Donna di veleni

Novara, 14 febbraio 2020. Il Teatro Coccia di Novara propone in prima esecuzione assoluta Donna di Veleni, di Marco Podda.

Non è la prima volta che il Teatro Coccia di Novara propone un’opera contemporanea. Nel 2019 era toccato a Fantasio Fortunio, di Giampaolo Testoni e degli ultimi cinque anni,sempre connotati da una nuova produzione in prima esecuzione, ricordiamo con particolare piacere La rivale di Marco Taralli del 2016. L’opera di quest’anno, nasce da una idea di Marco Podda e del librettista Emilio Jona.

Siamo nella Sicilia del diciassettesimo secolo: una giovane donna ha subito l’onta della violenza e si rivolge per avere vendetta alla Donna di Veleni appunto, secondo il credo popolare una strega dotata di poteri magici e braccata dall’Inquisizione. Anche Ruggero, colui che violenta e poi sposa la giovane Maria, si rivolge alla maga per ottenere un filtro d’amore che convinca la giovane ad amarlo.

Il tema è quindi quello classico di Eros e Thanatos, come si evidenzia nella evoluzione della trama, una storia raccontata con una trama esile ma che tocca corde profonde, un libretto scritto volutamente in rima e ricco di rimandi linguistici al mondo tradizionale e popolare della Sicilia. La scena si apre sul grande talamo nuziale che vede Maria infelice piangere la sua sorte, ai lati due grandi pannelli raffigurano il Trionfo della morte di Palazzo Abatellis di Palermo. 

Lo spettacolo (scene di Alice Delorenzi), pur confezionato con una certa semplicità, è suggestivo, soprattutto per l’uso di ombre su pannelli realizzate in collaborazione con Controluce Teatro d’Ombre. Interessante la scelta di usare, in contrapposizione al nero dominante della scena, costumi colarti che rimandano agli anni cinquanta del Novecento.

Buona, nel complesso, l’idea registica di Alberto Jona, che dimostra come si possa essere incisivi anche con mezzi economicamente limitati. Musicalmente, la scelta del compositore si orienta verso uno stile tradizionale: echi della musica sacra, rimandi ai canti popolari e numeri musicali chiusi. Importante l’uso del coro, vero personaggio, che si sposta fra la buca ed il palco. Buona in questo senso la prestazione del Coro San Gregorio Magno diretto da Mauro Rolfi e del coro delle voci bianche del Teatro Coccia diretto dai maestri Paolo Beretta e Alberto Veggiotti.  Nel ruolo del titolo, Paoletta Marrocu, soprano dalla prestigiosa carriera internazionale.

Il personaggio della maga risulta pienamente convincente ed è creato con ottima arte scenica, efficace fraseggio, giusto accento e con enigmatica quanto suggestiva espressività. Vocalmente la linea si mostra sicura nel registro basso che suona non artefatto, adeguatamente tesa nel registro acuto dando così una dimensione quasi sovrannaturale al personaggio.Júlia Farrés-Llongueras ben riesce, con il suo timbro lirico dal colore chiaro, nell’intento di rendere il personaggio di Maria nelle sue sfaccettature psicologiche: vittima, preda, amante e infine confusa ed irrisolta (per citare lo stesso Podda) dopo avere compiuto la sua vendetta. 

Danilo Formaggia interpreta Ruggero e, grazie ad un fraseggio accorato, tratteggia con grande partecipazione emotiva un personaggio dapprima crudele ed accecato dal desiderio di un amore impossibile e, alla fine, sopraffatto dal pentimento dopo avere bevuto il veleno.Matteo Mezzaro, dotato di un mezzo ben timbrato, interpreta un amante appassionato completando così il tradizionale triangolo amoroso operistico.

Accanto ai protagonisti si muovono i personaggi dei paesani, giovani e ragazzi qui interpretati con giovanile freschezza dai Solisti AMO -Accademia dei Mestieri d’Opera del Teatro Coccia – tra cui ricordiamo la brava Ilaria Alida Quiliqo (già apprezzata nella recente “Cendrillon” sempre qui a Novara) e con la sua voce squillante e di bel colore chiaro.L’orchestra Dèdalo ensemble, ben diretta da Vittorio Parisi, offre una prestazione di notevole livello, il suono risulta pulito e preciso. Al termine della rappresentazione, eseguita senza intervalli, il pubblico dimostra di avere apprezzato questa nuova proposta.

Locandina
Teatro Coccia – Stagione 2019/2020
Donna di Veleni
Opera contemporanea
Libretto di Emilio Jona
Musica di Marco Podda
Personaggi:Interpreti:
MariaJúlia Farrés-Llongueras
RuggeroDanilo Formaggia
Donna di VeleniPaoletta Marrocu
Paesani, giovani, ragazziSolisti dell’Accademia AMO del Teatro Coccia
 
Orchestra Dèdalo Ensemble
Coro San Gregorio MagnoMaestro del Coro: Mauro Rolfi
DirettoreVittorio Parisi
RegiaAlberto Jona
SceneAlice Delorenzi
Luci Ivan Pastrovicchio
  
Allestimento della Fondazione Teatro Coccia con Controluce Teatro d’Ombre

FOTO DI MARIO FINOTTI