Il rapporto di odio-amore tra Respighi e l’opera “Marie Victoire”

La prèmiere è avvenuta molto tempo dopo la morte di Respighi, per la precisione nel 2004. Perché dare un’occasione a quest’opera soltanto sedici anni fa? Il progetto era promettente, anche se si può dire che tra il compositore e “Marie Victoire” ci sia stato un rapporto di odio-amore. La storia del melodramma rappresentato postumo può essere fatta iniziare nel 1911, dopo il trionfo di “Semirama”. L’editore Sonzogno propose un contratto di acquisto per quest’opera e la scrittura di un’altra su libretto di Gabriele D’Annunzio.

Il 9 luglio del 1879, esattamente 141 anni fa, nasceva a Bologna Ottorino Respighi, compositore che è noto soprattutto per i poemi sinfonici dedicati alla città di Roma. Respighi è stato però molto altro e l’elenco dei suoi lavori è sconfinato. Non mancano nemmeno le opere liriche, tra cui si possono citare “Belfagor” e “La campana sommersa”. C’è però un melodramma che non è mai stato rappresentato durante la vita del musicista felsineo. Si tratta di “Marie Victorie”, tratto da un dramma omonimo e ambientato durante gli anni della rivoluzione francese.

L’offerta spaventò Respighi, una collaborazione del genere gli sembrava eccessiva, come testimoniato dalle sue lettere: Io sono ancora troppo poco per unire il mio nome a quello di D’Annunzio, mi schiaccia e poi non avrei né il coraggio né l’autorità per chiedere al Poeta tagli o ritocchi per adattare i suoi versi mirabili alle necessità della mia musica. L’argomento venne dunque accantonato per lasciare spazio a “Marie Victorie”. Il dramma di Edmund Guiraud era intrigante, con tantissimi personaggi in scena e una trama appassionante.

Il consiglio di Sonzogno fu accettato prima che lo stesso Respighi si accorgesse di non essere felice mentre componeva l’opera, portata avanti controvoglia e a fatica dal 1911 al 1913. Eppure, non mancò l’entusiasmo. Nel corso di un tour, il compositore bolognese si incontrò con Alberto Franchetti e gli suonò il primo atto del melodramma che stava per nascere. In quel periodo, “Marie Victoire” era praticamente terminata e doveva soltanto essere orchestrata. Una serie di vicissitudini, però, ostacolò la rappresentazione.

Anzitutto, il contratto con Sonzogno finì nel 1917 e Respighi propose la sua nuova opera a Ricordi, per poi passare all’editore tedesco Bote & Bock. Lo stesso musicista abbandonò i propositi anche a causa dello scoppio della prima guerra mondiale e negli anni successivi (Respighi morì nel 1936) non ci fu alcun tentativo di rispolverare questo lavoro. Soltanto nel 1991 Ricordi pubblicò il libretto originale francese e il 27 gennaio del 2004, il pubblico del Teatro dell’Opera di Roma ascoltò per la prima volta queste note.

Si è parlato spesso anche dell’ostilità mostrata dalla moglie di Respighi nei confronti di “Marie Victorie”, un ulteriore elemento che ritardò di continuo il debutto. Il cast numeroso non aiuta certo un buon allestimento, anche se la musica merita un ascolto. L’opera è ricca di citazioni dei canti rivoluzionari francesi e di danze di corte. Per quel che riguarda la vocalità, invece, il canto lirico, il declamato e l’arioso si alternano in modo convincente, senza alcun eccesso che possa rimandare al verismo.