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AidaFV2019 atto_IV_Daria_Chernii_AmnerisBusseto, settembre e ottobre 2019. L’Aida firmata da Franco Zeffirelli torna sul piccolo palcoscenico del Teatro Giuseppe Verdi di Busseto in occasione del Festival Verdi 2019.

Visto da Desideria Marchio

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Busseto, 24 settembre 2019 (prova antegenerale). Ambientazione magica per l’Aida del Festival Verdi 2019 nel piccolo e intimo Teatro Verdi di Busseto.

Nel segno della tradizione che anche il luogo comporta, viene recuperato lo storico allestimento del 2001 di Franco Zeffirelli, che al tempo firmò anche la regia e che oggi viene ripresa da Stefano Trespidi.

AidaFV2019 Busseto4Una volta alzato il sipario si rivelano due grandi statue poste ognuna per un lato del palcoscenico: si tratta del Dio Anubi, protettore del mondo dei morti, e della Dea Sekhmet, divinità della guerra. Si trovano nelle diverse scenografie, in ogni atto e in diverse combinazioni: da semplice contorno del palco, fino all’entrata del tempio; quasi come un filo conduttore che già ci annuncia il finale tragico dell’opera.

AidaFV2019 Busseto3Emozionante il terzo atto, sulle rive del Nilo quando Aida, durante la sua aria, si bagna il viso con l’acqua del fiume che sorge in Etiopia, sua patria, e scorre fino all’Egitto, che la tiene prigioniera. Qui si esalta meravigliosamente il suo conflitto tra l’amore per Ramfis e quello per la sua patria.

In questo allestimento si narra di un’Aida intima, nella piccola atmosfera del teatro di Busseto, non si mette in scena la grandiosità, il trionfo e la dimensione guerresca dell’opera, ma ci si concentra sui sentimenti e sullo sviluppo psicologico dei singoli personaggi, facendoci immedesimare in ognuno di loro. Il Coro e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, diretti dal Maestro Michelangelo Mazza, accompagnano con forza e bella presenza scenica questa produzione.

Visto da William Fratti

 

AidaFV2019Busseto, 10 otobre 2019. Ideata nel 2001 in occasione del Centenario Verdiano, fortemente voluta dall'allora direttore generale della Fondazione Arturo Toscanini, Gianni Baratta, quando ancora Busseto e Parma non riuscivano a dialogare, quando ancora il Verdi Festival - perché così si chiamava - non riusciva a decollare, anzi nasceva dalle proprie ceneri per finire bruciato di nuovo, questa Aida firmata da Franco Zeffirelli suscitò clamore e stupore tale da essere richiesta da così tanti altri teatri da realizzare il traguardo delle cento recite già nel 2003.
AidaFV2019 atto_IILo straordinario spettacolo del regista e scenografo fiorentino è qui ripreso da Stefano Trespidi che, presumibilmente avvalendosi di risorse inferiori alle necessità, mette in palcoscenico oltre una dozzina di persone in meno, tra coro e figuranti, mostrando dei vuoti rispetto all'originale, come pure la gestualità e gli sguardi dei protagonisti sono lontani da quel miracolo iniziale fortunatamente registrato e documentato in un DVD edito da RaiTrade e TDK e in un bellissimo libro fotografico di Gianfranco Lelj. Lo stesso vale per le scene, che negli anni si sono sbiadite - soprattutto il fondale con la piramide - e avrebbero bisogno di un ritocco, oppure di una migliore illuminazione. Fiammetta Baldisserri fa i salti mortali con le risorse illuminotecniche a sua disposizione, ma non è sufficiente a ripetere la magia suggestiva dei blu e degli oro che avrebbero dovuto accompagnare il trionfo verso la tragica intimità conclusiva. Anche gli eccezionali e pregevolissimi costumi di Anna Anni, qui ripresi da Lorena Marin, negli anni hanno pian piano perso parte dei loro elementi preziosi, soprattutto quelli di Aida che, sinceramente, sembrano stati acquistati al mercato di Piazza Ghiaia. Zeffirelli era stato chiaro: Aida non è una schiava qualunque, ma una serva della principessa reale.
AidaFV2019 2Ciononostante è un bello spettacolo e al Teatro Regio di Parma va il merito di aver permesso questo tanto desiderato ritorno. Come pure all'istituzione parmigiana va il plauso di avere riportato il piccolo teatro di Busseto ad essere palcoscenico di lancio di tanti giovani seppur, in questa occasione, non tutti gli interpreti risultavano essere adeguatamente preparati. La scuola di Carlo Bergonzi di venti anni fa dimostrava un livello che si auspicherebbe avere anche tuttora.
In termini canori il fiore all'occhiello è rappresentato dal Radames di Bumjoo Lee che, nonostante un serio difetto di pronuncia delle sibilanti, svetta in acuto con luminosità e buon appoggio, mantenendosi saldo e smaltato anche verso il basso.
Più che soddisfacente l'Amonasro di Andrea Borghini, brillante e dotato di buon accento, anche se un poco debole nella zona medio grave.
Lo stesso vale per il Ramfis di Dongho Kim, la cui voce scura manca però dello spessore necessario all'imponente ruolo del sacerdote.
Pure adeguato, solo leggermente incerto, il Re di Renzo Ran.
AidaFV2019 Natalie_Aroyan_AidaAida è Natalie Aroyan, dotata di voce davvero molto importante e dal bel colore, ma povera di tecnica. Il soprano australiano ha degli ottimi mezzi, ma ha bisogno di rivedere l'emissione, che talvolta risulta velata, talaltra forzata, esaurendo presto le sue energie; perfezionare l'uso dei fiati, non riuscendo a tenere lunghe certe note o a emettere un piano; infine migliorare l'eleganza con cui si dovrebbe stare in palcoscenico.
Discorso similare per Daria Chernii nei panni di una Amneris poco fine sia nell'interpretazione che nella vocalità piuttosto opaca e in difficoltà negli acuti.
La sacerdotessa di Chiara Mogini mostra qualche problema di intonazione, mentre il messaggero di Manuel Rodriguez non si ode nelle note basse.
AidaFV2019 Bumjoo_Lee_RadamsÈ infine eccellente la direzione di Michelangelo Mazza, sempre molto omogeneo ed equilibrato, bravo nell'accento verdiano, così come nei raffinati pianissimi. Non sempre alla sua altezza è l'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna che, seppur ottima per gran parte dell'esecuzione, si trova un po' in difficoltà con le trombe durante il trionfo e con gli archi sul finale dell'opera. Buona la prova del Coro, meglio vocalmente che scenicamente, guidato da Alberto Malazzi.
Sempre efficacissime le coreografie di Luc Bouy, molto brave le danzatrici. 

Locandina

Teatro Verdi di Busseto - Festival Verdi 2019
AIDA

opera in quattro atti

Libretto di Antonio Ghislanzoni

Musica di Giuseppe Verdi

Personaggi: Interpreti:
Aida

Maria Teresa Leva (24 settembre)

Natalie Aroyan (10 ottobre)

Radames Bumjoo Lee
Amonasro Andrea Borghini
Amneris Daria Chernii
Ramfis Dongho Kim
Il Re Renzo Ran
Un messaggero Manuel Rodriguez
Una sacerdotessa Chiara Mogini

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

Maestro del Coro: Alberto Malazzi

Direttore Michelangelo Mazza
Regia

Franco Zeffirelli

ripresa da Stefano Trespidi

Scene

Franco Zeffirelli

Costumi

Anna Anni

ripresi da Lorena Marin

Luci

Fiammetta Baldiserri

Coreografie

Luc Bouy

Allestimento originale della Findazione Arturo Toscanini

FOTO DI ROBERTO RICCI

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