Moïse (CD Naxos 2020)

L’etichetta discografica Naxos lancia sul mercato la registrazione, su tre cd, di “Moïse et Pharaon”, testimonianza live dell’esecuzione avvenuta a Wildbad nell’ambito del Belcanto Opera Festival edizione 2018. Moïse et Pharaon, la cui prima si è tenuta a Parigi nel 1827, rappresenta un parziale rifacimento del Mosè del 1818. Snodo fondamentale nel confronto tra le due opere è senza dubbio il passaggio da quello che di fatto è un oratorio sacro ad un grand-Opéra vero e proprio, comprensivo degli immancabili balletti con l’ampliamento della partitura che ora viene suddivisa in quattro atti rispetto ai tre originali. Alcuni numeri vengono aggiunti, altri spostati, e altri ancora riscritti, i personaggi, ad eccezione di Mosè e del Faraone vedono mutare il proprio nome; di fatto quindi solo poche parti della prima opera vengono reimpiegate nella versione francese e viene aggiunto anche un coro già presente in Bianca e Faliero, altro titolo del catalogo rossiniano. 

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Moïse et Pharaon, cd Naoxos,2020

Il ruolo del protagonista è affidato in questa edizione al basso russo, Alexey Birkus: il suo Moïse è un eroe ieratico e possente, perfettamente aderente al personaggio ideato da Rossini. Rispettoso dell’intenzione dell’autore, il suo accento è carico di passione e vocalmente offre una prestazione notevole grazie ad un mezzo particolarmente tonante ed efficace nel canto di agilità drammatico.

Il Pharaon interpretato da Luca Dall’Amico è vocalmente sicuro, specialmente nel canto di coloratura; il fraseggio avaro di colori e di sfumature porta tuttavia l’interprete ad essere poco incisivo e un poco anonimo.

L’arduo ruolo di Aménophis viene affrontato da Randall Bills con appropriatezza stilistica, intonazione ragguardevole e buona padronanza dei registri, specialmente quello alto, che gli consente di affrontare il canto di coloratura con efficacia e di raggiungere gli estremi acuti con facilità sebbene alcuni suoni possano risultare talvolta lievemente al limite. Il fraseggio accurato e il giusto accento concorrono ad una prova pienamente convincente.

Il soprano ligure Elisa Balbo interpreta Anaï e fa sfoggio di un bel timbro chiaro e una piacevole freschezza vocale. Durante l’esecuzione si ravvisa una buona aderenza stilistica (sebbene la grande scena di quarto atto richiederebbe maggiore drammaticità); l’interprete è giovane e con una maturata esperienza potrebbe acquisire maggiore consapevolezza sia sotto il profilo vocale che drammatico.

Atteso e gradito ritorno a Wildbald quello del soprano Silvia Dalla Benetta, presenza costante nelle edizioni del Festival degli ultimi anni. Con Sinaïde viene consegnata al disco una delle sue prove più mirabili e riuscite in ambito rossiniano: il timbro del soprano vicentino ben si adatta alla scrittura di questo grand-Opéra, la voce ricca di armonici corre lungo il pentagramma con una naturalezza e disinvoltura invero notevole, le agilità sono dipanate con gusto ed eleganza. Il fraseggio è ben curato come l’accento, sempre regale, che consente all’interprete di tratteggiare il personaggio della moglie del faraone con estrema credibilità. L’esecuzione dell’impervia aria che chiude il secondo atto rimane uno dei vertici esecutivi della serata.

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Moïse et Pharaon, cd Naoxos,2020

Efficace e sicuro l’Éliézier interpretato da Patrick Kabongo. Autorevole Baurzhan Anderzhanov impegnato nel duplice ruolo di Osiride e della Voce di Dio; di spicco la Marie impersonata da Albane Carrère.

La conduzione è affidata al Maestro Fabrizio Maria Carminati, direttore di grande esperienza maturata in un repertorio assai vasto, il cui merito principale è quello di rendere al meglio le atmosfere della partitura e di assicurare un buon equilibrio tra le sonorità orchestrali e i volumi dei singoli artisti.

L’Orchestra Virtuosi Brunenses segue con diligenza le indicazioni del Maestro risultando commovente poi nell’esecuzione della celebre preghiera finale. Puntuale il Górecki Chamber Choir.

Ottima la qualità tecnico-sonora delle tracce audio suddivise in tre cd.