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Firemacbeth serjan_salsinze, 18 e 19 giugno 2013. Un trionfo sinceramente meritato quello di Macbeth al Teatro della Pergola di Firenze, eseguito nella sua forma originale e sul palcoscenico dove è stato concepito nel 1847 da un giovane Verdi, al suo primo incontro col teatro shakespeariano.

Visto da Lukas Franceschini

18 giugno 2013. Finalmente un teatro che allestisce la prima versione Firenze 1847 del Macbeth di Giuseppe Verdi, ed è stato proprio il Maggio Musicale Fiorentino a riportare l'opera nel luogo76mmf-macbeth123 ove nacque ovvero il bellissimo ma rovente Teatro alla Pergola.

Le due versioni del Macbeth si possono considerare come due sorelle, nate dagli stessi genitori, con molte somiglianze ma differenti. Preferirne una o l'altra dipende dai gusti, sono entrambe bellissime, ma sostanzialmente divergono innanzitutto per scrittura poiché hanno diciassette anni di differenza e sono state generate per due diversi teatri con gusti e tradizioni non eguali. Quello che sicuramente emerge nella prima versione è il personaggio di Macbeth, più incisivo, protagonista assoluto. Le arie aggiunte e il finale sono esemplari per focalizzare il terribile re scozzese, senza sminuire gli altri personaggi, lady in primis, la quale non è per nulla inferiore per drammaturgia, ma ha meno predominanza.

A Firenze è tronato Graham Vick uno dei registi più innovati sulla scena teatrale. Si sapeva già in anticipo che la sua messa in scena non sarebbe stata tradizionale e così è stato, tuttavia Vick pur forzando spesso la mano non è no va mai contro la musica e il libretto, inventa e rilegge da par suo in maniera intelligente ed originale. L'ambientazione è ambientata in epoca recente che potremo identificare intorno ai primi anni '70, anni contraddistinti dall'ondata di terrorismo nazionale. Macbeth dunque è un borghese ufficiale che trova il suo momento d'ascesa politica, la festa del secondo atto è un party campagna elettorale; le streghe, crude e selvagge prostitute iperdrogate, gli predicono il futuro. La doppia facciata della coppia malefica è contraddistinta da una casa del design raffinato e di patina educata, si accoglie Ducano, vecchio e in 76mmf-macbeth156carrozzella, con tanto di albero di natale e scambio di doni, poi emergono i vizi privati perché le allucinazioni di Macbeth nel terzo atto sono frutto di droga, scambiata in metodo efficace in una sorta di orgia con tanto di travestito. L'arroganza ma anche l'effimera sicurezza del protagonista crolla di fronte agli eventi, la pazzia si manifesta in una cruda carneficina degli esuli con tanto di mitra. Dunque borghesi in ascesa di potere immediato ed altrettanto poco duraturo. Spettacolare il finale quando Malcom sopprime Macbeth, il nuovo re ancora in mimetica assume il potere sempre con le armi, in definitiva il concetto non cambia: despota che subentra ad un altro. Vick si concentra su questi elementi molto crudi e lo fa in maniera ben collaudata, il suo pregio resta ed è quello di essere chiaro e comprensibile a tutti (cosa rara oggi), tuttavia unica perplessità è quella che sono sempre state utilizzate luci molto forti, quasi a giorno, che non creano quell'ambiente sinistro che sarebbe convenuto alla vicenda.

Sul podio abbiano ritrovato James Conlon in ottima forma, seguito da un'orchestra preziosa e precisa e un meraviglioso coro diretto da Lorenzo Fantini. Il direttore con braccio sicuro legge la difficile partitura con tempi serrati ed azzeccati, non tralasciando poetici momenti drammatici ed espressioni di colore e dinamismo, sempre attento al canto e alla trascinante drammaturgia.

Meno soddisfacente la parte vocale soprattutto perché eseguendo la prima versione, il protagonista è fondamentale e Dario Solari non è certo un fulmine di guerra. La voce è anche interessante ma le lacune tecniche sono evidenti soprattutto nella zona di passaggi, la quale ha prodotto qualche inciampo negli76mmf-macbeth309 atti conclusivi. Molto meglio la Lady di Raffaella Angeletti, la quale ha reso un credibile personaggio con incisività, accenti e fraseggio eloquente, tuttavia in alcuni momenti è parso che avesse tendenza a forzare quando non serviva viste le dimensioni del teatro. Marco Spotti era un valido Banco cui magari avrei preferito un fraseggio più accattivante, molto bravo Saimir Pirgu in Macduff elegante, nobile ed appassionato nell'aria. Molto brava la lunga schiera di cantanti nei ruoli minori. Teatro semivuoto alla recita cui ho assistito, forse per le torride temperature, ma al termine il pubblico ha festeggiato tutta la compagnia con calorosi applausi. Giustamente tutte le rappresentazioni di Macbeth sono state dedicate alla memoria del M.o Bruno Bartoletti, insigne musicista e direttore d'orchestra artefice di straordinari eventi musicali che hanno segnato la storia del Maggio Musicale Fiorentino.

Visto da William Fratti

19 giugno 2013. macbeth pirgu_corianoÈ un errore sostenere che la versione successivamente ideata per Parigi nel 1865 sia quella definitiva; semplicemente si tratta di due opere differenti, pensate per teatri diversi, con tradizioni e convenzioni lontane tra loro, con protagonisti dalle vocalità non propriamente identiche. Un enorme ringraziamento va al Maggio Musicale Fiorentino che ha voluto riproporre il melodramma primigenio per l’occasione dei festeggiamenti del Bicentenario Verdiano: il pubblico ha potuto riscoprire una musica e un canto che altrimenti sarebbero rimasti sconosciuti ai più. E sinceramente, avendo a disposizione un protagonista con la voce e il temperamento di Luca Salsi, questo Macbeth è decisamente più interessante di quello parigino: il ruolo è molto più lungo, corposo e dalla tessitura più acuta in alcuni punti.

macbeth salsiIl baritono parmense ha Verdi nel sangue e sa fraseggiare a accentare come conviene al canto del compositore bussetano. Emozionantissimo è “Sangue a me” nel finale secondo; intensa ed adrenalinica la cabaletta a conclusione del terzo atto. La voce dell’artista è fresca e musicale, lo squillo è luminoso e potente, l’attenzione al suono e alla parola sono di primo ordine.

Tmacbeth serjanatiana Serjan, in possesso di una voce particolarissima che si adatta perfettamente al ruolo della perfida Lady, si presenta al pubblico con una cavatina strepitosa: ogni nota è ben salda e appoggiata; i gravi sono corposi e gli acuti solidi e ben incanalati; l’accento drammatico è vigoroso ma sapientemente misurato; le agilità sono ben impostate anche dove i numerosi staccati potrebbero creare difficoltà; i piani sono sostenuti da un’ottima tecnica sui fiati; il canto spianato è lirico ed omogeneo.

macbeth spottiMarco Spotti è un Banco diverso dal solito ed è un vero piacere sentire la sua voce da Grande Inquisitore in un ruolo generalmente affidato a vocalità più cantabili. La sua robustezza e i suoi accenti gravi, che sanno salire al registro acuto con estremo agio e facilità, danno un nuovo sapore al personaggio, a cui vanno aggiunti un fraseggio particolarmente espressivo e un’eccellente interpretazione, anche nella successiva apparizione.

macbeth pirguSaimir Pirgu è un Macduff corretto, dotato di bella voce squillante, musicale ed elegante, con solo qualche piccola mancanza dell’intenzione drammatica, poco sentita e trasmessa.

Ben adeguati ed efficaci i ruoli comprimari, primi fra tutti il Malcolm di Antonio Corianò e il medico di Gianluca Margheri. Seguono Elena Borin (Dama della Lady), Alessandro Calamai (Un domestico), Carlo Di Cristoforo (Un sicario), Giovanni Mazzei (Prima apparizione), Sara Sayad Nik (Seconda apparizione), Lorenzo Carrieri (Terza apparizione).

La direzione di James Conlon, alla guida della brava Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, è davvero entusiastica e ciò lo si nota fin dal preludio. I suoni sono sempre puliti e precisi, le sfumature e i colori sono interessanti e drammaturgicamente centrati, il dialogo tra buca e palcoscenico è sempre presente ed in diretto contatto con la platea e ciò contribuisce a creare un clima di naturale perfezione, dove ogni cosa è al posto giusto. Magicamente emozionante è il concertato del finale primo. Intelligente è la scelta di utilizzare un organico orchestrale ridotto; tre gruppi di sei per le streghe, proprio secondo l’indicazione verdiana; come pure l’esecuzione di tutti i da capo, ad eccezione di uno soltanto.

macbeth stregheMolto buona è la prova musicale del Coro del Maggio Musicale Fiorentino diretto da Lorenzo Fratini; eccellente è l’interpretazione delle streghe, soprattutto per la capacità individuale di ognuna di recitare una parte differente e difficile, senza paura di mettersi in mostra in primo piano.

Lo spettacolo di Graham Vick, appositamente creato per la Pergola, è straordinario sotto ogni punto di vista: estremamente contemporaneo, ma altamente filologico (manca solo “quella sordida barba”); moderno nella concezione drammatica – a testimonianza dell’intramontabilità sia dell’opera shakespeariana sia di quella verdiana – e nell’impianto, in grado di passare da una scena all’altra con continuità e senza interruzioni. La regia, nei movimenti, nei gesti e negli sguardi è precisissima e tutto ha un senso. Ogni cosa, anche ciò che è apparentemente isolato, ha un significato, che lungo il procedere della vicenda è svelato e indi compreso. Lo sviluppo drammaturgico è così fluido che in alcuni punti sembra di assistere ad un serial televisivo.

Eccellenti le scene e i costumi – belli e funzionali – di Stuart Nunn; incredibilmente azzeccate le luci di Giuseppe Di Iorio, che ha saputo rendere ogni diversa situazione col solo uso del bianco. Adeguata la coreografia di Ron Howell. Un solo appunto: sarebbe stato indubbiamente più elegante eliminare ogni accenno sessuale nella recitazione delle streghe (peraltro fortunatamente sporadici e velati), soprattutto perché inutili alla rappresentazione.

Lunghi, calorosi e scroscianti applausi, accompagnati da urla ed acclamazioni, hanno accolto tutti gli artisti. Peccato che la piccola sala evidenziasse alcuni posti vuoti.

Locandina

 80° Maggio Musicale Fiorentino - Teatro alla Pergola
MACBETH

Melodramma in quattro atti

Libretto di Francesco Maria Piave

Musica di Giuseppe Verdi

Versione di Firenze 1847 - Revisione completa della prima versione. Revisione sull'autografo a cura di DAvid Lawton (Editore Casa Ricordi, Milano)

 

  Personaggi: Interpreti:
Macbeth

Dario Solari (18)

Luca Salsi (19)

Banco Marco Spotti
Lady

Raffaella Angeletti (18)

Tatiana Serjan (19)

Dama Elena Borin
Macduff Saimir Pirgu
Malcolm Antonio Corianò
Medico Gianluca Margheri 
Domestico Alessandro Calamai 
Sicario Carlo Di Cristoforo 
Prima apparizione Giovanni Mazzei 
Seconda apparizione Sara Sayad Nik 
Terza apparizione Lorenzo Carrieri 

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Maestro del Coro: Lorenzo Fratini

Direttore James Conlon
Regia Graham Vick

 

Scene e costumi

Stuart Nunn

 

Coreografia

Ron Howell

 

Luci

Giuseppe Di Iorio

Nuovo allestimento del Maggio Musicale Fiorentino

FOTO DI GIANLUCA MOGGI

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