Il trovatore

Macerata, 25 luglio 2020. Bianco coraggio, lo stesso che ci vuole per organizzare i festival operistici ai tempi del coronavirus. Seguendo il solco tracciato negli ultimi anni, anche in questo 2020 lo Sferisterio di Macerata ha scelto un colore per descrivere la sua ultima edizione. Le restrizioni imposte dal covid-19 hanno ridotto da tre a due i tradizionali titoli operistici. Questa recensione si riferisce alla prima delle due rappresentazioni de “Il trovatore” di Giuseppe Verdi in forma di concerto, quella di sabato 25 luglio 2020. Quella che è una delle tre opere della trilogia popolare del Cigno di Busseto non può fare a meno di una regia che si rispetti.

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Il Trovatore allo Sferisterio di Macerata, 25 luglio 2020

In assenza dell’elemento scenico, gli interpreti vocali sono chiamati a fare uno sforzo superiore al normale per emergere e far intuire bene al pubblico la psicologia e i tratti distintivi dei loro personaggi. “Il trovatore” era inizialmente previsto con un allestimento ben curato e studiato, purtroppo le restrizioni sanitarie hanno obbligato il Macerata Opera Festival a tornare sui propri passi. Sono stati soprattutto due cantanti a impressionare per immedesimazione e linea vocale. L’Azucena di Veronica Simeoni era rispettabilissima e impreziosita da un fraseggio arroventato negli accenti. 

Non ha sfoggiato soltanto delle pregevoli note gravi, il vigore era quello giusto per rendere al meglio le sfaccettature di una zingara dall’atteggiamento sempre ambiguo. Anche a Luciano Ganci vanno dati i meriti che spettano. Ha mostrato una invidiabile solidità di mezzi e si è fatto valere grazie a una voce sostanziosa che è salita senza problemi verso gli acuti. Di conseguenza l’atteso appuntamento con la “Pira” è stato onorato con coraggio. Roberta Mantegna non ha deluso nel ruolo di Leonora grazie soprattutto al dominio della tecnica.

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Il Trovatore allo Sferisterio di Macerata, 25 luglio 2020

Questa dote le ha permesso di rendere omogenei i registri e di equilibrare i suoni pieni e quelli sfumati. Forse in D’amor sull’ali rosee sarebbe servita ancora più morbidezza nel settore acuto, ma è una precisazione puntigliosa che si può anche trascurare. Massimo Cavalletti ha reso alla perfezione il tormento interiore del Conte di Luna, nonostante sia stato notato qualche acuto non proprio preciso. La vocalità è stata comunque generosa e gagliarda. A completare il cast ci hanno pensato il buon Davide Giangregorio (Ferrando), il versatile Didier Pieri (Ruiz e messo), l’interessante Ines di Fiammetta Tofoni e il vecchio zingaro di Massimiliano Mandozzi.

Sul podio si è registrato un debutto assoluto. Vincenzo Milletarì non aveva mai affrontato “Il trovatore” e nemmeno lo Sferisterio. Se l’è cavata con una lettura appassionata e in alcuni casi scanzonata, ben assistito dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana. La partitura dell’opera verdiana è difficile e variegata, bisogna sempre prestare attenzione ai contrasti netti e alle delicate contemplazioni liriche. Milletarì non si è fatto spaventare e ha tenuto bene in pugno tutti questi elementi complessi. 

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Il Trovatore allo Sferisterio di Macerata, 25 luglio 2020

Il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” diretto da Roberto Faggiani e Massimo Fiocchi Malaspina ha mostrato grande baldanza come si richiede dalle note verdiani, forse più preparato e coinvolgente nel secondo atto con la parte delle zingarelle che in quello all’inizio del terzo. L’opera verrà rappresenta ancora una volta nel capoluogo marchigiano, il prossimo 1° agosto. Per il prossimo anno, invece, si punterà su altri due titoli del compositore emiliano, “Aida” e La traviata” e su “Il barbiere di Siviglia”, nutrendo la concreta speranza che le rappresentazioni liriche siano meno irreali e inconsuete di quelle di questo 2020. 

Arena Sferisterio di Macerata
Stagione 2020
IL TROVATORE
Dramma in quattro parti di Salvadore Cammarano
Musica di Giuseppe Verdi

Il conte di Luna Massimo Cavalletti
Leonora Roberta Mantegna
Azucena Veronica Simeoni
Manrico Luciano Ganci
Ferrando Davide Giangregorio
Ines Fiammetta Tofoni
Ruiz – Un messo Didier Pieri
Un vecchio zingaro Massimiliano Mandozzi
Orchestra Filarmonica Marchigiana
Direttore Vincenzo Milletarì
Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
Maestro del coro Martino Faggiani
Altro maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina
Luci Ludovico Gobbi

Immagini fotografiche Ernesto Scarponi

Foto di Tabocchini e Zanconi