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b_200_150_16777215_00___images_artImages_NataliaDiBartolo_fra1.jpg(Following French and English translations) 11 marzo 2014. Standing ovation all'Opéra Grand Avignon domenica 9 marzo 2014. Un succeso straordinario per un evento straordinario: la prima messa in scena in Francia dell'Opera “Le dernier jour d'un condamné” dei fratelli Alagnada un'idea di Roberto e su libretto di Frédérico, musica di David, dal celebre romanzo omonimo di Victor Hugo: tre fratelli uniti nella vita e nell'Arte hanno dato alle scene un'Opera d'Arte, tratta da un capolavoro della Letteratura Francese

Protagonista indiscusso ed indiscutibile nel ruolo del Condamné Roberto Alagna, affiancato dalla splendida Adina Aaron, suo alter ego femminile nell'Opera e da numerosi altri ottimi interpreti. Orchestre Régional Avignon-Provence diretta dal M° Balàzs Kocsàr, Coro de l’Opéra Grand Avignon et de l’Opéra de Tours diretto da Aurore Marchand. Regia di Nadine Duffaut, scene di Emmanuelle Favre, costumi di Katia Duflot, luci di Philippe Grosperrin.b_200_150_16777215_00___images_artImages_NataliaDiBartolo_1621672_705247289515861_2114536004_n.jpg

Scritto nel 1828, Il romanzo di Hugo è una pietra miliare anche nella storia della Letteratura che riguardi la lotta alla pena di morte, modernissimo quanto mai nel tema, ancora oggi. Idea coraggiosa farne un'Opera. Da una spinta interiore molto forte e sentita, coinvolgente.

Ho il privilegio di parlarne, soprattutto dal punto di vista letterario, con Frédérico Alagna, scultore, pittore e grafico, nonché poeta e musicista, in arte Fra Delrico, autore del libretto e presente in sala così come poi in palcoscenico alle innumerevoli chiamate del pubblico alla fine della rappresentazione.b_200_150_16777215_00___images_artImages_NataliaDiBartolo_1010481_703219453033338_1483847655_n.jpg

Fréderico, ti ho visto sorridente e soddisfatto. Ne sono lieta e mi complimento con te ed i tuoi straordinari fratelli.Come e quando è nata in voi l'idea di comporre quest'Opera?

Grazie per il tuo interessamento: non avevo avuto ancora l'occasione di dare il mio punto di vista personale, poiché sono stato impegnato lontano da Avignone per il mio lavoro da quando sono cominciate le prove fino alla prima, che è stata dunque una bella sorpresa anche per me, perche ho “scoperto” lo spettacolo direttamente “con” e “come” il pubblico.b_200_150_16777215_00___images_artImages_NataliaDiBartolo_10001482_629414470465519_1309578422_n.jpg
Per rispondere alla tua domanda, da sempre noi tre fratelli abbiamo avuto il desiderio di creare un' Opera, perche è una forma d'arte che ci ha dato tanto: volevamo dare alla Lirica qualcosa di noi tre. Adesso è fatto e ne siamo felici.

Cosa ti ha spinto a sentitrti coinvolto anche tu in questo lavoro?

Con Roberto e David, ma soprattutto con David parliamo di tutto da quando eravamo bambini. Con lui abbiamo sempre lavorato insieme ed è stato naturale creare quest'opera in letteratura e musica, così come abbiamo creato tante altre opere che abbiamo scolpito, scritto o dipinto insieme da sempre nella casa di famiglia. Abbiamo trovato cosi importante il soggetto del Condamné, che abbiamo iniziato a lavorare col cuore e l'anima.b_200_150_16777215_00___images_artImages_NataliaDiBartolo_1653872_691850630836887_1578479869_n.jpg

Davvero una famiglia di artisti, dunque, la vostra! Come hai gestito il progetto insieme ai tuoi fratelli e come lo hai messo in pratica con loro?

Poco a poco, uno ad uno, abbiamo trovato il nostro ruolo. Rob ha dato l'idea, io ho tratto il massimo dal romanzo di Hugo, senza cambiare una parola da lui scritta, e David ha incominciato a scrivere la musica. Pensavamo di scriverla insieme come sempre (abbiamo scritto varie melodie e lieder insieme prima del Condamné), poi David si è cosi immedesimato nel lavoro che è stato deciso che lui solo sarebbe stato il compositore. Io mi sono occupato quindi del libretto, continuando a lavorare nel frattempo su quadri e sculture.

Con quali criteri drammaturgici hai trasformato il romanzo in libretto? Come mai hai scelto di mantenere pressoché inalterata la prosa di Hugo?

Come tutto il resto, è stato una scelta di noi tre, perche avevamo un rispetto di Hugo quasi religioso a quell'epoca (si parla da 15 anni fa, quasi). Ma adesso non sarebbe diverso.

L'opera di Hugo è un capolavoro letterario, fatto anche di sfumature e di chiaroscuri, di ricordi, descrizioni e racconti. Perché è stato sfoltito ed è diventata un'opera a tinte forti, in cui tutto ciò che è esterno alla cella ed al microcosmo del condannato è stato escluso?

Niente di essenziale è stato escluso, abbiamo tolto soltanto delle scene un po' troppo "melodrammatiche" che non giovavano allo snodarsi del dramma o che non corrispondevano al nostro gusto musicale o drammaturgico.b_200_150_16777215_00___images_artImages_NataliaDiBartolo_1625475_705247866182470_569526600_n.jpg

Cosa ti ha spinto a dare al libretto questo taglio introspettivo, scegliendo quello che hai inserito e togliendo ciò che non è stato utilizzato?

Questo lavoro di esclusione non e stato mio, ma di David: io ho preso dal testo tutto ciò che si poteva utilizzare per un opera teatrale tratta da un libro. Volevo dare a David il massimo, in modo che lui, secondo la sua ispirazione o necessità musicale, potesse togliere e scegliere quello che gli piaceva. Con il mio libretto integrale, l'opera sarebbe durata 4 ore!b_200_150_16777215_00___images_artImages_NataliaDiBartolo_1959729_629414440465522_370264860_n.jpg

E' stata una tua l'idea introdurre il personaggio femminile afro-americano, sdoppiando il condannato? Come mai si è deciso questo passaggio, fondamentale anche per la distribuzione delle parti da un solo personaggio a due e di sesso diverso, collocati in due
epoche diverse?

No, l'idea non è stata mia, ma è stata un'idea stupenda di David. I motivi essenziali sono tre.

Primo: un cantante solo non poteva cantare tutta la parte del Condamné: troppo ponderosa. Secondo: con questa parte femminile, la partitura diventa piu ricca e più colorata, con delle nuances nuove. Terzo: con questo personaggio si trasmette il messaggio dell'attualità del romanzo, perche tanti Paesi non hanno ancora smesso di condannare a morte degli esseri umani.b_200_150_16777215_00___images_artImages_NataliaDiBartolo_1653862_627946170612349_1344958890_n.jpg

L'elemento religioso, rappresentato dalla presenza dei ministri e dalla preghiera, in che ottica è visto e perché?

Questa è una parte un po' speciale nel romanzo di Hugo: qui l'autore vuole fare capire che a volte, anche gli uomini al servizio di Dio sono soltanto uomini come gli altri, con le stesse debolezze nelle quali ci possiamo identificare noi tutti che siamo peccatori. Lo spirito del romanzo è stato anche qui assolutamente rispettato.b_200_150_16777215_00___images_artImages_NataliaDiBartolo_1618483_10203609775391953_1901161697_n.jpg

Sei ancora oggi soddisfatto del tuo lavoro e del risultato d'insieme dell'Opera? Come senti oggi l'esperienza di allora? Scriveresti ancora come hai scritto o cambieresti qualcosa? E se sì, che cosa?

Sì, sono felice di ciò che ho realizzato e posso anche dire che non cambierei niente del lavoro cha avevo dato a David prima che lui facesse le proprie scelte. Penso ancora che sia stata l'opzione giusta mantenere tutto il libretto secondo le parole di Hugo.

Quali erano i vostri progetti a lavoro finito? Rappresentare l'Opera...registrarla? I vostri progetti si sono concretizzati?

Sì...e tutto oggi si è concretizzato. Ne siamo molto felici, visto che siamo tre autodidatti. Volevamo e vogliamo che la nostra sia considerata un'Opera come tutte le altre Opere che amiamo del repertorio lirico, dal Monteverdi ai compositori contemporanei. Il futuro dirà se il nostro lavoro ha meritato e ottenuto questo risultato.b_200_150_16777215_00___images_artImages_NataliaDiBartolo_1897906_629239923816307_393246444_n.jpg

Cosa ti piace di più in questa ultima produzione all'Opéra Grand Avignon?

La regista Nadine Duffaut e la sua squadra hanno svolto un ottimo lavoro, nello spirito dell'opera, come da noi desiderato. Mi è piaciuta particolarmente la sua idea nel finale di fare passare il condannato nell'epoca della condannata e la condannata in quella del condannato. Cosi sono sparite anche le differenze di tempo e di mentalita nei confronti della pena di morte.

E' vero: è piaciuta molto a tutti. Auspichi nuove, ulteriori messe in scena future? Magari un progetto di regia dell'Opera con Roberto e David?

Chissà...

Pensi di ripetere l'esperienza drammaturgica per la musica in futuro o preferisci dedicarti alle arti visive? Tra l'altro sei l'autore dello splendido manifesto dell'Opera in scena ad Avignone, con un dipinto tratto dalla tua serie “Omertà”.

Sì, è stato l'Opéra Grand Avignon a scegliere uno dei miei dipinti della serie intitolata "Omertà". Avevo anche creato l'illustrazione originale per l'Opera data a Parigi in forma di Concerto ed anche quella per il CD registrato per la Deutsche GrammophonIo mi sento per prima cosa un pittore-scultore-compositore; non so se farò altri lavori di genere operistico. Oggi amo l'astratto: raccontare una storia non è la cosa che amo di piu. Un dipinto dice tanto senza raccontare nulla, a volte, ed è il cammino che penso seguire. Ma vedremo...Ho così tante idee che non mi voglio fermare ad un unico stile.b_200_150_16777215_00___images_artImages_NataliaDiBartolo_1912455_10152253399138363_275903684_n.jpg

I progetti personali dell'artista Frédérico.

Tanti, tanti anche quelli...Per aver un idea più chiara, meglio fare un'altra intervista a Fra Delrico no? Grazie per le tue domande.

La faremo, con molta gioia! Grazie a te, Frédérico, per la tua testimonianza, ma soprattutto per il tuo prezioso lavoro per il il Condamné e per l'Arte dell'Opera.

Momenti indimenticabili sulla scena che restano nel tempo, ma soprattutto nella mente e nel cuore.


Natalia Di Bartolo


>>Traduction française

Standing ovation à l'Opéra Grand Avignon Dimanche, 9 Mars 2014. Un succès extraordinaire pour un événement extraordinaire : la première création scénique en France de l’Opéra "Le dernier jour d'un Condamné" des frères Alagna, créé sur une idée de Roberto, sur un livret de Frédérico, musique de David, d’après le célèbre roman éponyme de Victor Hugo: les trois frères unis dans la vie et dans l'art offrent pour la scène un ouvrage extraordinaire, tiré d’un chef-d'œuvre de la littérature française.

Protagoniste incontestable et incontesté dans le rôle du Condamné, Roberto Alagna aux côtés de la splendide Adina Aaron, son alter ego féminin dans l'ouvrage et de nombreux autres interprètes idéaux. L’Orchestre Régional Avignon-Provence est dirigé par le Maestro Balàzs Kocsar, les choeurs de l'Opéra Grand Avignon et de l'Opéra de Tours dirigés par Aurore Marchand. La mise en scène est signée Nadine Duffaut, les décors Emmanuelle Favre, les costumes Katia Duflot, et les éclairages Philippe Grosperrin.

Écrit en 1828, le roman de Hugo est un jalon dans l'histoire de la littérature en faveur de l’abolition de la peine de mort, un thème plus que jamais moderne et d’actualité, même aujourd'hui. Une idée extraordinaire que d’en faire un opéra, mû par une impulsion intérieure très forte et inspirée, émouvante.

J'ai eu le privilège d'en parler, surtout d’un point de vue littéraire, avec Frédérico Alagna, sculpteur, peintre et graphiste, poète et musicien, de son nom d’artiste Fra Delrico, co-auteur du livret qui était présent dans la salle puis sur la scène lors des nombreux rappels du public à la fin de la représentation.

Frederico, je vous ai vu souriant et satisfait. J’en suis heureuse et je vous félicite ainsi que vos talentueux frères. Comment vous est venue l’idée de composer cet ouvrage ?

Je te remercie pour ton intérêt: je n'avais pas encore eu l'occasion de donner mon point de vue personnel, pris par d’autres occupations professionnelles loin d’ Avignon depuis le début des répétitions jusqu’à la première, qui fut donc une belle surprise, même pour moi, parce que j’ai "découvert" le spectacle directement «avec» et «comme» le public.

Pour répondre à ta question, nous trois frères avons toujours eu le désir de créer un 'Opéra, parce que c'est une forme d'art qui nous a tant donné: nous voulions donner au monde lyrique quelque chose de nous trois. C'est désormais chose faite et nous en sommes heureux.

Qu'est-ce qui vous a incité à vous impliquer dans un tel ouvrage ?

Avec Roberto et David, mais surtout avec David nous parlions de tout alors que nous étions enfants. Avec lui, nous avons toujours travaillé d’ensemble et il nous était naturel de créer cette œuvre du texte à la musique, de la même façon de tant d’autres œuvres que nous avons sculptées, écrites ou peintes ensemble dans la maison familiale. Nous avons jugé tellement important le sujet du Condamné que nous avons commencé à travailler cœur et âme.

Vous êtes donc vraiment une famille d’artistes! Comment as-tu géré le projet avec tes frères et comment l’as-tu mis en oeuvre avec eux?

Peu à peu, un par un, nous avons trouvé notre place. Roberto a donné l'idée, moi j'ai tiré le maximum du roman de Hugo, sans changer un mot écrit par lui, et David a commencé à écrire la musique. Nous pensions que nous l’écririons ensemble comme toujours (nous avons écrit plusieurs mélodies et lieders ensemble avant le Condamné), puis David s’est tellement investi dans l’ouvrage qu’il a été décidé que lui seul en serait le compositeur. Moi je me suis consacré donc au livret, tout en continuant à travailler en parallèle tableaux et sculptures.

Avec quels critères dramaturgiques as-tu transformé le roman en livret ? Comment se fait-il que tu ais choisi de conserver la prose de Hugo quasiment inchangée ?

 

Comme tout le reste, ça a été un choix pris à trois, parce que nous avions un respect quasi-religieux pour Hugo à l'époque (l’on parle d’il y a 15 ans, presque). Mais aujourd’hui ce ne serait pas différent.

Le roman de Hugo est un chef-d'œuvre littéraire, composé d’un savant équilibre de nuances et de clair-obscur, de souvenirs, de descriptions et de narrations. Pourquoi avez vous choisi d’y faire des coupes, pour en faire un ouvrage aux couleurs fortes, où tout ce qui est extérieur à la cellule et au microcosme du condamné a été exclu?

 

Rien d'essentiel n’a été exclu, nous avons ôté seulement les scènes un peu "trop" mélodramatique qui ne faisaient pas avancer le drame ou qui ne correspondaient pas à notre goût musical et théâtral.

 

Qu'est-ce qui t’a poussé à faire de ce livret des coupes introspectives, comment as-tu choisi ce que vous alliez conserver et enlevé ce qui n'a pas été utilisé?

Ce travail de découpe n’as pas été le mien, mais celui de David : Moi j'ai pris du texte tout ce qui pouvait être utilisé pour un opéra scénique à partir d’un livre. Je voulais donner à David le maximum, de manière à ce que lui, selon son inspiration ou des nécessités musicale, puisse retirer et choisir ce qui lui plaisait. Avec mon livret intégral, l’ouvrage aurait duré 4 heures !

Est-ce ton idée d’inclure le personnage féminin afro-américain, qui se partage le rôle du condamné? Comment se fait-il que vous ayez décidé cette passation, fondamentale aussi pour la distribution des rôles d’un personnage à deux et de sexe opposés, accolés dans deux époques différentes ?

Non, l'idée n’est pas mienne, mais ça a été une idée superbe de David. Les motivations principales sont triples. Primo: un seul chanteur ne pouvait pas chanter toute la partie du Condamné : trop lourd. Secundo: Avec ce rôle féminin, la partition devient plus riche et plus colorée, avec des nuances nouvelles. Tertio: Avec ce personnage l’on peut transmettre le message d’actualité de ce roman, parce que de nombreux pays n'ont pas encore cessé de condamner à mort des êtres humains.

Dans quelle optique est abordé l'élément religieux, représenté par la présence des prêtres et par la prière, et pourquoi?

Il s'agit d’un parti un peu spécial dans roman de Hugo : ici l'auteur veut faire comprendre que parfois, même les hommes au service de Dieu ne sont que des hommes comme les autres, avec les mêmes faiblesses à travers lesquelles chacun de nous peut s’identifier en tant que pécheurs. L'esprit du roman a également été respecté à la lettre ici aussi.

Es-tu encore satisfait de ton travail et du résultat d’ensemble de l'Opéra? Comment ressens-tu aujourd’hui l'expérience d’alors? Tu écrirais encore comme tu l’as fait ou bien changerais-tu des choses? Et si oui, quoi?

Oui, je suis content de ce que j'ai réalisé et je peux même dire que je ne changerais rien au travail que j'avais donné à David avant qu’il ne fasse ses propres choix. Je pense toujours que c'était la bonne option que de garder tout le livret selon les mots de Hugo.

Quelles étaient vos projets une fois le travail achevé ? Le donner en représentation scénique ? L’enregistrer? Vos projets se sont-ils concrétisés?

Oui … et aujourd'hui tout s'est concrétisé. Nous en sommes très heureux, étant donné que nous sommes trois autodidactes. Nous voulions et nous voulons que notre oeuvre soit considérée comme les autres œuvres, tous ces opéras du répertoire lyrique que nous aimons, de Monteverdi aux compositeurs contemporains. L'avenir dira si notre travail a mérité et obtenu ce résultat.

Qu'aimez-vous le plus dans cette dernière production à l'Opéra Grand Avignon?

Nadine Duffaut qui a dirigé la mise en scène et son équipe ont fait un excellent travail, dans l'esprit de l'œuvre, comme nous le désirions. J'ai particulièrement aimé son idée d’intervertir le condamné et la condamnée dans la scène finale. Ainsi disparaissent aussi les différences d’époque et de mentalité par rapport à la peine de mort.

C'est vrai, cela a beaucoup plu à tous le monde. Quelles sont les perspectives ? Mises en scène ? Peut-être un nouveau projet d’Opéra avec Roberto et David?

Qui sait ...

Penses-tu réitérer l'expérience de la composition d’ouvrages dramatiques dans l'avenir ou préférez-vous consacrer aux arts visuels? Entre autres choses, tu es l'auteur de la splendide affiche de l'Opéra en concert à Avignon, avec une propre peinture de ta série "Omerta".

Oui, c’est l'Opéra Grand Avignon qui a choisi une de mes peintures de la série intitulé «Omerta». J'avais aussi créé les illustrations originales pour cet Opéra donné à Paris sous forme de concert et aussi celles du CD enregistré pour Deutsche Grammophon. Je me sens d'abord un peintre-sculpteur-compositeur, je ne sais pas si je vais faire d'autres travaux dans le genre lyrique. Aujourd'hui j'aime l'abstrait : raconter une histoire n'est pas la chose que j'aime le plus. Une image dit tellement de choses sans rien raconter, et c'est le chemin que je pense suivre. Mais on verra ... j'ai tellement d’envies et d'idées que je ne veux pas m’arrêter à un seul style.

Quels sont les projets personnels de Frédérico l’artiste?

Nombreux, nombreux ceux là aussi... Pour en avoir une idée plus claire, mieux vaudrait faire une autre interview avec Fra Delrico non? Merci pour tes questions.

Nous la ferons, avec grand plaisir! Merci à toi, Frédérico, pour ton témoignage, mais surtout pour ton travail précieux pour le Condamné et pour l'art de l'Opéra.

Ce sont des moments inoubliables sur scène qui resteront longtemps dans l’esprit et dans le cœur.

 

>> English translation

Standing Ovation at the Opera Grand Avignon Sunday, March 9, 2014 . An extraordinary success for an extraordinary event: the first french staging of the Opera " Le dernier jour d' un condamné " by Alagna Brothers : Roberto's brainchild and libretto by Frédérico, music by David , based upon the famous novel by Victor Hugo: three brothers united in life and in art have given an extraordinary Work to the scenes, from a French Literature masterpiece .

In the role of Condamné Roberto Alagna Indisputable and undisputed star, flanked by the beautiful Adina Aaron , his feminine alter ego in the Opera, and many other good performers. Orchestre Régional Avignon - Provence, directed by Maestro Balàzs Kocsar, the Opéra Grand Avignon et de l'Opéra de Tours' Choirs directed by Aurore Marchand . Directed by Nadine Duffaut, Emmanuelle Favre's scenes, costumes by Katia Duflot, lighting by Philippe Grosperrin.

Written in 1828 , Hugo's novel is a milestone in the history of literature that relates to the fight against the death penalty, more than ever in the modern theme, even today .It was an Extraordinary idea to turn such a great novel into Opera. It gaves a very strong inner urge and heartfelt, Making it extremely engaging.

I have the privilege to talk about it, especially from the literary point of view, with Frédérico Alagna, sculptor, painter and graphic artist, poet and musician, name of art Fra Delrico, author of the libretto and present in the audience in Avignon's parterre as well as on the stage for the countless calls of the public at the end of the lyric performance.

Fréderico, I saw you smiling and satisfied. I am glad and I congratulate you and your extraordinary brothers. How and when did the idea for you to compose this work ?

Thank you for your interest : I had not yet had the opportunity to give my personal point of view , because I've been busy away from Avignon for my work since they started the rehearsal until the premiere, which was a nice surprise, therefore, even for me, because I "discovered" the show directly "with" and "how" the public.

To answer to your question, we three brothers have always had the desire to create an Opera , because it is an art form that has given us so much: we three wanted to give something to Opera. Now it is done and we are happy .

What prompted you to get too involved in this job?

With Roberto and David , but especially with David we talk about everything since when we were kids. With him we have always worked together and it was natural to create this work in literature and music, as well as we created many other works that have carved, painted or written together ever in the family home. We found the the Condamné's subject so important, that we started working with heart and soul.

It is truly a family made of artists, therefore, yours! How have you managed the project along with your brothers and you put it into practice with them?

Little by little, one by one, we found our role. Rob gave us the idea , I have made the most from the novel by Hugo, without changing a word written by him, and David began to write music. We thought that we'ld write music together as always (we have written several songs and lieder together before the Condamné ), then David was so identified with the work that has been decided that he alone would have been the composer . I wrote then the libretto only, meanwhile I was continuing to work on paintings and sculptures.

According to what criteria did you dramaturgical turned the novel into a libretto ? Why did you choose to keep unchanged prose of Hugo?

Like everything else, it was a choice of three of us, because we had an almost religious respect for Hugo at the time (we are talking about15 years ago, almost). But now it would be not different.

The work of Hugo is a literary masterpiece , also made up of shades and chiaroscuro, memories , descriptions and stories. Why it has been trimmed and has become a work in strong colors , in which all that is external to the cell and the microcosm of the convicted person has been excluded ?

Nothing essential has been ruled out, we took only the scenes a bit too " melodramatic " than were jockeying for the unfolding of the drama or that did not correspond to our musical or drammaturgical taste.

What prompted you to write this libretto cutting introspective, choosing what you entered and removing what was not used ?

This exclusion was decided by David : I have taken everything from the text that you could use for a play from a book . I wanted to give David the maximum, so that he, according to his musical inspiration or necessity, could remove and choose what he liked. With my full libretto, the work would last 4 hours!

Was a your idea to introduce the African-American woman, by doubling the condemned ? How do you decided this step , which is central to the distribution of the parts from one character to two, settled in two different eras ?

No, the idea was not mine, but it was a great idea by David. The main reasons are threefold.

First, a singer just could not sing the part of condamné: too ponderous. Second, with this female character, the musical score becomes richer and more colorful, with new shades. Third, this character is transmitted with a current message, because many countries have not yet ceased to condemn humans.

In which optics the religious element, represented by the presence of Ministers and prayer, is seen and why?

This is a part a bit special in Hugo's novel : here the author wants to make clear that sometimes, even the men in the service of God are just like other men, with the same weaknesses in which we can identify all us sinners. The spirit of the novel was also here absolutely respected.

Are you still satisfied with your work and the overall result of the Opera ? How are you feeling today that experience ? Would you write again as you have written or would you change anything ? And if so, what?

Yes, I'm happy with what I have achieved and I can also say that I would not change anything about the job that I gave David to make his own choices. I still think that to keep all the book in the words of Hugo was the right option.

What were your projects? Representing the Work ... record it ? Your projects have materialized ?

Yes .. and everything today has materialized . We are very happy, because we are three self taught . We wanted and we want our work to be considered like all the other works that we love in the operatic repertoire, from Monteverdi to contemporary composers . The future will tell if our work has deserved and got this result.

What do you like most in this latest production at the Opéra Grand Avignon ?

The director Nadine Duffaut and his team have done an excellent job , in the spirit of the work, as we want. I especially loved the idea of making the final passage of the two condemned in their different ages. So the differences of time and mentality against the death penalty are annulled.

It 's true: we all loved it. And the future ? Maybe a project of direction of the Opera with Roberto and David ?

Who knows ...

So are you planning to repeat the musical experience in the future or do you prefer to dedicate yourself to the visual arts ? Among other things, you're the author of the beautiful poster of the Opera on stage in Avignon, with a painting from your own series " Omertà " .

Yes, it was the Opera Grand Avignon to choose one of my paintings from the series entitled " Omertà " (conspiracy of silence). I also created the original artwork for the Opera in Paris, given in the form of concert, and also one for the CD recorded for Deutsche Grammophon. I feel first a painter - sculptor - composer , I do not know if I'll do other operatic jobs. Today I love the abstract : telling a story is not the thing I love the most . A picture says so much without telling anything at times, and it is the path that I follow. But we'll see ... I have so many ideas that I do not want to stop at a single style.

Personal projects of Frédérico artist?

Many, many even those ... To have a clearer idea , better to do another interview to Fra Delrico, not? Thank you for your questions.

We'll make it with much joy ! Thank you, Frédérico , for your testimony , but above all for your valuable work for the Condamné and the Art of the Opera.

Unforgettable moments that remain on the scene in the time, but above all in the mind and heart.

 

 

 

 

 

 

 Natalia Di Bartolo © DiBartolocritic

 

 

 

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