Nabucco (DVD Dynamic 2020)

Aprile 2020. L’etichetta discografica Dynamic lancia sul mercato la ripresa video di “Nabucco” andato in scena nei mesi di settembre e ottobre 2019 nell’ambito del Festival Verdi che si tiene annualmente nelle terre verdiane.Leggi tutto

Questa produzione di Nabucco è stata molto discussa, hanno fatto scalpore le numerose e rumorose contestazioni del pubblico alla prima nei confronti del progetto registico del duo Ricci/Forte, ma ricordiamo anche l’ampia celebrazione della critica specializzata. La vicenda del re babilonese viene ambientata in questa produzione in un futuro distopico, nell’inusuale location di un cacciatorpediniere. Questa ipotetica realtà ammicca ripetutamente al nostro presente e offre numerosi spunti di riflessione rispetto a tematiche della cronaca quotidiana: la guerra, la miseria, la questione dei migranti e più in generale il disagio diffuso della condizione umana.

Nabucco ci viene presentato come un dittatore che lascia dietro di se’ distruzione e desolazione; l’osservanza delle regole del suo regno viene assicurata da guardie in divisa che agiscono alla stregua di automi. Abigaille è una donna spietata ed anafettiva con un unico obiettivo: la conquista del potere. Si muove con eleganza e disinvoltura sulla scena e manipola i media per apparire pietosa verso i deboli. Zaccaria è un sacerdote, un missionario moderno, che accompagna il popolo verso un porto sconosciuto, ed è l’unico personaggio che riesce a trasmettere un messaggio salvifico. Fenena ed Ismaele sono personaggi che non si arrendono alla disperazione, soprattutto la prima, e che credono ci possa essere un modo per cambiare la condizione degli oppressi.

La regia di Stefano Ricci conduce lo spettatore attraverso un racconto dove regnano l’angoscia e l’oppressione, la gestualità dei personaggi e delle masse, grazie anche alla bravura di Marta Bevilacqua che firma le coreografie, appare disinvolta e credibile, frutto, con molta probabilità, di un grande ed accurato lavoro prima della messa in scena definitiva. Il progetto registico è riuscito anche per l’introduzione di due intermezzi (rispettivamente prima del secondo e del quarto atto) dove i due autori e registi rappresentano prima la crudele e brutale eliminazione della cultura, da sempre strumento di rivolta, mediante la distruzione di alcune pagine di libri, e, nel secondo intermezzo, propongono quindi una scena affidata a mimi e decisamente scioccante: alcuni profughi sembrano affogare direttamente sulla scena. La completa riuscita della parte visiva è ottenuta anche con il contributo delle luci ben studiate da Alessandro Carletti, che predilige un tono freddo, giocato sui colori grigio e verde garantendo totale credibilità all’ambientazione della vicenda che ricordiamo si svolge su di una nave. Particolarmente adatte le  scene progettate da Nicolas Bovey, che disegna ambienti claustrofobici e marziali, preziosi i costumi pensati da Gianluca Sbicca, minuziosamente studiati nei dettagli con particolare menzione per quelli di Abigaille di pregevole fattura ed ispirati ai nostri anni 60. Sul fronte musicale la concertazione della partitura è affidata al maestro Francesco Ivan Ciampa che affronta il capolavoro verdiano con vigore, ritmi serrati e giusta concitazione. La Filarmonica Toscanini e l’Orchestra Giovanile della via Emilia, rispondono con precisione e puntualità alle indicazioni del maestro.

Di alto livello la compagnia di canto. Maiuscola la prova, nel ruolo del titolo del baritono Armatuvshin Enkhbat, dotato di un bel timbro ambrato e suadente. Pregevole la linea di canto dove si evidenziano un ottimo legato e un registro acuto squillante, eccellente il fraseggio, adeguata la presenza scenica.

Prestazione di livello altrettanto eccellente è quella del soprano madrileno Saioa Hernández, una delle voci più richieste dell’attuale panorama lirico internazionale. Della sua interpretazione di Abigaille apprezziamo, oltre ad una grande disinvoltura scenica e all’eleganza nel portamento, il piglio guerriero e volitivo con cui affronta la partitura, una delle più ardue del Verdi giovanile, grazie ad una salda organizzazione vocale ed una buona proiezione verso il registro acuto che risulta sonoro e penetrante. Di ottimo livello la sua esecuzione dell’aria e cabaletta di secondo atto, chiusa con un’interpolazione acuta squillante.

Michele Pertusi tratteggia uno Zaccaria di classe, raffinato nel fraseggio, sontuoso nel timbro e accorato nel gesto scenico. L’esecuzione dell’aria di secondo atto “Tu sul labbro de’ veggenti” rappresenta uno dei momenti più riusciti della serata grazie ad un’esecuzione toccante e vibrante.

Di gran lusso la Fenena di Annalisa Stroppa, eccellente tra l’altro nell’aria “Oh dischiuso è il firmamento” dove emergono il bel timbro vellutato e un fraseggio particolarmente curato e non compassato.

Ben centrato l’Ismaele di Ivan Magrí, adeguati Gianluca Breda nel ruolo del Gran Sacerdote di Belo, Manuel Pieratelli, Abdallo e Elisabetta Zizzo in quello di Anna. Nella partitura il coro assume un ruolo fondamentale, un vero e proprio protagonista e, in questa occasione, il Coro del Teatro Regio di Parma, diretto dal maestro Martino Faggiani, offre una prestazione superlativa mostrando un’encomiabile coesione tra le varie sezioni, omogeneità negli accenti, perfetto equilibrio tra le sonorità ed un’ottima presenza scenica.

La ripresa sonora e video del DVD, affidate rispettivamente a Rino Trasi e Matteo Ricchetti, risultano di buona qualità e, con grande aderenza alla visione dello spettatore in teatro, riescono a cogliere i passaggi chiave dello spettacolo. Particolare cura viene riservata ai primi piani dei protagonisti, valorizzandone così la drammatica espressività dei volti, e agli spostamenti sul palcoscenico delle masse, che risultano nel complesso sempre apprezzabili anche attraverso l’occhio dello spettatore televisivo.