Secondo Concerto Teatro Filarmonico

Secondo appuntamento con i concerti proposti da Fondazione Arena nell’ambito della Stagione 2020.

La Missa in honorem Sanctissimae Trinitatis K. 167 fu composta da un Mozart diciassettenne nel giugno del 1773, al suo rientro dal suo ultimo viaggio in Italia, quando era ancora al servizio dell’arcivescovo di Salisburgo. Piccolo gioiello musicale che non si discosta dalla struttura in uso di quel periodo ma che rimane punto di riferimento per la successiva produzione, in quanto la sperimentazione di una forma che conciliasse la struttura della messa concertata e la missa brevis trova in questa composizione un corridoio che riunisce le due forme in un compromesso di grandiosità d’impianto e coincisione.

Secondo brano in programma l’Ouverture dall’Oberon di Carl Maria von Weber. Ultima opera del compositore tedesco, composta nel 1826 al Covent Garden di Londra, è spesso utilizzata in sede di concerto per la sua grandiosità, quasi un poema sinfonico che sintetizza musicalmente la vicenda e offre la possibilità ai singoli strumenti (corno, flauto, clarinetto) di emergere nell’insieme. La Sinfonia n. 2 in Re Maggiore op. 36 di Ludwig van Beethoven, eseguita a Vienna nel 1803, appartiene a uno dei periodi più bui del compositore tedesco; sono di quel periodo, infatti, le prime avvisaglie di quella sordità che lo costringeranno all’abbandono dell’attività concertistica.

Opera giovanile che risente ancora degli influssi di Haydn e Mozart ma che, al contempo, cerca di trovare una propria identità, soprattutto nella concisione, nel controllo rigoroso in cui il superfluo viene drasticamente eliminato (nonostante i giudizi dell’epoca la trovassero eccessivamente prolissa).

L’Orchestra e il Coro dell’Arena di Verona sono stati diretti dal Maestro Michael Balke, giovane direttore tedesco affermato a livello internazionale con un vasto repertorio operistico sinfonico e che nel teatro veronese ha già diretto una fortunata Salome. Ottimo concertatore, dai tempi solenni della Missa mozartiana, alla brillante e grandiosa Ouverture di Weber (dove il corno di Andrea Lasi si è coperto di gloria), per terminare nella maestosità della Sinfonia beethoveniana.

Gli interventi solistici dei singoli strumenti hanno evidenziato una profonda preparazione, ovunque attacchi perfetti e perfettamente calibrati, quasi che l’orchestra rispondesse alle sollecitazioni direttoriali con una carica emotiva di potente comunicatività. Una sintonia e una vitalità trasmessa anche al al coro, sapientemente preparato dal Maestro Vito Lombardi, che ha visto in bassi e contralti, in special modo, la punta di diamante del brano mozartiano.

Al termine del concerto un’interminabile ovazione ha salutato la compagine areniana e il Maestro Balke; spiace, proprio per l’alto grado qualitativo dell’esecuzione, sottolineare la presenza di un pubblico molto scarso, almeno per quanto riguarda platea e palchi, pubblico comunque attento e partecipe.

A inizio concerto la Fondazione Arena ha voluto ricordare il Maestro Nello Santi, che qui a Verona ha legato gran parte della sua attività di concertatore. Un lungo e commosso applauso ha ricordato il grande Maestro recentemente scomparso.