Madama Butterfly

Bologna, 22 febbraio 2020. Il Teatro Comunale di Bologna propone come secondo titolo della stagione Madama Butterfly di Giacomo Puccini, con l’interessante allestimento di Damiano Michieletto già visto al Teatro Regio di Torino nel 2010. 

Nelle note di regia del libretto di sala, leggiamo che per il regista Damiano Michieletto il senso di Madama Butterfly, melodramma scritto da Giacomo Puccini nel 1901-1903, non consiste nella riproposizione di “un generico sapore dell’antico Giappone” ma nel “raccontare tutto il dolore che porta al suicidio finale, le ali spezzate di una donna sfruttata da una società che lei non è assolutamente in grado di comprendere”.

Una scelta diversa dal solito, quindi, quella fatta dal regista e dal suo storico scenografo Paolo Fantin: ci troviamo in un ipotetico “oriente”, non precisamente connotato, gli ideogrammi sui cartelloni sono infatti in giapponese, cinese e thailandese, negli anni novanta del Novecento. La casetta di Madama Butterfly è poco più che un cubo di plexiglas sotto un cavalcavia, nel mezzo del degrado urbano. Tanti i colpi di genio della regia nel corso dei tre atti: la nave da guerra di Pinkerton è una lussuosa berlina con cui arriva in scena, il Dio a cui Cio-Cio-San si converte è quello capitalista di una maglietta alla moda.

La scena è continuamente mossa da venditori ambulanti, prostitute che si fanno foto; il giorno e la notte, con le sue insegne al neon, si susseguono grazie alle splendide luci di Marco Filibeck. Il punto sicuramente più sconvolgente della splendida regia resta l’intuizione finale per il figlio della geisha che viene prima deriso e bullizzato da un gruppo di coetanei e poi letteralmente portato via, fra grida ed urla dal padre, su indicazione di una spietata Kate Pinkerton. Volutamente semplici e contemporanei, e riusciti in questo senso, i costumi di Carla Teti. Una regia riuscitissima ancora oggi, a distanza di dieci anni dalla prima messa in scena, capace di innovare nel pieno rispetto del libretto, un esempio da seguire di come si possa inserire una ambientazione contemporanea nel pieno rispetto dello spirito dell’opera. 

La direzione del Maestro Pinchas Steinberg sembra essere in perfetta sintonia con la lettura di Michieletto: una conduzione asciutta, poco incline ad eccessi sentimentali, ma piuttosto concentrata su una narrazione quasi espressionista. Il maestro israeliano, che già aveva diretto questa produzione nelle recite torinesi  delle passate stagioni, pur prediligendo ritmi talvolta serrati, riesce comunque a sbalzare con efficacia gli innumerevoli colori della partitura. L’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna ben si disimpegna e restituisce un suono apprezzabile per precisione ed equilibrio sonoro. 

Nel ruolo del titolo il soprano coreano Karah Son che vanta oggi un ricco carnet di produzioni dell’opera pucciniana in tutto il mondo. La sua Cio Cio San trova grande aderenza al progetto registico: nel primo atto si presenta come una ragazzina pudica e sognante, mentre negli atti successivi sembra aver acquisito maggiore consapevolezza di quanto possa essere crudele la vita senza però abbandonare l’anima della giovane convinta della sua idea dell’amore. Scenicamente è disinvolta e credibile, mentre il fraseggio sembra non essere sempre incisivo ed espressivo e anche la dizione risulta talvolta perfettibile. Vocalmente presenta un mezzo interessante e, sebbene manchi talvolta il peso specifico necessario per oltrepassare il tappeto sonoro dell’orchestra, si fa apprezzare sopratutto per il registro acuto ben appoggiato e timbrato.

Anche il Pinkerton di Angelo Villari rivela la riuscita simbiosi con l’idea del regista. Un uomo cinico, disinteressato e codardo reso estremamente credibile grazie ad un fraseggio ben scolpito (dove la mancanza di raffinatezza conferisce un carattere rude al personaggio), un accento efficace  e la giusta partecipazione scenica. Ben impostato il registro acuto contraddistinto da un buon squillo come testimoniato dalla pregevole esecuzione dell’aria “Addio fiorito asil” di terzo atto.Convince appieno la Susuzuki di Cristina Melis dotata di un mezzo sonoro dal bel colore brunito. Dario Solari, grazie ad un fraseggio elegante e composto, tratteggia uno Sharpless umano ed intenerito dalla triste vicenda della protagonista. 

Ben riuscite le prestazioni di Cristiano Olivieri, un Goro insinuante e viscido, e di Grazia Sinagra, una Kate Pinkerton senza scrupoli né rimorsi.Ricordiamo inoltre Luca Gallo, efficace nella resa di un principe Yamadori pronto ad elargire regali luccicanti per Butterfly e Nicolò Ceriani, uno zio Bonzo tonante e che finisce per essere scaraventato a terra dalla sua carrozzina da un Pinkerton furioso.Completano  la locandina Andrea Taboga-Yakusidé, Raffaele Costantini-il commissario imperiale, Enrico Picinni Leopardi-l’ufficiale del registro, Lucia Michelazzo-la madre di Cio-Cio San, Marie Luce Erard-la zia e Rosa Guarracino-la cugina. Una menzione speciale per il piccolo Orlando Antonio Cera che ha mostrato pregevoli abilità attoriali nel ruolo di Dolore.

Puntuali gli interventi del Coro del Teatro Comunale di Bologna, diretto da Alberto Malazzi, che offre, tra l’altro, un’esecuzione di ottimo livello del celeberrimo “Coro a bocca chiusa”.Nonostante l’ambientazione non didascalica rispetto al libretto questa Madama Butterfly raccoglie consensi unanimi da parte di un pubblico numerosissimo che tributa a tutti gli artisti applausi festosi.

Locandina
Teatro Comunale di Bologna – Stagione 2020
MADAMA BUTTERFLY
Tragedia guapponese in tre atti
Libretto di Luigi Illica Giuseppe Giacosa
Musica di Giacomo Puccini
Personaggi:Interpreti:
Madama ButterflyKarah Son
SuzukiCristina Melis
Kate PinkertonGrazia Sinagra
F.B. PinkertonAngelo Villari
SharplessDario Solari
GoroCristiano Olivieri
Il Principe YamadoriLuca Gallo
Lo zio BonzoNicolò Ceriani
YakusidèAndrea Taboga
Il commissario imperialeRaffaele Costantiti
L’ufficiale del registroEnrico Piccini Leopardi
La madre dì Cio-Cio-San Lucia Michelazzo
La zia Maria Luce Erard
La cuginaRosa Guarracino
DoloreOrlando Antonio Cera
 
Orchestra del Teatro Comunale di Bologna 
Coro del Teatro Comunale di BolognaMaestro del Coro: Alberto Malazzi
DirettorePinchas Steinberg
RegiaDamiano Michieletto
ScenePaolo Fantin
CostumiCarla Teti
Luci Marco Filibeck
  
Allestimento del Teatro Regio di Torino

FOTO DI ANDREA RANZI-STUDIO CASALUCI