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3Novara, 5 maggio 2019. La Traviata di Giuseppe Verdi, assente dalle scene cittadine dal 2014, conclude la stagione lirica 2018-2019 del teatro Coccia, sotto la bacchetta di Matteo Beltrami e la regia di Renato Bonajuto.

Visto da Marco Faverzani e Giorgio Panigati

“Una Traviata in provincia”, così potrebbe essere ribattezzata, parafrasando un noto libro della Marchesa Colombi, scrittrice locale, l’opera andata in scena oggi al teatro Coccia di Novara. Molti sono infatti in questa messa in scena i rimandi alla città piemontese, come lo scorcio dal terrazzo della casa di Violetta, trasferitasi dal “popoloso deserto che appellano Parigi” alla ben più periferica cittadina attorniata dalle risaie.1 L’idea di creare una Traviata che omaggi la città è ben sviluppata dal regista novarese Renato Bonajuto, che per questa produzione apporta modifiche alla scena originale di Sergio Seghettini, frutto della collaborazione fra la Fondazione Teatro Coccia e il teatro Goldoni di Livorno. Molti i luoghi cittadini evocati sulla scena, come il castello sforzesco e l’esterno dello stesso teatro, protagonista assoluto, in un gioco dialogico di rimandi metateatrali dal primo all’ultimo atto. L’ambientazione, trasposta nei rivoluzionari anni sessanta, è evocata grazie ai quadri degli interni di primo e secondo atto (evidenti i rimandi al segno di Giuseppe Capogrossi e alle lettere di Alighiero Boetti) e ai costumi di Matteo Zambito che alternano toni accesi ad effetti optical. In chiave metafisica la lettura dell’ultimo atto: Violetta, morente nel suo letto si ritrova quasi magicamente nella piazza cittadina, la sua dipartita non coincide però con la fine dell’opera, il personaggio, risorto, si avvia nuovamente verso il teatro per una nuova rappresentazione. Completano lo spettacolo le suggestive luci a cura di Ivan Pastrovicchio.

5Il Maestro Matteo Beltrami, direttore musicale del Teatro Coccia di Novara, è il vero deus ex machina dello spettacolo che si inserisce nel suo percorso verdiano a Novara, iniziato nel 2016 con Aida e con l’apertura della attuale stagione con Rigoletto. La sua è una lettura molto attenta a mantenere un equilibrio fra buca e palcoscenico e si sviluppa attraverso un tappeto sonoro che alterna sapientemente colori e tonalità. Alla visione complessiva del Maestro Concertatore, che sceglie di proporre la partitura integralmente (con le sole eccezioni della seconda strofa dell’aria di primo atto di Violetta e le ripetizioni delle cabalette di secondo atto) risponde positivamente l’ Orchestra della Fondazione Teatro Coccia coadiuvata dall’ Orchestra del Conservatorio “Cantelli” di Novara. 

Di buon livello la prestazione del Coro San Gregorio Magno diretto dal Maestro Mauro Rolfi.

Klára Kolonits, nel ruolo di Violetta Valery subentra a poco meno di un mese dalla prima all’indisposta Cristina Pasaoriu. Il soprano ungherese si dimostra a suo agio sul palco, affronta con una buona intenzione la difficile aria di primo atto, ricerca colori più drammatici nel secondo, specialmente nel "Dite alla giovine”, e chiude la rappresentazione con un terzo atto giocato sulla delicatezza; forse il poco tempo a disposizione le ha impedito di proporre un maggiore scavo psicologico e sfumature più varie nel fraseggio.  

Danilo Formaggia nel ruolo di Alfredo, sostituisce solo dopo la prova generale Angelo Fiore. La buona prova attoriale e scenica non basta a eliminare alcune perplessità vocali: se è evidente la capacità di abbandonarsi alla passionalità del personaggio, il mezzo vocale denota una certa stanchezza soprattutto nel registro medio. 

Alessandro Luongo sostiene il ruolo di papà Germont e la sua è un’ottima prova: la voce sicura, intonata, dal buon controllo e capacità di modulazione disegna un personaggio estremamente credibile.2 

La novarese Marta Calcaterra interpreta una Annina giovane, fresca e squillante.

Completano il cast la brava Carlotta Vichi nel ruolo di Flora, e i corretti Blagoj Nacoski nel duplice ruolo di Gastone e Giuseppe, Roberto Gentili nei ruoli del barone Douphol e del commissario, Claudio Mannino nel ruolo del Marchese di Obigny e Rocco Cavalluzzi nel ruolo del dottor Grenvil.

Unanimi consensi, particolarmente accesi per il terzetto di protagonisti e per il Direttore da parte del folto pubblico che gremiva la sala.  

 

Locandina

Teatro Coccia - Stagione d'Opera 2018/2019
LA TRAVIATA
Opera lirica in tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave 
Musica di Giuseppe Verdi
Personaggi: Interpreti:
Violetta Klára Kolonits
Flora Carlotta Vichi
Annina Marta Calcaterra
Alfredo Germont Danilo Formaggia
Giorgio Germont Alessandro Luongo
Gastone / Giuseppe Blagoj Nacoski
Barone Douphol / Commissionario Roberto Gentili
Marchese d'Obigny Claudio Mannino

Dottor Grenvil

Rocco Cavalluzzi

Orchestra del Teatro Coccia in collaborazione con Orchestra del conservatorio Cantelli di Novara 
Coro San Gregorio Magno

Maestro del Coro: Mauro Rolfi

Direttore Matteo Beltrami
Regia Renato Bonajuto

Scene

Sergio Seghettini

Costumi

Matteo Zambito

Luci 

Ivan Pastrovicchio

  
Allestimento Teatro Goldoni di Livorno

 

FOTO DI Mario Finotti

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