Alienati

Il teatro Coccia di Novara presenta la prima opera Smart Working: “Alienati” perfetta per questo “periodo allucinante, allucinato, alienante” per usare le parole della direttrice Corinne Baroni. 

Il teatro Coccia di Novara ci racconta una favola telematica: la storia di un popolo che dall’otto marzo 2020 è rimasto chiuso in casa in preda alle sue nevrosi. Come tutti sappiamo, infatti, lo “sbarco alieno” ha cambiato la nostra vita. È sul costante filo dell’ironia che si gusta questa bella e nuova produzione, fruibile sul web tramite la piattaforma OnTheatre. Un’opera che il teatro definisce Smart Working ma che si potrebbe arrivare a definire post moderna:  elementi portanti sono infatti la citazione del passato, costante e consapevolmente divertita e una grande dose di humor. Come funziona questo progetto pensato e creato in lockdown?

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Dopo una scena iniziale di circa 13 minuti iniziano ad esserci delle scelte a bivio, ripescando un meccanismo tipico dei libri game anni 90 e di alcuni film interattivi. Ogni scelta porta ad uno sviluppo diverso della trama e alla conoscenza di personaggi particolari per poi finire comunque in un epilogo comune che ricorda una stretta rossiniana di fine atto. Un lavoro svolto con passione ed amore, ben riuscito pur con i pochi mezzi disponibili in un momento così difficile.

È giusto pensare e ragionare rispetto alle possibilità che i teatri hanno in questo particolare momento: o la riproposizione via web di opere degli scorsi anni, o proporre un prodotto confezionato e pensato ad hoc. Il limite della lirica via web o televisione è e resta però invalicabile, sia ben chiaro, lo spettacolo nasce e deve restare nell’ambiente teatrale e deve essere fruito dal vivo, per non perdere la sua essenza, il suo significato e valore ma “Alienati”, proposto dal Teatro Coccia resta un buon modo di passare il tempo in attesa di rientrare nelle sale.

Il regista Roberto Recchia mette in scena o meglio sul web la vicenda ideata da Stefano Valanzuolo, attraverso un susseguirsi incalzante e serrato di videochiamate tra i vari personaggi: un dialogo continuo, isterico spesso, alla ricerca di un conforto per ansie e fobie, desideri e dipendenze. Tutti i personaggi ruotano attorno allo psicologo, un moderno deus ex machina, ma a sua volta alienato e stressato dalle martellanti ed incessanti richieste di aiuto. Il prodotto funziona, grazie anche ai toni colloquiali del libretto di Vincenzo de Vivo, ed è godibile e spassoso, perfetto per la visione attraverso uno schermo.

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Il Teatro Coccia ha intenzione di portare lo spettacolo sulle tavole del palcoscenico nel febbraio 2022, progetto ambizioso, sarà interessante capire come si riuscirà a riproporre dal vivo il meccanismo dei bivi narrativi e l’immediatezza tipica della fruizione telematica. Tornando all’opera, risultano curati ed efficaci i costumi a cura di Giuseppe Palella, una menzione speciale per quelli dai toni sgargianti ed accesi indossati dalle interpreti femminili.La parte musicale è scritta da Federico BiscioneAlberto CaraCristian CarraraFederico Gon e Marco Taralli: viene eseguita mediante l’accompagnamento del solo pianoforte, suonato in modo eccellente dal Maestro Marino Nicolini.

Attraverso un ritmo brillante e lineare, si crea una sorta di colonna sonora per i vari episodi che compongono il racconto, la scrittura è sempre orecchiabile non presenta particolari sperimentazioni sonore, quanto piuttosto una serie di divertenti rimandi alla tradizione compositiva ottocentesca (esilaranti alcune citazioni parodistiche di celebri brani del melodramma nell’incipit iniziale della vicenda).Il cast impegnato nella realizzazione di questo lavoro risulta ben amalgamato e convincente nelle caratterizzazione dei personaggi.

Fra gli interpreti, sicuramente è di livello la prestazione di Alfonso Antoniozzi che riesce a creare il personaggio di uno psicologo credibile grazie alla sua apprezzata verve comica, mai caricaturale o grottesca. Godibilissima Daniela Barcellona che, con un fraseggio scolpito, tratteggia una nutrizionista divertentissima. Irresistibile Roberto de Candia nei panni dello chef, convincente Luciano Ganci, nel ruolo di un musicista, efficacemente ironico nella parodia del tenore primadonna.

Jessica Pratt è una single che fa sorridere nel suo essere divisa tra la dipendenza per l’alcolismo e la disperata ricerca di un incontro in chat, mentre Nicola Ulivieri, con il suo timbro vellutato, interpreta un ladro impacciato ed annoiato. Volutamente sopra le righe Davinia Rodriguez nel ruolo della rovina famiglie, ben riuscita la moglie del tenore interpretata da Giorgia Serracchiani.

Una menzione d’onore per la piccola Sofia Frizza, bravissima attrice in erba. Pregevole l’operato di Federico Pelle in qualità di tecnico audio, mai come in questa occasione fondamentale per la buona riuscita dell’opera. In un periodo di chiusura forzata dei teatri, di profonda crisi del settore e con i melomani costretti ad una prolungata astinenza dalle emozioni del teatro, questa operazione del Coccia di Novara giunge come un gioioso raggio di spensieratezza, anche se il teatro vero è ben altra cosa!

Locandina
Teatro Coccia – Stagione 2019-2020
Alienati
Opera smart working
Libretto di Vincenzo de Vivo
Musica di Federico Biscione, Alberto Cara, Cristian Carrara, Federico Gon, Marco Taralli  
Personaggi:Interpreti:
Lo psicologo Alfonso Antoniozzi
La nutrizionistaDaniela Barcellona
Lo chefRoberto De Candia
Il musicista Luciano Ganci
La singleJessica Pratt
La rovinafamiglieDavinia Rodriguez
Il ladro gentiluomoNicola Ulivieri
La moglie del musicistaGiorgia Serracchiani
La figlia della rovinafamiglieSofia Frizza
 
Pianoforte Marino Nicolini
RegiaRoberto Recchia
CostumiGiuseppe Palella
  
Produzione Fondazione Teatro Coccia

FOTO PER GENTILE CONCESSIONE DEL TEATRO