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LUISA MILLER

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LuisaMillerFV2019Parma, settembre e ottobre 2019. Rappresentata nella monumentale Chiesa di San Francesco del Prato, questa edizione di Luisa Miller è una vera e propria occasione persa.

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{tab title=Visto da Desideria Marchio}

LuisaMillerFV2019 Parma3

22 settembre 2019 (prova antegenerale). Dopo dodici anni torna al Festival Verdi l’opera considerata il ponte tra il periodo giovanile del compositore e la sua maturità: Luisa Miller. Tratta dal capolavoro tedesco Intrigo e amore di SchillerVerdi e il librettista Cammarano narrano la libertà d’amare e la giovane ribellione contro l’assolutismo.

LuisaMillerFV2019 Parma1Il melodramma tragico in questo Festival, con la regia di Lev Dodin, viene narrato nella monumentale Chiesa di San Francesco del Prato, nel cuore della città. Si tratta di una chiesa del XIII secolo piena di storia, per oltre duecento anni trasformata in carcere, per poi venire abbandonata; la troviamo oggi sotto forma di cantiere in restauro ed è in questa atmosfera quasi mistica che l’opera ha inizio. Le luci sulla lunga platea si spengono e si intravede il Coro del Teatro Comunale di Bologna che, vestito come dei frati, sale le impalcature del cantiere (che diventa parte fondamentale della regia e degli spostamenti) e si posiziona in una struttura semicircolare a tre piani, quasi a fare da contorno e raccogliere quello che avviene in scena. Sul palco abbiamo pochi semplici elementi che vengono spostati dai mimi a seconda delle necessità. Non avendo il sipario la scena di fondo non cambia mai perciò il regista pensa di usare strutture in legno che vengono combinate diversamente; ad esempio come cancelli per separare il palcoscenico in due parti o come tavoli, come avviene nel finale del terzo atto.
LuisaMillerFV2019 Parma2Sin dall’entrata di Luisa, interpretata da Francesca Dotto, si avverte una certa misticità, sia per la storia dell’opera che per le scelte della messinscena: il coro sembra quasi una folla di chierichetti disposti a modo intorno all'altare del palco, si alzano e si siedono proprio come nella liturgia. I segni di preghiera e il cantare di Luisa in ginocchio sopra una struttura che rievoca il confessionale: regia e scenografia, costituita da pochissimi elementi, richiamano perfettamente il luogo della rappresentazione e i personaggi principali in maniera quasi minimalista. Il conte Walter è interpretato da Riccardo Zanellato, Wurm da Gabriele Sagona, Miller da Franco Vassallo, mentre Rodolfo è Amadi Lagha.
LuisaMillerFV2019 Parma4Le luci di Damir Ismagilov fanno da fondamento per tutta l’opera e ci guidano durante la rappresentazione: ogni volta che entra un personaggio è come se avesse il suo colore identificativo, ad esempio Luisa il Blu e Federica, interpretata da Martina Belli, il rosso. Le luci che partono dal fondo della platea e la percorrono per i lati ci trasportano direttamente sul palcoscenico creando una grande continuità tra pubblico e cantanti.
L’orchestra si trova in una buca costruita appena sotto il palco. Diretta dal maestro Roberto Abbado, affronta col giusto equilibrio alcune difficoltà causate dall’acustica particolare che presenta un’architettura come quella della chiesa, che oltre l’altezza e la profondità deve avere a che fare anche con le impalcature, che rendono il palcoscenico lontano dal maestro.
Il pubblico prettamente giovane risulta entusiasta della serata e della cornice che la chiesa in ristrutturazione ha dato ad una messa in scena del Maestro Verdi.

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{tab title=Visto da William Fratti}

LuisaMillerFV2019 da_sx_Franco_Vassallo_Miller_Francesca_Dotto_Luisa_Amadi_Lagha_Rodolfo_Veta_Pilipenko_Laura19 ottobre 2019. Nelle note di direzione Roberto Abbado scrive: "con mia grande sorpresa l'acustica risulta molto migliore di quel che la struttura architettonica potrebbe far sospettare", ma purtroppo non è così. Presumibilmente il direttore non è stato informato che poco oltre le prime file di platea, dal costo di 250 euro alla première e 230 alle repliche, il suono inizia a diminuire, in alcuni casi a distorcersi, probabilmente con onde, frequenze o vibrazioni rifratte a tratti o solo parzialmente dalla struttura in metallo. Il secondo settore, dove un posto costa 150 e 130 euro, è quasi completamente cieco e sordo. Non volendo cambiare location, occorreva richiedere l'intervento dei migliori tecnici del suono, oltre agli architetti per sistemare il declivio e dare a tutti la possibilità di vedere e sentire, oppure rimborsare parzialmente i biglietti: la ridotta visibilità, l’acustica discutibile e una poltrona dura non giustificano il prezzo, neppure in presenza degli artisti più quotati.

LuisaMillerFV2019 _Riccardo_Zanellato_Conte_di_Walter_Martina_Belli_Federica_Francesca_Dotto_Luisa_Gabriele_Sagona_WurmDalla tribuna posta in piano rialzato si è potuto assistere comodamente allo spettacolo, ma discorso diverso vale per l'ascolto poiché l'orchestra, il coro e le voci basse arrivavano in un miscuglio ottuso e ovattato che poco permetteva di comprenderne la qualità. Soprano e tenore arrivavano bene solo in alcune note. La sola a udirsi chiaramente era Martina Belli, una brava Federica caratterizzata da un bel colore, una linea di canto pulita, nonché una certa eleganza di stile.
In terzo atto, assistendo dalla prima fila di platea, sembrava tutta un'altra opera.
LuisaMillerFV2019 da_sx_Franco_Vassallo_Miller_Gabriele_Sagona_WurmRoberto Abbado, alla guida dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna – anche in questo caso, come in Aida, non priva di errori – conduce il finale tragico in un tripudio di cromatismi davvero emozionanti, rendendo chiaramente il senso di disperazione dei due protagonisti, contornato da un lato dalla speranza, dall’altro da un forte senso di morte. Nel trasmettere questi sentimenti attraverso i colori orchestrali il direttore milanese è eccezionale.
Francesca Dotto esegue un terzo atto tecnicamente da manuale, pur avendo bisogno di migliorare la proiezione sia negli acuti, sia nei gravi, entrambi un poco coperti dalla musica. Per il resto la sua Luisa è puntuale nei virtuosismi, ha un bel timbro, è eloquente nel fraseggio e prodiga di accenti.
LuisaMillerFV2019 Francesca_Dotto_Luisa_Amadi_Lagha_RodolfoLa affianca un altrettanto valoroso Amadi Lagha nei panni di un Rodolfo molto generoso, brillante in acuto, nonché veramente espressivo.
Molto buona anche la prova del Miller di Franco Vassallo nel commovente duetto “Andrem, raminghi e poveri”.
Piuttosto efficace la Laura di Veta Pilipenko.
Purtroppo non è possibile parlare della prova di Riccardo Zanellato nel ruolo di Walter, né di Gabriele Sagona in quello di Wurm, non avendo cantato in terzo atto. Lo stesso vale per il contadino di Federico Veltri e il Coro del Teatro Comunale di Bologna, seppur da considerarsi positivo in “Come in un giorno solo”.
LuisaMillerFV2019finaleLo spettacolo di Lev Dodin – che vede tutta la vicenda come una sorta di liturgia, oltre a far avvelenare tutti i personaggi tranne Federica nel finale – è estremamente povero e noioso. Il coro alla greca, incappucciato, non fa altro che entrare, uscire, sedersi e alzarsi. Amici, parenti e cortigiani non esistono. I numerosi mimi, abbigliati come arcieri o falconieri, non fanno altro che spostare tavole e cavallotti. I protagonisti camminano lungo il coro, ruotano su se stessi come carillon, salgono in piedi sui tavoli: azione scenica di cattivissimo gusto. Nulla di più. Aleksandr Borovskij firma delle scene che ben si amalgamano con le impalcature e dei costumi piuttosto ordinari ma efficaci. Nonostante tutto le luci di Damir Ismagilov sono strabilianti, estremamente suggestive, descrittive dei protagonisti e dei loro sentimenti, ma soprattutto sono l’unico vero elemento che riesce in qualche modo, illuminando anche le campate laterali, ad unire il pubblico al palcoscenico.

Sarebbe forse stato meglio annunciare il mancato completamento del restauro della Chiesa di San Francesco del Prato ed effettuare le recite in forma di concerto all’Auditorium Paganini? Meglio accontentare gli amanti del luogo storico, oppure meglio scontentare chi ha pagato e non ha visto e sentito?

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{tab title=Locandina}

Chiesa di San Francesco del Prato - Festival Verdi 2019

LUISA MILLER

melodramma tragico in tre atti

Libretto di Salvtore Cammarano

Musica di Giuseppe Verdi

Personaggi: Interpreti:
Il conte di Walter Riccardo Zanellato
Rodolfo Amadi Lagha
Federica Martina Belli
Wurm Gabriele Sagona
Miller Franco Vassallo
Luisa Francesca Dotto
Laura Veta Pilipenko
Un contadino Federico Veltri

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

Maestro del Coro: Alberto Malazzi

Direttore Roberto Abbado
Regia Lev Dodin

Scene e costumi

Aleksandr Borovskij

Luci

Damir Ismagilov

Nuovo Allestimento del Teatro Regio di Parma in coproduzione con Teatro Comunale di Bologna

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FOTO DI ROBERTO RICCI