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piu grandeVerona, 11 aprile 2013. Al Teatro Ristori di Verona sono state allestite due recite di Un flauto magico, spettacolo ideato da Peter Brook nel 2010 al Théâtre des Bouffes du Nord in coproduzione con molti altri teatri internazionali, al quale nel 2011 fu attribuito il Premio Molière per il Teatro musicale. 


Visto da Lukas Franceschini

Trattasi di uno spettacolo di musica e recitazione dall'opera Die Zauberflöte di Wolfgang Amadeus Mozart liberamente download _3_adattato da Peter Brook, Franck Krawczyk e Marie-Hélène Estienne. Gli autori sintetizzano le vicende narrate nell'opera mozartiana in un concentrato di circa novantacinque minuti con accompagnamento di pianoforte, posto sul palcoscenico, tuttavia dovendo escludere molti aspetti della complessa drammaturgia ideata nell'originale. Il risultato nel suo complesso è al di sotto le attese. E' sconcertante leggere l'intervista a Brook ove, un artista di tale rango, afferma che nutre avversione nei confronti dell'opera lirica una forma oggi troppo stereotipata. Dunque un nuovo metodo di lavoro che si basa su tre condizioni: la totale libertà di modificare, riorganizzare sia partitura sia libretto, la scrittura dei cantanti, aver sempre a disposizione la stessa compagnia, collocando musica e cantanti sul palcoscenico senza buca orchestrale, provare lo spettacolo per tre mesi. Tali pretese potrebbero essere anche legittime, tuttavia quando s'intraprende un lavoro "nuovo", prendendo invece come denominatore un capolavoro dell'opera lirica con volontà di reinterpretarlo, modificarlo, aggiornarlo, e nel pieno rispetto dell'autore, credo che l'affermazione sia una contraddizione. Se Mozart avesse voluto attuare tali modifiche alle sue partiture, lo avrebbe fatto lui stesso, non lo fece in parte perché non ne ebbe il tempo (morì giovane), e probabilmente non era nelle sue intenzioni, non lo sappiamo. Altri compositori lo fecero, ad esempio Rossini e Verdi, oggi siamo a conoscenza delle diverse partiture e rifacimenti delle stesse opere. Pertanto se il sig. Brook vuole operare nel teatro musicale a suo piacimento, perché non si fa comporre un'opera nuova? Siamo sicuri che Mozart apprezzerebbe tale riduzione del suo lavoro? Siamo sicuri che l'operazione sia nel pieno rispetto della musica? Siamo sicuri che eliminando questa o quella parte si rende l'opera più adatta ai giorni nostri? A tutti questi quesiti io dico no! E non mi ritengo un conservatore, tutt'altro, ma l'opera lirica è stata creata in un determinato periodo e gode dell'influenza, del costume e della prassi di quel tempo. Riproporla in maniera diversa costituisce solamente eccentrica personalità dei registi che oggi si creano inventori di nuovi stili perché il vecchio non può stare al passo con il tempo che ovviamente è images _1_mutato. Quali sono poi le convenzioni accumulate dall'opera nel corso dei secoli? Paradossalmente avrebbe dunque senso chiamare i migliori pittori di oggi e far loro ridipingere la Cappella Sistina, ormai ferma da secoli a quel tipo di pittura.

Altro elemento che rende questa produzione sommaria è l'aver eleminato la compagine orchestrale ed aver eseguito la riduzione al pianoforte. L'orchestra è un elemento imprescindibile nell'opera di Mozart, e non solo, e la scelta dello strumento solistico può essere solo considerato in ragione di costi, ma che qui non trova spazio in virtù dei molteplici teatri che producono lo spettacolo e il budget non certo irrisorio.

Lo spettacolo che ci ha proposto Peter Brook è anche interessante ma del tutto banale, molto somigliante a quelle aberranti riduzioni dei melodrammi che si attuano per le scuole in forma di linguaggio didattico. La recitazione degli attori è pertinente ma resto perplesso che per realizzare una produzione così minimalista siano stati necessari tre mesi di prove, abbiamo assistito a spettacolo molto images _1_superiori con gestazioni molto minori, anche se è doveroso rilevare che oggi nei teatri d'opera le prove sono ridotte all'osso e questo oltre ad essere negativo per una buona realizzazione è evidente poi nell'esecuzione.

La scena è costituita da pochi elementi rappresentati da canne e non vi è nulla di particolare, i costumi piuttosto anonimi. Abbiamo avuto l'ottima partecipazione di un valente pianista Vincent Planès. Dei cantanti non mi sembra il caso di parlare tanto era scadente la loro esibizione, e mi sorprende che si sia potuto raggruppare una compagnia più appropriata dal punto di vista vocale la quale passava in secondo piano rispetto alla recitazione, ma questo modo di lavorare non è teatro d'opera ma teatro di prosa. Al termine ovazioni da parte del pubblico che esauriva il piccolo teatro veronese, probabilmente chi scrive è antico e ancorato a diverse concezioni del teatro d'opera e questa rilettura non l'ha proprio apprezzata.

 

Locandina

Teatro Ristori di Verona - Stagione Teatrale 2012/2013
UN FLAUTO MAGICO
da Wolfgang Amadeus Mozart
Liberamente adattato da Peter Brook, Franck Krawczyk, Marie-Héléne Estienne
Premio Molière 2011 per il Teatro Musicale
Personaggi: Interpreti:
Regina della Notte Malia Bendi Merad
Pamina Anne-Emmanuelle Davy
Papageno Virgilie Frannais
Tamino Anotnio Figueroa
Papagena Betsabèe Haas
Monostato Alex Mansoori
Sarastro Vincent Pavesi
Attore Abdou Ouloguem
Figurante Jean Dauriac

 

Pianoforte Vincent Planès
Regia Peter Brook
Assistente alla regia Alexander Zeldin

Assistente alle scene

Jean Dauriac

Sarta

Alice FRançois

Luci 

Philippe Vialatte

Sovratitoli

Guillaume Cailleau

Tour Manager

Thomas Becelewsky

  

Produzione 2010 C.C.T, Theatre des Bouffes du Nord

Una coproduzione C.I.C.T, Theatre des Bouffes du Nord, Festival d'Autonne à Paris, Attiki Cultural Society di Atene, Musikfest di Brema, Theatre de Caen, MC2 di Grenoble, Barbican di Londra, Les Theatres de la Ville de Luxembourg, Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa, Lincoln Center Festival di New Yok

con il sostegno del C.I.R.T. Centre Inernational de Recherche Theatale

 

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