Ernani

Ernani in forma di concerto riporta la musica al Teatro Regio di Parma. 

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Ernani, Teatro Regio di Parma, 2020

Torna al Teatro Regio di Parma la musica “…la Santa tra le arti…” come è definita nell’Ariadne auf Naxos di Richard Strauss, torna dopo sette mesi e due giorni per citare le parole di una emozionatissima Anna Maria Meo, direttore generale del teatro, che sale sul palco per dare il benvenuto al suo pubblico. Nel programma originale del Festival, anche Ernani doveva andare in scena al Parco Ducale, come già avvenuto con Macbeth e Messa da Requiem, ma il meteo instabile ed il freddo hanno convinto gli organizzatori ad anticipiare la riapertura del teatro Regio prevista in origine solo ad ottobre. Con un grande sforzo logistico la sala è stata ripensata per soddisfare i requisiti di sicurezza ed il risultato è encomiabile: sono state aggiunte paratie separatorie fra i palchi, schermature nella platea, la disposizione del pubblico è stata completamente rivista, ma la cosa importante è che oltre alla sicurezza il colpo d’occhio sulla sala non è mutato, i dispositivi di protezione sono trasparenti discreti e non invasivi, tutto è apparentemente rimasto come era prima del Covid. Ernani, assente dal Regio da quindici anni, torna sul palco in forma di concerto, ma non per le limitazioni attuali, era già prevista infatti in origine l’assenza della parte scenica. Il golfo mistico è stato coperto, i cantanti occupano il proscenio e alle loro spalle si estende l’orchestra e su spalti, che assicurano il distanziamento, il coro. L’edizione critica scelta è quella a cura di Claudio Gallico edita da The University of Chicago Press e Casa Ricordi, Milano. 

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Michele Mariotti

A dirigere la partitura di questo Verdi giovanile il Maestro Michele Mariotti, direttore pesarese di fama internazionale e in continua ascesa, la sua è una lettura dal sapore romantico che cancella alcuni pedestrismi che spesso vengono associati al primo Verdi. Una concertazione ispirata e palpitante, che ha saputo cogliere con efficacia tutte le sfumature della partitura, anche grazie all’utilizzo di rallentando, diminuendo e crescendo. Notevole è l’affiatamento con i cantanti, seguiti attentamente durante tutta l’esecuzione. L’orchestra filarmonica Arturo Toscanini è apparsa anche in questa occasione in splendida forma, precisi e puliti i fiati, dolci e morbidi gli archi. Gli orchestrali hanno saputo seguire con intelligenza le indicazioni del podio. Il Coro del Teatro Regio di Parma, diretto dal Maestro Martino Faggiani, è risultato come sempre di altissimo livello, peccato che la collocazione infelice, al fondo della scena, attutisse molto il suono, da segnalare comunque la bella prestazione delle voci maschili nella celebre “Si ridesti il leone di Castiglia”. 

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Piero Pretti

Ernani, eroe romantico per eccellenza, è interpretato da Piero Pretti, il tenore al suo debutto nel ruolo convince con una buona prova. La linea vocale è omogenea, il registro acuto è saldo, l’intonazione ottima, riesce a risolvere con onore l’impervia aria di primo atto “Come rugiada al cespite”.

Eleonora Buratto interpreta per la prima volta Elvira, ruolo per soprano drammatico d’agilità fra i più ardui del catalogo verdiano. Il giovane soprano mantovano affronta con coraggio e determinazione le asperità della scrittura facendo sfoggio del suo timbro lucente, dona al personaggio carattere e fierezza, aggredisce con stile e pertinenza i versi del libretto. Vocalmente colpisce per il registro acuto ben timbrato, pianissimi appoggiati ed un registro grave naturale. 

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Eleonora Buratto

Vladimir Stoyanov torna al Festival Verdi, sostituendo l’annunciato Amartuvshin Enkhbat , il baritono bulgaro sempre molto amato dal pubblico parmigiano, infonde al personaggio di re Carlo la nobiltà richiesta grazie ad un penetrante accento. La sua lunga carriera ed esperienza sul palco gli conferiscono sicurezza nel canto, particolarmente applaudita ed apprezzata l’aria di terzo  atto “Oh de’ verd’anni miei”. 

Spicca il Silva di Roberto Tagliavini: riesce a creare un personaggio non stereotipato, ardimentoso ed innamorato e non il solito vegliardo. Il fraseggio risulta particolarmente curato e tornito, il registro acuto senza incertezze, ben appoggiato il registro grave, bello il velluto della voce. La sua prova è indubbiamente di alto livello e conferma le ottime qualità del cantante parmigiano.

Completano il cast: la sempre affidabile e brava Carlotta Vichi nel ruolo di Giovanna, Federico Benetti, uno Jago dotato di ottima intonazione e Paolo Antognetti nel ruolo di Don Riccardo.

Alla fine della rappresentazione il pubblico di Parma, che si è finalmente riappropriato del suo illustre teatro, applaude calorosamente tutti gli interpreti.

Festival Verdi 2020
Teatro Regio di Parma
ERNANI
In forma di concerto
Dramma lirico in quattro parti su libretto di Francesco Maria Piave,
Musica Giuseppe Verdi

Ernani Piero Pretti
Don Carlo Vladimir Stoyanov
Don Ruy de Silva Roberto Tagliavini
Elvira Eleonora Buratto
Giovanna Carlotta Vichi
Don Riccardo Paolo Antognetti
Jago scudiero Federico Benetti

Filarmonica Arturo Toscanini
Coro del Teatro Regio di Parma
Direttore Michele Mariotti
Maestro del coro Martino Faggiani
Parma, Teatro Regio, 25 settembre 2020

FOTO ROBERTO RICCI