichotte #julesmassenet
Don Giovanni è l’opera in cui Mozart raggiunge il Don Giovanni è l’opera in cui Mozart raggiunge il massimo grado di ambiguità morale attraverso la massima perfezione musicale. Non offre risposte, ma pone domande eterne sulla libertà, sul desiderio, sul potere, sulla colpa e sulla punizione, domande che la musica rende fisicamente percepibili.

Per l’inaugurazione della stagione d’Opera 2026 del Teatro Filarmonico, torna sul palcoscenico veronese lo spettacolo di Enrico Stinchelli, qui affidato, per la direzione musicale, a Francesco Lanzillotta.

In questa produzione Christian Federici è Don Giovanni, il carismatico e cinico seduttore di Siviglia. Al suo fianco, Marta Torbidoni veste i panni di Donna Elvira, uno dei personaggi più intensi e contraddittori dell’opera.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Filarmonico per la disponibilità e la collaborazione.

#christianfederici #martatorbidoni #dongiovanni #teatrofilarmonicodiverona
Fu il dramma di Gutiérrez ad ispirare il genio di Fu il dramma di Gutiérrez ad ispirare il genio di Giuseppe Verdi. La storia di Simone Boccanegra, corsaro genovese che nel Trecento riuscì a salire al trono dogale grazie all’appoggio di un amico, vide la luce al Teatro La Fenice di Venezia nel 1857, ma il debutto fu tutt’altro che entusiasmante. Dopo una lunga, e fomentata revisione, Simon Boccanegra troverà una nuova vita sul palcoscenico del Teatro alla Scala nel 1881 e, da allora, divenne uno dei titoli più complessi ed affascinanti del Cigno di Busseto.

La stagione d’Opera 2026 del Teatro La Fenice prosegue con una nuova produzione del componimento verdiano, affidato alla direzione musicale di Renato Palumbo e alla regia di Luca Micheletti. Uno spettacolo che, come dichiarato dalla stesso regista, vuole lasciare spazio ad una riflessione sulla necessaria cura da riservare alla fragilità di ognuno e alla comunione possibile.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro La Fenice per la disponibilità e la collaborazione.

#lucamicheletti #simonboccanegra #giuseppeverdi #teatrolafenice #venezia
Tratto dall’omonima tragedia di William Shakespear Tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare, “Macbeth” rappresenta un capolavoro innovativo nel catalogo operistico verdiano e un punto di svolta verso il dramma psicologico. 

La caratterizzazione del personaggio di Macbeth, innovativa per l’epoca, esplora  i conflitti interiori attraverso un canto declamatorio, cupo ed instrospectivo, contrapposto allo stile nobile dei personaggi  positivi. Tra i protagonisti, poi, Lady Macbeth è il ritratto più complesso: ambiziosa e demoniaca, ma fragile, richiede un soprano agile per sarcasmo, gioia del potere e rimorso ossessivo, evolvendo in un crollo psichico.

Per l’inaugurazione della stagione d’Opera, il Teatro Coccia di Novara opta per un nuovo allestimento del capolavoro verdiano, affidato alla guida musicale di Jordi Bernàcer e alla regia di Daniele Piscopo. In locandina, Sergio Vitale e Monica Zanettin, che ci raccontano la loro visione della coppia demoniaca.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Coccia per la disponibilità e la collaborazione.

#sergiovitale #monicazanettin #macbeth #giuseppeverdi #teatrococcianovara
Con “Il trovatore” Giuseppe Verdi realizza uno dei Con “Il trovatore” Giuseppe Verdi realizza uno dei suoi lavori più cupi e fatali, dove memoria, superstizione e vendetta contano più della logica narrativa.

Azucena è la figura centrale del racconto, vero centro emotivo e drammaturgico, un personaggio tra maternità e vedetta, tra follia visionaria e lucidissima memoria del torto subito.

Sul palcoscenico del Teatro Carlo Felice di Genova, il capolavoro verdiano viene proposto nella lettura musicale di Giampaolo Bisanti e nel progetto registico di Marina Bianchi. Nel ruolo di Azucena, Clémentine Margaine, che ci accompagna alla scoperta di questo meraviglioso, quanto enigmatico, personaggio.

Un ringraziamento speciale agli amici del Teatro Carlo Felice per la disponibilità e la collaborazione.

#clementinemargaine #ariosimanagement #iltrovatore #giuseppeverdi #teatrocarlofelicegenova
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