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norma - generale2Taormina (ME), 8 luglio 2012. Ragguardevole successo per la Norma inaugurale del Bellini Festival 2012, allestita nella suggestiva cavea del Teatro Antico di Taormina. La seconda replica, martedì 10 luglio, è stata trasmessa in diretta Rai via satellite nei cinema del mondo. E già il 14 luglio la registrazione è approdata su Rai5, per festeggiare lo "switch-off", avvento del digitale terrestre, della Sicilia, tramite l'Opera più significativa del sommo Musicista etneo.


Visto da Natalia Di Bartolo

Ragguardevole successo per la Norma inaugurale del Bellini Festival 2012, allestita nella suggestiva cavea del Teatro Antico di Taormina. La location indubbiamente merita questo ed altro e l'atmosfera era garantita da un cielo tutto siciliano, che sia pur lontano dagli algidi cieli druidici, non poteva che fare da tetto infinito ed adeguato alle note divine del Cigno catanese.

norma generale 1Delusione del folto pubblico per il forfait dell'indisposta Daniela Dessì, che è stata stata sotituita dalla volitiva Daniela Schillaci, al debutto nel ruolo. Inevitabile il ritorno alla mente dello spettatore di altre edizioni di Norma che si sono susseguite negli anni nel suggestivo sito archeologico siciliano, non ultima la controversa e discussa, ma per chi scrive certamente fascinosa, prova del 1989 dell'allora splendente Katia Ricciarelli, al debutto nel ruolo, affiancata da un già attempato Pollione Gianfranco Cecchele e da un sempre straordinario Paolo Washington nel ruolo di Oroveso. L'autorevole bacchetta era quella di Anton Guadagno, già avvezzo ad areniani, veronesi successi. Tempi lontani, ma non meno sontuosi allestimenti, voci e protagonisti che, comunque, restano a far parte della storia dell'Opera Italiana nel mondo e dei ricordi, sia pure non sempre concordi, dei melomani più accaniti.

kunde  pollione   schillaci  norma Inestimabile, per la Schillaci, questa occasione di debutto, che ha rivelato un'interprete vocalmente immedesimata, tanto più efficace quanto più motivata a non far rimpiangere in nulla l'attesa e forse ormai provata Dessì. La voce "giovane" e squillante della Schillaci ha risuonato con accenti a volte sentiti, a volte più intenti alla tecnica di emissione che all'interpretazione ed alle parole del libretto, in una resa del personaggio ancora non perfettamente messa a fuoco dall'interprete siciliana, che ha dimostrato, però, una vocalità assolutamente da valorizzare. Apprezzabile sarà ascoltarla nuovamente nello stesso ruolo fra qualche tempo, quando avrà "maturato" anche l'insita drammaticità e la crisi lacerante, materna ed amorosa, del non facile personaggio. L'indiscussa chiarezza della dizione e l'emissione corretta e ben sostenuta, ma forse un po' troppo "spinta",   andranno sicuramente sempre meglio modulate ed affinate. Attendiamo beneauguranti.

Decisamente inossidabile il tenore Gregory Kunde (dai giovanili, leggendari sovracuti), ormai maturo ma autorevole Polllione, che ha dimostrato una vocalità scurita ma ancora "fresca" e capace di rendere abbellimenti che raramente vengono eseguiti da Pollioni di solito un po' sgraziati e, qualche volta, tremebondi nei confronti di sovrastanti Norme.

Assai raffinata la performance dell'Adalgisa di Geraldine Chauvet, che si spera, però, sia sia resa conto, almeno dalla generale, di trovarsi a Taormina e non a Catania, avendo dichiarato nelle prove di sentirsi particolarmente emozionata dall'esibirsi accanto alla casa natale di Bellini...Ma glielo perdoniamo volentieri, a fronte di un'eleganza e di una vocalità da mezzo-soprano alla "francese", ovvero da soprano dotato di vocalità "scura" ed estensione spiccata nel registro medio-basso, ma non priva di rimarchevoli acuti. Per tale motivo si è dimostrata perfettamente adatta al ruolo, com'è giusto che sia per Adalgisa (spesso, nel passato, impersonata da mezzo-soprani dal timbro fin troppo scuro, ma prevista dall'autore per soprano). Positivamente impossibile, quindi, il confronto fra le due voci delle protagoniste, ma notevole l'azione in duetto, tra squilli da una parte ed armonici rotondi e ben assestati dall'altra. Ammirevole l'emissione dell'artista francese, perfettamente modulata e nettamente esperiente, che ben si conformava alla parte e che dimostrava uno studio del personaggio che si confaceva a quella che è la "Tradition", in questo caso dell'Opera Italiana, a cui i cugini d'oltralpe si attengono con tanta solerzia e che curano fin nei minimi dettagli, dalla postura della maschera, fino all'uso dell'intero corpo quale quasi danzante risonatore e "portatore" in avanti del suono.

Dell'Oroveso di Enrico Iori non può che dirsi bene, soprattutto nella seconda parte dell'Opera, dove le tonalità decisamente da basso vengono mitigate, a favore di una vocalità da basso-baritono, che l'artista ha dimostrato di possedere. Auspicabile, anche in lui, un affinamento del dato psicologico del personaggio, soprattutto dal punto di vista "paterno".

Corretti e gradevoli Massimiliano Chiarolla, Flavio, e Maria Motta, Clotilde.

norma generale 3Di buon livello la prova della nutrita Orchestra Nazionale dei Conservatori, composta meritoriamente da giovanissimi orchestrali scelti tramite apposita audizione, valorizzati dall'esperiente concertazione e direzione d'orchestra del M° Giuliano Carella. Da sottolineare la resa della sezione dei fiati e, in quella degli archi, l'azione dei violoncelli. Il Maestro Carella ha optato per una direzione decisamente dinamica, che evitasse la staticità che l'Opera tende ad avere in mano ad alcuni direttori che ne esasperano a volte la lentezza (che non sempre è sinonimo di solennità!) nei recitativi soprattutto, ma anche in altre parti, indulgendo costoro pure ad un "romanticismo" che nettamente non era nelle corde dell'immenso Bellini. Se da una parte, ogni tanto (Sinfonia compresa) nell'azione del Carella si notava una certa "speditezza" nei tempi, allo stesso modo questa era, invece, perfettamente appropriata e musicalmente attendibile in parti che avrebbero potuto diversamente risultare addirittura falsate e dare all'insieme una parvenza di prolissità che l'Opera non possiede, ma che la tradizione direttoriale (Bonyngiana, per prima) inevitabilmente ed inspiegabilmente le ha imposto. Una Norma "scattante", coinvolgente e mai foriera di noia, quindi: concertazione e direzione da lodare.

Calore di accenti è stato dimostrato dal Coro Lirico Siciliano diretto dal M° Francesco Costa, nel quale hanno lavorato e potuto esprimersi al meglio circa settanta giovani potenzialità vocali, che meritano ulteriori affermazioni, a fronte, anche da parte loro, di un rafforzarsi dell'esperienza e della compattezza vocale dei ranghi, nonché della capacità di saper affrontare con assoluta sicurezza anche quelle parti acute che l'Opera impone, soprattutto ai soprani.

In non facile fusione con la scena in pietra del magnifico teatro greco-romano, ma pure evocative, le scene di Enrico Castiglione, autore anche dell'accurata regia teatrale e televisiva, che ha ricreato una sorta di primitiva Stonehenge, tra riti druidici e giganteschi dolmen. Un'ambientazione mitologico-barbarica sottolineata dai costumi fluenti ed accarezzati dalla brezza taorminese di Sonia Cammarata, che ha evocato sul palcoscenico l'eleganza di una sfilata d'alta moda per le due protagoniste, ma che avrebbe potuto fare a meno di certi elmi dorati che adornavano di lucenti ottoni le teste druidiche.

Un'accurata scelta registica delle luci ha poi arricchito decisamente ogni scena, colmando quei vuoti e vuotando quei pieni che spesso impediscono la messa in atto di scenografie che sfruttino la profondità, a causa delle dimensioni e della forma del palcoscenico dell'antico teatro. Illustre assente, purtroppo, la luna, coperta dall'afa che in questi giorni opprime la Sicilia.

monica bellucci alla prima di normaAd applaudire lo spettacolo un pubblico folto, alquanto rumoroso, ma anche da grandi occasioni, con un prestigioso parterre che annoverava stelle come Monica Bellucci, Letitia Casta, Isabella Rossellini, Dolce e Gabbana e diversi altri personaggi della moda e della cultura. Una serata anche un po' da vip, quindi, supportata da un abile ed intenso battage pubblicitario, ma che, in fondo, mantenendo la rappresentazione entro canoni registici, vocali e orchestrali aderenti alla tradizione ha accontentato positivamente anche il pubblico dei meno esperti.

L'appuntamento con il capolavoro di Vincenzo Bellini si è rinnovato, quindi, nei giorni a seguire, sul grande e sul piccolo schermo. La seconda replica, martedì 10 luglio, è stata trasmessa in diretta Rai via satellite nei cinema del mondo e il 14 luglio la registrazione è approdata su Rai5, per festeggiare lo "switch-off", avvento del digitale terrestre, della Sicilia, tramite l'Opera più significativa del sommo Musicista etneo.

Locandina

Teatro Greco-Romano di Taormina (ME) - Stagione Bellini Festival 2012
NORMA
Tragedia Lirica
Libretto di Felice Romani
Musica di Vincenzo Bellini
Personaggi: Interpreti:
Norma Daniela Schillaci
Pollione Gregory Kunde
Adalgisa Géraldine Chauvet
Oroveso Enrico Iori
Clotilde Maria Motta
Flavio Massimiliano Chiarolla

Orchestra Nazionale dei Conservatori
Coro Gran Coro Lirico Siciliano

Maestro del Coro: Francesco Costa

Direttore Giuliano Carella
Regia Enrico Castiglione

Scene

Enrico Castiglione

Costumi

Sonia Cammarata

Luci 

Enrico Castiglione

  
Allestimento di Bellini Festival

 

Natalia Di Bartolo - "Penna per Artisti", Scritti d'Arte per l'Arte

Foto di Ufficio Stampa Bellini Festival

 

 


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