Rossini Gala

Dopo Wagner e Verdi, tocca al genio pesarese riscuotere unanimi consensi, nel Gala a lui dedicato da Fondazione Arena in questo particolare Festival 2020.

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Jader Bignamini

Se escludiamo otto recite di Mosé nel 1925 e cinque di Guglielmo Tell nel 1931, le opere di Rossini rappresentate all’Arena di Verona si riducono a un solo titolo, Il barbiere di Siviglia, che conta otto riprese dal 1948 al 2018. Un peccato, se si considera che alcuni titoli ben si adatterebbero agli spazi dell’anfiteatro e che richiamerebbero un discreto numero di spettatori, come lo spettacolo di venerdì ha dimostrato.

Ottima la scelta di Jader Bignamini alla testa dell’Orchestra dell’Arena di Verona; tempi sempre adeguati e in stile, come le Sinfonie di Semiramide e Guglielmo Tell hanno dimostrato, ha saputo tenere a freno il sempre esuberante settore fiati e ottenuto il massimo da archi e legni; ottimo anche l’accompagnamento dei singoli brani, dalle delicate melodie di “La speranza più soave”, agli arabeschi scoppiettanti di “Bel raggio lusinghier”; esemplare tenuta negli insieme dei finali d’atto proposti e esilarante il duetto “Un segreto d’importanza”. Non da ultimo, saggia la decisione di eseguire nella loro interezza tutti i brani, con tutti i tagli di tradizione riaperti.

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Lisette oropesa

Determinate al successo della serata un cast nel suo complesso molto buono.

Lisette Oropesa dipana agilità e variazioni con sicurezza e nonchalance, canta tutto in tono, preferendo, saggiamente, di stimolare il settore acuto; viene a capo delle discese alle note gravi anche se si avverte un piccolo sforzo che la fa incappare in qualche asprezza nelle zone sovracute. Brillante nell’aria di Semiramide, deliziosa e viperina in quella di Rosina.

Levy Sekgapane ha voce piccola ma pen proiettata, incappa in qualche nasalità di troppo, la coloratura è buona, gli acuti anche se poveri di squillo, sono comunque timbrati; molto a suo agio nell’aria dalla Semiramide, un filo meno in quella da Il barbiere di Siviglia, che vorrebbe una voce più sicura nelle note basse.

Roberto Tagliavini non ha il torrente di voce che ci si aspetterebbe per cantare l’aria di don Basilio, ma la sua esecuzione è stata nondimeno più che valida, grazie a buona tecnica e preparazione.

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Levy Sekgapane

Un po’ sopra le righe Mario Cassi nella cavatina di Figaro, eccessivamente buontempone vociante; molto, molto meglio nel duetto di Cenerentola, dove il canto è più raccolto e l’ironia prende il sopravvento sulla guasconeria (in questo coadiuvato dalla presenza di un grande cantante a fianco).

Alessandro Corbelli, dopo una carriera che passa i quarant’anni, non può impartire lezioni di canto, ma su come si canta si, di tecnica si, di fraseggio si; mai caricato, mai sopra le righe, che non oltrepassa mai i confini del buon gusto (a buon diritto lo si può definire il degno erede di Sesto Bruscantini); commoso e vibrante nell’intervento solistico del Guglielmo Tell;  l’aria di don Magnifico, e il citato duetto dalla Cenerentola lo hanno visto protagonista di una grande lezione di stile e gusto, e di quanto le parti di buffo abbiano a perdere se, piuttosto che cantate, vengono caricate di inutili buffonerie.

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Alessandro Corbelli

Interessante voce di mezzosoprano acuto quella di Marina Viotti, che ha retto bene gli affondi gravi del Rondò di Cenerentola, ma è nella zona acuta che si sono ascoltate le cose migliori.

La serata, dopo l’esecuzione del finale del Guglielmo Tell, ha visto anche un gioco pirotecnico di grande suggestione .

Come si è scritto, il Gala è stato un crescendo di gradimento, con vere e proprie ovazioni al gruppo di artisti, all’orchestra e al Coro areniano che, come sempre grazie alla seria preparazione di Vito Lombardi, è emerso in grande forma in entrambi i settori.

A fine concerto, come bis, è stata eseguita la preghiera dal Mosé “Dal tuo stellato soglio”, di grande impatto emotivo.

Ottimo, come sempre, il gioco di luci curato da Paolo Mazzon.

Arena di Verona – Festival d’Estate 2020

ROSSINI Gala

Direttore Jader Bignamini
Soprano Lisette Oropesa| Mezzosoprano Marina Viotti
Tenore Levy Sekgapane| Baritoni Mario Cassi, Alessandro Corbelli
Basso Roberto Tagliavini

Programma

Sinfonia (Semiramide)
Lisette Oropesa Bel raggio lusinghier (Semiramide, Atto I)
Levy Sekgapane La speranza più soave (Semiramide, Atto II)
Roberto Tagliavini La calunnia è un venticello (Il Barbiere di Siviglia, Atto I)
Lisette Oropesa Una voce poco fa (Il Barbiere di Siviglia, Atto I)
Mario Cassi Largo al factotum (Il Barbiere di Siviglia, Atto I)
Levy Sekgapane Cessa di più resistere (Il Barbiere di Siviglia, Atto II)
Lisette Oropesa, Marina Viotti, Levy Sekgapane, Mario Cassi, Alessandro Corbelli, Roberto Tagliavini
Ehi, di casa!… Freddo ed immobile… Nella testa ho un campanello (Il Barbiere di Siviglia, Finale Atto I)
Alessandro Corbelli Miei rampolli femminini (La Cenerentola, Atto I)
Marina Viotti Nacqui all’affanno, al pianto (La Cenerentola, Atto II)
Mario Cassi, Alessandro Corbelli Un segreto d’importanza (La Cenerentola, Atto II)
Sinfonia (Guglielmo Tell)
Alessandro Corbelli Resta immobile (Guglielmo Tell, Atto III)
Lisette Oropesa, Marina Viotti, Levy Sekgapane, Mario Cassi, Alessandro Corbelli, Roberto Tagliavini
Tutto cangia, il ciel s’abbella (Guglielmo Tell, Atto IV)

ORCHESTRA E CORO DELL’ARENA DI VERONA
Maestro del Coro Vito Lombardi

Verona, 14 agosto 2020

Foto di ENNEVIFOTO