Händel – Orlando

Dopo la rara Semele di Johann Adolf Hasse, il Teatro Ristori propone, all’interno della rassegna dedicata alla musica barocca, il dramma per musica Orlando di Georg Friedrich Händel.

L’opera, uno dei massimi capolavori non solo della musica barocca ma della storia del melodramma, contiene molti pezzi che all’epoca provocarono perplessità nel pubblico per la loro modernità, in cui l’autore non mette in rilievo solo le capacità virtuosistiche dell’interprete ma lo costringe a uno scavo psicologico del personaggio, soprattutto il protagonista. La grande scena finale del secondo atto, l’arioso di Zoroastro nell’atto terzo, l’aria di Orlando sempre nel terzo atto, solo per citare alcuni esempi, pongono l’opera tra i vertici musicali di tutti i tempi.

Davanti a una partitura di tale levatura, l’orchestra Il Pomo d’Oro e il loro direttore Francesco Corti hanno confermato, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, di essere fra le migliori compagini dedicate a questo tipo di repertorio. La precisione degli attacchi, il rispetto assoluto della partitura, i recitativi sempre vari e interessanti, mai noiosi, gli interventi dei singoli strumenti che si trasformano in pura poesia musicale; il tutto saldamente tenuto in pugno da un direttore che organizza una narrazione che non conosce un solo momento di noia.Più che buono il livello della compagnia di canto.

Nel ruolo del protagonista, Max Emanuel Cencic mette a disposizione tutta l’esperienza maturata in anni di frequentazione del repertorio. Purtroppo, però, la voce non risponde più come un tempo, l’appoggio è compromesso e la voce risulta spezzata in tre tronconi mal saldati fra di loro, da cui gravi sfocati, centri affievoliti e acuti forzati, che si ripercuotono non solo nelle arie ma soprattutto nei recitativi che risultano anonimi e privi di spessore. Rimane la  musicalità di un grande artista.

Katryn Lewek nei panni di Angelica offre una voce robusta nei centri e scoppiettante in alto (forse qualche sovracuto un po’ fisso), si fa apprezzare nei recitativi e nelle arie è disinvolta ed elegante.

Nuria Rial, Dorinda, è anch’essa dotata di buona tecnica, coloratura precisa e brillante nei recitativi, che evita saggiamente di ridurre il personaggio allo stereotipo della soubrette. 

Di grande interesse la voce di Francesca Ascioti nei panni di Medoro. Bel timbro dal colore contraltile, voce ben emessa, i registri saldati fra loro da una buona tecnica di passaggio, ottima coloratura, recitativi sempre vari e interessanti; il suo Medoro è stato uno dei personaggi meglio cantati della serata e il terzetto Medoro/Angelica/Dorinda che chiude il primo atto, così come è stato eseguito, è stato uno dei vertici della serata.

John Chester, che sostituiva il previsto Luca Pisaroni, si è fatto apprezzare per il bel timbro, la buona emissione, l’esecuzione precisa delle arie e dei recitativi.

Numeroso il pubblico intervenuto per l’unica recita proposta; a fine spettacolo applausi convinti per cast, orchestra e direttore.

Teatro Ristori
Stagione 2019/2020

ORLANDO FURIOSO
Dramma per musica in tre atti
Libretto di Carlo Sigismondo Capece
Musica di Georg Friedrich Händel

Orlando Max Emanuel Cencic
Angelica Katryn Lewek
Medoro Francesca Ascioti
Dorinda Nuria Rial
Zoroastro John Chester

Orchestra IL POMO D’ORO
Direttore Francesco Corti

Verona, Teatro Ristori, 9 gennaio 2020

FOTO SU GENTILE CONCESSIONE DELL’UFFICIO STAMPA TEATRO RISTORI