Charpentier, Un Concert de Noël – Santuario di Montenero, Livorno
“Rallegrati, o piena di grazia” dice l’Angelo a Maria e un fervido invito a una gioia composta e vibrante è il concerto interamente dedicato da Samuele Lastrucci e I Musici del Gran Principe a Marc-Antoine Charpentier, in un luminoso susseguirsi di brani tutti per la lode e la supplica alla Vergine. Una proposta raffinata ed originale che avviene per giunta in un tempo e in luogo del tutto particolari, ovvero nella terza domenica di Avvento, detta “Gaudete “perché liturgicamente vi si sottolinea la gioia per l’imminente Natale, e nella incantevole cornice del Santuario della Madonna delle Grazie di Montenero, che da una dolce collina abbraccia Livorno ed il mare e che è un prezioso e raro scrigno del barocco in Toscana.
Hortus Harmonicus, dopo l’inaugurazione al Goldoni con l’opera ritrovata di Vivaldi, prosegue con questa seconda tappa di Un Concert de Noël, volgendosi dal Settecento alla musica devozionale francese al tempo del Re Sole, un repertorio davvero poco noto ed eseguito nel nostro paese e di cui invece il maestro Lastrucci è esperto conoscitore.

L’antifona “Sub tuum praesidium” ci introduce nella atmosfera sospesa e rarefatta del concerto, con i tre soprani, anzi precisamente i tre dessus secondo la classificazione francese, Lili Aymonino, Elena Mascii e Emma Alessi Innocenti, impegnate in un’esecuzione a cappella di grande omogeneità e trasparenza. Nel mottetto “In Assumptionis Beatae Mariae Virginis” vi è invece un nitido e vivace dialogo delle voci maschili e femminili, con luminose aperture in acuto. Intessuto di luce e di gioia è “Ad beatam Virginem canticum”, che viene introdotto dall’intreccio della voce limpida e diafana dell’haute contre Danilo Pastore con quella solare e potente del taille Enrico Busia, per essere seguito dal passaggio compatto e rotondo del basse Francesco Masilla e chiudersi con ascendenti vocalizzi nel segno dell’esultanza. E’ poi Lili Aymonino a rendere in una forma alquanto toccante la “Salve Regina”, mentre il “Magnificat” viene intonato per intero dalle tre voci maschili con un canto legato e un accurato raccordo dei versetti, che culmina nel lucente “Gloria Patri” della dossologia. Le “Litanies” si snodano in una sequenza di grande complessità ed equilibrio, impegnando tutti gli intepreti in un canto vario e trasparente e culminando in un Agnus Dei solenne e accorato. L’intero percorso, di trasfigurata bellezza, viene guidato dal gesto elegantissimo e puntuale di Samuele Lastrucci ed è sostenuto dal suono morbido e definito del giovane ensemble, con Matteo Saccà e Rossella Pugliano al violino, Giulia Serio e Giuditta Isoldi al traversiere , Iris Faceto alla viola da gamba, Tommaso Tarsi alla tiorba, Dimitri Betti all’organo.
Gli applausi entusiasti di una chiesa gremita obbligano gli interpreti a ripetere le ultime “Litanies”, nella letizia di un congedo verso la notte stellata e il Natale.
Marc-Antoine Charpentier (1643-1704)
Antiphona sine organo ad Virginem “Sub tuum praesidium”, H. 28
In Assumptionem Beata Mariae Virginis, H. 353
Ad beatam Virginem canticum, H. 340
Salve Regina, H. 27
Magnificat, H. 73
Litanies de la Vierge, H. 83
I Musici del Gran Principe
Samuele Lastrucci, direttore
