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IlMatrimonioSegreto 271019_EnneviFoto_134_20191027Verona, 27 ottobre 2019. Grande successo domenica, per la prima rappresentazione de Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, titolo che compare per la prima volta sul palcoscenico veronese.


Visto da Alessio Solina

 

Grande attesa per questo spettacolo era la regia firmata dall’ex frontman dei Bluvertigo Marco Castoldi, in arte Morgan, allestimento in origine prodotto dalla Fondazione Teatro Coccia di Novara. In effetti si poteva pensare a una lettura provocatoria da parte del discusso personaggio, che non tenesse conto dei canoni classici di una regia d’opera e invece ci si è trovati davanti a uno spettacolo equilibrato ed elegante, frutto evidente di uno studio approfondito e rispettoso del libretto, che mette in evidenza la modernità della vicenda. In questo è stato aiutato dalla caratterizzazione dei pregevoli costumi e dalle simpatiche parrucche settecentesche rivisitate in chiave punk di Giuseppe Magistro, che inquadra i personaggi  utilizzando colori neutri come il tweed scozzese per Elisetta, Fidalma e il Conte Robinson, il nero con inserti di verde per Carolina, Paolino e Geronimo (chiari riferimenti allo sviluppo e alla soluzione finale della vicenda). A dire il vero qualche provocazione c’è stata, come il presentare i due amanti segreti a inizio atto in atteggiamenti intimi su un letto in verticale, provocazioni comunque ben inserite nel contesto della narrazione. Le controscene più azzeccate, che più hanno divertito il pubblico, erano affidate al Conte Robinson, pomposo nobile decaduto alla ricerca di facili guadagni e alla non troppo velatamente Fidalma in versione sadomaso, vedova con appetiti sessuali non ancora sopiti. La scena fissa di Patrizia Bocconi e le luci di Paolo Mazzon completavano degnamente il quadro, uno scheletro di casa dove per lo più si muovevano i bravissimi mimi mentre i protagonisti interagivano fra loro sul davanti, con pochi ma efficaci elementi di scena. IlMatrimonioSegreto 271019_EnneviFoto_009_1_20191027
La direzione era affidata ad Alessandro Bonato che ha cercato di evidenziare al massimo i dettagli della partitura. Purtroppo, in questo, non è stato aiutato da un’orchestra che, alla poca dimestichezza con questo tipo di repertorio, non ha risposto con un adeguato approfondimento stilistico. Il Direttore ha dovuto, per questi motivi, dilatare i tempi per favorire una tenuta d’insieme dei singoli elementi, tempi che, purtroppo, hanno rallentato la narrazione, in più punti generando quella monotonia di fondo che spesso caratterizza le opere del settecento; dopo un’ouverture davvero pesante, con interventi dei fiati davvero eccessivi e imbarazzanti, l’azione è proseguita in modo disordinato, con suoni morchiosi e piuttosto fastidiosi. Apprezzabili, al contrario, i recitativi al fortepiano.
La compagnia presentava giovani voci, quasi tutte ben avviate a una brillante carriera.
IlMatrimonioSegreto 271019_EnneviFoto_060_20191027Delle voci femminili merita una menzione speciale la Carolina di Veronica Granatiero, la cui voce ben timbrata e dal bellissimo colore, con una padronanza tecnica davvero ammirevole, sicura negli acuti come in zona centrale, del personaggio ha evidenziato sia il lato malinconico (il recitativo accompagnato “Come tacerlo poi, se in un ritiro” e il successivo quintetto “Deh, lasciate ch’io respiri” sono stati momenti di grande effetto e commozione) che il versante malizioso, in particolare il duetto con la sorella Elisetta, che musicalmente ricorda da vicino quello di Susanna/Marcellina delle mozartiane Nozze di Figaro.
Meno bene Rosanna Lo Greco nei panni di Elisetta, dal passaggio di registro carente di suono appoggiato a dovere, dai problematici acuti e dalla coloratura insufficiente che la trova impari al compito nell’aria più complessa della partitura “Se son vendicata”. La soccorre una buona musicalità e una pregevole presenza scenica.IlMatrimonioSegreto 271019_EnneviFoto_054_20191027
Anche Irene Molinari non convince nei panni di Fidalma. Vero è che ha sostituito all’ultimo minuto la prevista Monica Bacelli ma la sua voce non è ben proiettata e la zona grave, zona nella quale si risolve gran parte del ruolo, era vuota e inconsistente.
Sul versante maschile il Paolino di Matteo Mezzaro sfoggia una voce pastosa, robusta sia nei centri che negli acuti, che si è fatta apprezzare nella splendida aria “Pria che spunti in ciel l’aurora” con un legato e un uso delle mezzevoci davvero suggestivo.
IlMatrimonioSegreto 271019_EnneviFoto_278_20191027Alessandro Abis, nel ruolo del Conte Robinson, si fa valere per il bel colore e il canto sicuro in ogni passaggio. La sua aria “Son lunatico, bilioso”, oltre che a essere ben cantata, è stata magistralmente interpretata.
Salvatore Salvaggio, don Geronimo, lascia in soffitta tutti i vezzi e gli stereotipi del basso buffo e si affida a un canto sicuro e a un fraseggio tutto alzar di ciglia davvero irresistibile.
Successo meritato con lunghe chiamate al proscenio al termine dello spettacolo.IlMatrimonioSegreto 271019_EnneviFoto_384_20191027
Merita di essere menzionato il ricordo, da parte della Fondazione, alla memoria di Rolando Panerai, al quale la recita è stata dedicata, che del personaggio del Conte Robinson fu un pregevolissimo interprete.

 

Locandina

Teatro Filarmonico di Verona - Stagione Lirica 2019
IL MATRIMONIO SEGRETO
Melodramma giocoso in due atti
Libretto di Giovanni Bertati
Musica di Domenico Cimarosa
Personaggi: Interpreti:
Carolina Veronica Granatiero
Il signor Geronimo Salvatore Salvaggio
Paolino Matteo Mezzaro
Il Conte Robinson Alessandro Abis
Fidalma Irene Molinari
Elisetta Rosanna Lo Greco

Orchestra dell'Arena di Verona

Direttore Alessandro Bonato
Regia Marco Castoldi, in arte Morgan

Scene

Patrizia Bocconi

Costumi

Giuseppe Magistro

Luci 

Paolo Mazzon

  
Allestimento della Fondazione Teatro Coccia di Novara

 

FOTO DI ENNEVIFOTO

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