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Ernani 4Novara, 18 ottobre 2019. Il teatro Coccia di Novara inaugura la sua stagione d’opera con Ernani, titolo di rara esecuzione, in una produzione segnata  dalla prova dirompente del baritono Enkhbat Armatuvshin.


Visto da Marco Faverzani | Giorgio Panigati

 

Nel 1844 Giuseppe Verdi debutta con due diverse opere: a marzo Ernani alla Fenice di Venezia, a novembre a Roma, all’Argentina, con I due Foscari: sono questi gli “anni di galera”, come lo stesso maestro li definisce in una lettera autografa del 12 maggio 1858. Sette anni, (1843-1850), di intensa produzione che vedono la genesi di dodici nuove opere. La critica ha riconosciuto in Ernani un punto di svolta per l’opera verdiana: inizia qui la fortunata collaborazione con Francesco Maria Piave, che scriverà poi altri nove libretti per il maestro, nell’arco di diciotto anni. Con Ernani, per la prima volta, Verdi lavora su una fonte letteraria di peso: il dramma in cinque atti di Victor Hugo Hernani, lavoro andato in scena per la prima volta a Parigi nel 1830. Musicalmente si vanno inoltre a codificare  quei tipi vocali verdiani che saranno poi così focali nella scrittura del Cigno di Busseto. Proprio nel mese delle celebrazioni verdiane, dopo I due Foscari, titolo inaugurale del festival Verdi di Parma, il teatro Coccia di Novara inaugura la sua stagione lirica con Ernani, assente da più di novanta anni dal palco cittadino e di solito poco presente nei palinsesti nazionali: basti pensare che per il 2019 il teatro novarese è il solo a proporla (in collaborazione con il Teatro Verdi di Pisa), dopo un’ unica apparizione alla Scala di Milano nel 2018.Ernani 2 
Per questo allestimento, vengono riprese le scene di Francesco Zito, create nel 1999 per il Teatro Massimo di Palermo e riviste poi a Bologna nel 2011. In una epoca di regie contemporanee che creano forti dibattiti (esemplare il recente caso Nabucco a Parma), il Teatro Coccia guarda alla tradizione: fondali dipinti, statue equestri, imponenti tendaggi e grandi architetture gotiche che puntano alla fedeltà filologica e al rispetto assoluto del libretto. Esteticamente la scena risulta gradevole e d’effetto grazie anche alle luci, a cura di Bruno Ciulli, che giocano sui toni serotini e conferiscono una maggiore tridimensionalità alla scena dipinta. Splendidi i costumi, firmati dallo stesso Zito, aderenti alla moda del cinquecento spagnolo. La regia di Pier Francesco Maestrini riprende quella storica di Beppe de Tomasi; nell’insieme risente forse del peso degli anni, nella sua proposta di una gestualità che ai nostri occhi appare un po’ stereotipata e superata, soprattutto per quanto riguarda i protagonisti, piacevoli invece i movimenti delle masse corali. 
Ernani 1Sul podio, il Maestro Matteo Beltrami, direttore musicale del teatro cittadino, la sua, come sempre, risulta una conduzione energica e vissuta con pathos, sicuramente di buona riuscita anche se, occorre sottolinearlo, è difficile condividere la scelta di tagliare ogni ripetizione di cabaletta e concertato. L’orchestra della Fondazione Teatro Coccia, in collaborazione con il Conservatorio “Guido Cantelli”, segue adeguatamente l’intenzione del Maestro, anche se i fiati non risultano sempre a fuoco. Il coro sinfonico di Milano “Giuseppe Verdi”, diretto dal Maestro Jacopo Facchini, è puntuale e preciso ed esegue con grande partecipazione il celeberrimo “Si ridesti il Leon di Castiglia”. 
Nel ruolo di Ernani troviamo il tenore armeno Migran Agadzhanian, annunciato indisposto, lo si avverte in qualche affaticamento, si esibisce comunque con una prova degna di nota. La voce, dal bel colore brunito, ha una buona proiezione verso l’acuto e entusiasma il pubblico nella difficile aria di apertura. 
Elvira è interpretata da Alexandra Rosa Zabala, che subentra all’indisposta Courtney Mills. Il soprano colombiano, nota al pubblico novarese per avere già interpretato Aida nel 2016 e Corinna nel viaggio a Reims nel 2015, torna inaspettatamente ad aprire la stagione cittadina. La sua, probabilmente per il poco tempo avuto, è una prova sostanzialmente incolore: manca in fierezza ed accento. La prova vocale è nel complesso corretta, specialmente nel registro centrale, ma flebile nelle note basse. 
Vero trionfatore della serata il baritono Enkhbat Armatuvshin, fresco del recente successo con il Nabucco parmigiano,Ernani 6 e che si sta affermando sempre più come una delle voci più belle del panorama lirico internazionale. Dopo avere interpretato, nel 2018 Nabucco, proprio qui a Novara, debutta in questa produzione nel ruolo di Don Carlo. Il baritono ha dimostrato ancora una volta l’importanza del suo mezzo vocale: la ricchezza di armonici, l’ampiezza del volume, l’omogeneità nei registri e la perfetta dizione, creano un personaggio regale, perfettamente in linea con le intenzioni verdiane. La sua performance di altissimo livello è riuscita a convincere il pubblico novarese, storicamente poco incline a facili entusiasmi, che gli tributa una vera e propria ovazione al termine della sua aria di terzo atto. 
Nel ruolo di Don Ruy Gomez de Silva, troviamo Simon Orfila, basso dalla prestigiosa carriera internazionale. La sua è una prova di grande eleganza, adeguata nello stile, e dal fraseggio accorato. Particolarmente riuscita la sua aria di primo atto “Infelice! E tu credevi”.
Ernani 5Una particolare menzione alla Giovanna di Marta Calcaterra, soprano novarese, spesso presente nei palinsesti del Coccia e sempre interprete di ottimo livello. 
Completano adeguatamente il cast Albert Casals (Don Riccardo) e Emil Abdullaiev (Jago). 
Un debutto stagionale riuscito, quindi, per il teatro novarese e conclusosi fra grandi applausi per tutti gli interpreti. 
Locandina

Teatro Coccia - Stagione 2019-2020
Ernani

Dramma lirico in quattro atti

Libretto di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi

Personaggi: Interpreti:
Ernani Migran Agadzhanyan
Don Carlo Armatuvshin Enkhbat
Elvira Alexandra Rosa Zabala
Giovanna Marta Calcaterra
Don Riccardo Albert Casals
Jago Emil Abdullaiev

Orchestra della Fondazione Teatro Coccia in collaborazione con il Conservatorio "G. Cantelli"
Coro Sinfonico di Milano "Giuseppe Verdi"

Maestro del Coro: Jacopo Facchini

Direttore Matteo Beltrami
Regia Pier Francesco Maestrini

Scene

Francesco Zito

Costumi

Francesco Zito

Luci 

Bruno Ciulli

  
Allestimento della Fondazione Teatro Coccia Onlus in coprudizione con il Teatro Massimo di Palermo ed il Teatro Verdi di Pisa.

 

FOTO DI MARIO FINOTTI

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