Risurrezione

Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino mette in scena in questi giorni un’opera italiana di inizio Novecento decisamente poco rappresentata: Risurrezione di Franco Alfano. Si tratta del primo lavoro importante e di un certo successo del compositore napoletano, noto ai più per la scrittura di un finale per la Turandot di Puccini, poi sforbiciato da Toscanini e comunemente eseguito in questa forma accorciata.

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Anne Sophie Duprels e Matthew Vickers

Lo spunto per scrivere un’opera a partire dal romanzo Resurrezione di Lev Tolstoj, pubblicato nel 1899, fu offerto ad Alfano durante il suo soggiorno parigino, quando ebbe modo di vedere la riduzione teatrale approntata da Henry Bataille al Théâtre de l’Odéon. Rifiutata la troppo costosa collaborazione dello stesso Bataille per la trasformazione in libretto, la scelta ricadde sul giornalista Cesare Hanau che lavorò in realtà a partire da un’altra versione teatrale di Camillo Antona Traversi. Il risultato, un libretto curiosamente non versificato, riprende liberamente solo alcuni episodi del romanzo in un collage un poco disorganico. Rispetto a Tolstoj, in ogni caso, i personaggi si presentano meno sfaccettati e appena accennata è l’analisi del contesto sociale e giudiziario della Russia.
Venendo al fronte musicale, Alfano confezionò un’opera dal linguaggio tipicamente verista, caratterizzato da una forma continua senza vere e proprie arie, linee vocali che insistono spesso sul registro centrale e forti contrasti dinamici. Seppure l’impressione all’ascolto e alla lettura è di un linguaggio complessivamente ancora acerbo (non va comunque dimenticato che al compimento Alfano aveva 29 anni), la partitura presenta anche motivi d’interesse, a cominciare dall’orchestrazione raffinata, ben valorizzata domenica dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Francesco Lanzillotta. Al direttore romano va fra l’altro il merito di aver impresso il giusto ritmo narrativo alla partitura, accompagnando con precisione il palcoscenico.

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Romina Tomasoni e Anne Sophie Duprels

Nel ruolo della protagonista Katiusha era la soprano francese Anne Sophie Duprels che ha delineato un personaggio scenicamente molto convincente, dando prova di ottime doti attoriali mentre la linea vocale, non certo tenera verso l’esecutrice, veniva risolta con un fraseggio curato. Purtroppo non sempre la voce “passava” l’orchestra e va segnalato un ricorso eccessivo al vibrato nelle note tenute. Considerazioni simili valgono per il Dimitrij di Matthew Vickers. Il tenore americano ha mostrato infatti una preparazione musicale ferrea. L’impressione tuttavia, specie nel primo atto, era quella di una voce non pienamente sfogata. Meglio nel seguito della rappresentazione. Molto positive le prove di Francesca di Sauro nei panni di Sofia Ivanowna e di Romina Tomasoni come Matrena Pavlovna e poi Anna. Apprezzato anche il Simonson di Leon Kim, dalla voce sonora, un po’ generico nella rifinitura delle frasi.
L’allestimento presentato arriva dal Festival di Wexford, dove Risurrezione è stata presentata nel 2017. La regia di Rosetta Cucchi, le scene di Tiziano Santi, i costumi di Claudia Pernigotti e le luci di D.M. Wood concorrono a narrare le vicende in modo abbastanza didascalico (per fortuna, dato che il libretto vola temporalmente di palo in frasca). Guizzo finale è la poetica immagine della riconciliazione della protagonista con la propria giovinezza, rappresentata dalla bambina nel campo di grano.
Al termine calorosi applausi per tutti, nonostante tra un atto e l’altro il pubblico si sia mostrato piuttosto freddo.

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Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Stagione Lirica e di Balletto 2019-2020
RISURREZIONE
Dramma in quattro atti (dal romanzo di Lev Tolstoj)
Parole di Cesare Hanau
Musica di Franco Alfano

Katiusha Anne Sophie Duprels
Dimitri Matthew Vickers
Simonson Leon Kim
Sofia Ivanovna Francesca Di Sauro
Korablyova/Vera Ana Victoria Pitts
Matryona Pavlovna/Anna Romina Tomasoni

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Direttore Francesco Lanzillotta
Regia Rosetta Cucchi
Scene Tiziano Santi
Costumi Claudia Pernigotti
Luci Ginevra Lombardo su progetto di D.M. Wood

Allestimento del Festival di Wexford 2017

FOTO DI MICHELE MONASTA