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Torino, 17 e 27 ottobre 2019

La stagione operistica 2019/20 del Teatro Regio di Torino si apre con successo con "Les pêcheurs de perles" e "Tosca", titoli in grado di accontentare tutti i palati. La scelta di mettere in scena (quasi) in contemporanea, come del resto accade in molti dei teatri del resto d'Europa, i due titoli è sicuramente molto positiva e visto il successo probabilmente vale la pena ripetere la formula.


Visto da Margherita Panarelli

 

 

Primo grande cimento operistico del giovane Bizet, Les pêcheurs de perles è un’opera di grande fascino; Rientrata nei cartelloni dei teatri dopo un periodo di semi-oblio gode oggi meritatamente di nuova fortuna.  Il Teatro Regio, a sessant’anni dall’ultima rappresentazione dell’opera sul palcoscenico del teatro subalpino, sceglie di affidare l’allestimento a Julien Lubek e Cécile Roussat che hanno creato intorno ai protagonisti un mondo di fiaba, quasi a trovarsi immersi in un’illustrazione, molto efficace per illustrare il mondo in cui è ambientata la storia senza contrastare con l’atmosfera rarefatta del libretto. Semplici ma funzionali anche i movimenti affidati al coro e particolarmente suggestive le coreografie invece eseguite dagli abili danzatori. Per quanto riguarda il comparto musicale l’Orchestra del Teatro Regio offre come sempre ottima prova di sé, ed è guidata diligentemente dalla bacchetta del giovane talento americano Ryan McAdams, già apprezzato interprete della partitura con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nel 2015. Se l’intesa con i solisti è ottima lo è meno con la compagine corale del Teatro Regio, preparata da Andrea Secchi, con la quale il dialogo non è sempre ottimale.

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La resa nel complesso è sicuramente ottima e le atmosfere orientaleggianti della partitura precisamente restituite all’orecchio dello spettatore, in una lettura convincente e affascinante. Nel ruolo di Leïla troviamo Hasmik Torosyan; Il soprano armeno possiede una voce di grande fascino timbrico ed affronta il ruolo in maniera egregia. La sua attenzione è focalizzata su omogeneità di emissione e linea melodica e l’effetto è elegantemente seducente, un etereo filo di suono ininterrotto nella splendida preghiera a Brahma, sicuramente un’ottima esecuzione!Meno convincenti i due interpreti maschili principali; Kévin Amiel, nel ruolo di Nadir, pur potendo vantare anch’esso indubbiamente di un ottimo strumento per sua natura, non convince appieno nei momenti solistici, si notano infatti in particolare nella complessa aria d’ingresso “Je crois entendre encore” insicurezze, tentennamenti, brevità di fiato e soprattutto nessun afflato poetico. Se l’interprete trae vantaggio, o forse coraggio, dai duetti, la prova risulta comunque non appieno soddisfacente. Convince invece lo Zurga di Fabio Capitanucci, reduce da un’indisposizione che lo ha costretto a rinunciare alle prime rappresentazioni del titolo in cartellone, l’interpretazione è partecipata e di ottimo livello pur constatando qualche opacità di emissione nel registro acuto, probabilmente dovuta alla già citata indisposizione. Eccellente il tonante Nourabad di Ugo Guagliardo. Il successo è meritatamente caloroso per tutti gli interpreti al termine della rappresentazione.
tosca atto_i_tosca.cavaradossiNon ha bisogno di presentazioni il secondo titolo oggetto di questa recensione, Tosca di Giacomo Puccini. Arriva al Teatro Regio la splendida messa in scena di Mario Pontiggia per il Teatro Massimo di Palermo. Mai ridondante, eccellenti in questo anche le scene ed i costumi di Francesco Zito che rimarcano nelle loro fogge le differenze interiori tra Tosca e Cavaradossi, più emancipati e al passo coi tempi, e chi è ancorato al mondo dell’ancien régime, come Scarpia, il suo entourage e chi partecipa al Te Deum, questa Tosca è scevra di eccessivi orpelli, molto fedele al libretto e veramente efficace. Il primo atto vede un semplice palco da pittore di legno sovrastato da una riproduzione dipinta della cupola di Sant’Andrea a rendere lo spazio quasi angusto e a simbolo del “peso istituzionale che minaccia e schiaccia l’individuo” nelle parole dello stesso regista. Nel secondo atto invece l’opulenza dell’ambiente in cui si muovono i personaggi nasconde la tortura fisica e psicologica cui sono sottoposti i due protagonisti. Nel terzo atto infine un grande cancello divide il parapetto di Castel Sant’Angelo dal resto della scena, le acuminate punte nella sua parte bassa quasi tante spade di Damocle che pendono sugli ignari amanti. Alla guida del comparto musicale troviamo Daniel Oren e la sua è una lettura vibrante e ricca di colori. L’intesa con l’orchestra e con il palcoscenico risulta sempre eccellente e l’interpretazione, apprezzabilmente, non scade mai in facili esagerazioni nei momenti più concitati o enfatici dell’opera. Sul versante canoro si può dire che questa Tosca soddisfi, seppure con alcune riserve. Anna Pirozzi è un’interprete eccellente del ruolo del titolo dal punto di vista vocale, la voce è luminosa, ricca, il volume si potrebbe definire torrenziale e il fraseggio esemplare. La sua è una Tosca (forse troppo) misurata ma il personaggio è reso in maniera completa.

tosca atto_iiMarcelo Álvarez è interprete generoso e appassionato e il ruolo di Cavaradossi un suo vero cavallo di battaglia, la sua è infatti una buonissima interpretazione ma è purtroppo evidente una certa insicurezza del tenore argentino nel registro acuto, in particolare durante “Recondita Armonia”; il timbro ed il colore della voce rimangono dell’usuale bellezza e le scelte interpretative sempre pertinenti ed efficaci, nel complesso infatti la prova è ampiamente superata. Gevorg Hakobyan è uno Scarpia feroce e ferino, più fiera che si appresta ad azzannare la preda che rettile che lentamente avvolge le proprie spire attorno alla malcapitata vittima. Se il timbro non è dei più cristallini il baritono ha dalla sua un notevole volume ed una linea di canto sostanzialmente omogenea che seppur senza destare particolari entusiasmi in chi scrive porta a compimento il ruolo in maniera più che adeguata. Completano il cast il centrato Sagrestano di Roberto Abbondanza, l’ottimo Spoletta di Bruno Lazzaretti, il corretto ma poco incisivo Angelotti di Romano dal Zovo, l’elegantissimo pastorello di Viola Contartese, l’efficace Sciarrone di Gabriel Alexander Wernick ed il corretto carceriere di Enrico Bava. Anche in quest’occasione il coro del Teatro Regio, preparato da Andrea Secchi da prova del proprio valore con i suoi magnifici interventi. Il successo della rappresentazione è convintamente e fortemente applaudito dal numeroso pubblico presente. Il Novembre del Teatro Regio sarà dedicato alla danza con La bisbetica domata e Fuego, si tornerà infatti all’opera con Carmen a Dicembre per un primo trimestre di stagione decisamente interessante.

 

Locandina

Teatro Regio Torino- Stagion 2019/2020
I PESCATORI DI PERLE
Opéra Lyrique in tre atti
Libretto di Eugène Cormon e Michel Carré
Musica di Georges Bizet
Personaggi: Interpreti:
Leïla Hasmik Torosyan
Nadir Kévin Amiel
Zurga Fabio Maria Capitanucci
Nourabad Ugo Guagliardo

Orchestra e Coro del Teatro Regio

Maestro del Coro: Andrea Secchi

Direttore Ryan McAdams
Regia, scene, costumi, coreografia e luci Julien Lebeck e Cécile Roussat

Direttore dell'allestimento

Pier Giovanni Bormida

  
Nuovo allestimento del Teatro Regio

 

Locandina

Teatro Regio di Torino - Stagione 2019/2020
TOSCA

Melodramma in tre atti
Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa

Dal dramma La Tosca di Victorien Sardou
Musica di Giacomo Puccini

Personaggi: Interpreti:
Floria Tosca Anna Pirozzi
Mario Cavaradossi Marcelo Álvarez
Vitellio Scarpia Gevorg Hakobyan
Il sagrestano Roberto Abbondanza
Spoletta Bruno Lazzaretti
Cesare Angelotti Romano Dal Zovo
Sciarrone Gabriel Alexander Wernick
Un carceriere Enrico Bava
Un pastorello Viola Contrarese

Orchestra e Coro del Teatro Regio

Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio "G. Verdi" di Torino

Maestro del Coro: Andrea Secchi

Direttore Daniel Oren
Regia Mario Pontiggia

Scene e Costumi

Francesco Zito

Luci

Bruno Ciulli

Assistente alla regia

Angelica Dettori

Assistente alle scene

Antonella Conte

Direttore dell'allestimento

Pier Giovanni Bormida

Maestro del coro di voci bianche

Claudio Fenoglio

  
Allestimento Teatro Massimo di Palermo

 

FOTO cortesia del Teatro Regio

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