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01. cene

Padova, 31 dicembre 2018. Padova celebra Rossini chiudendo l’anno con La Cenerentola, l’opera ispirata alla fiaba di Perrault, con un cast d’eccezione. Annalisa Stroppa nel ruolo della protagonista oltre che Alessio Arduini e un giovanissimo e portentoso Xabier Anduaga, nuova stella del mondo lirico. Nel ventennale dalla scomparsa la recita è stata dedicata alla padovana, Lucia Valentini Terrani.


Visto da Mirko Gragnato

 

In un anno dalle tante ricorrenze il Teatro Verdi di Padova celebra una recita in particolare, quella del 1978, quando Lucia Valentina Terrani impersonava il ruolo di Cenerentola, un ruolo che fu il suo debutto e che divenne uno dei più eseguiti, allora sul podio vi era il rossiniano 02. cneAlberto Zedda.
Nel 2018 è la bresciana Annalisa Stroppa a debuttare a Padova in questo ruolo e con lei un ricco parterre di cantanti; spesso si tende a non dare peso e prestigio ai cartelloni delle città più piccole, ma questo cliché si rompe completamente con la proposta che il Verdi di Padova fa con questa Cenerentola.
Oltre ad Annalisa Stroppa vi è Alessio Arduini, baritono dalla fama internazionale membro dell’Ensemble del Wiener Staatsoper e un giovanissimo tenore che sorprendere per forza vocale, Xabier Anduaga.
Una regia simpatica che gioca sulle altezze, e non solo quelle reali, una sorta di matrigna occhiuta guarda dall’alto in basso Cenerentola e le capricciose Clorinda e Tisbe.
Tutto ruota in questa regia che gioca sui contorni, con giochi di luce alle volte più o meno azzeccati, dove don Magnifico diventa maestro e i valletti di corte i suoi scolari nell’aria del barone di Montefiascone fatto cantiniere, nel ruolo Marco Filippo Romano, che sia per voce che 03.ceneper teatro non manca di qualità. Molto convincente nel castigare gli scolaretti di questa idea registica che forse strizza l’occhiolino al flauto magico veneziano di Michieletto.
Anche l’Alidoro di Gabriele Sagona vocalmente impeccabile, soprattutto nella difficile e famosa aria “Là del ciel nell'arcano profondo” anche se costume e intento registico non caldeggiano il ruolo del personaggio abbigliandolo con una giacca dai simboli astrologici.
Il ruolo del buon Dandini è affidato al baritono Alessio Arduini per vocalità e tecnica irreprensibile e perfetto nella recita della recita di un personaggio “imprincipiante”.
Nel duetto con Don Magnifico dove svela il gioco di scambi, l’idea registica di metterli vis a vis sgambettanti l’uno più agile, l’altro un po’ 04. ceneanchilosato, rende ancor più buffa e riuscita la scena di confronto tra i due baritoni.
Angelina Stroppa visibilmente commossa per le circostanze, il suo debutto nel ruolo e la dedica a Lucia Valentini Terrani, si è mostrata perfetta. Voce bella e timbro adatto, coinvolta nei passaggi registici anche se arriva al “non più mesta” un po’ stanca, un ruolo perfetto per lei, che forse timidamente ancora non si vede lanciata verso il salto della protagonista, colpa forse della percezione delle mezzo soprano, messe troppo in secondo piano: Adalgisa, Seymour, Bersi. Stavolta le tocca il ruolo da protagonista e che dire speriamo che Annalisa Stroppa si faccia accendere dal sacro fuoco e si lanci con maggiore enfasi, i giri di prova sono finiti è ora di puntare al podio del grand prix, perché c’è molto da aspettarsi da lei.
Ottime Clorinda e Tisbe di Irina Ioana Baiant e Alice Marini, adeguatamente capricciose e agili nella vocalità, sebbene l’acustica del teatro Verdi certo non aiuti e le faccia sembrare voci un po’ piccine, e stavolta l’dea del regista Paolo Giani non c'entra.
Stessa sorte al Coro Lirico Veneto che, sebben nutrito di voci, non riesce ad avere grande forza acustica destreggiandosi più che bene sulle scene girevoli e di andirivieni.
Chi invece la fa in barba all’acustica un po’ meschina del teatro è Xavier Anduaga, giovanissimo e con una potenza vocale pazzesca. Un Don Ramiro che tiene da solo tutto il palco e che nella cabaletta “Si ritrovarla io giuro” lascia stupefatti. Un’estensione veramente ampia che con grande facilità balza su e giù nella tessitura vocale ma soprattutto, un volume davvero importante..
Il tu05. cnentto guidato dal maestro milanese Antonello Allemandi, che con pochi arabeschi, ma gesto sicuro e misurato conduce l'Orchestra di Padova e del Veneto. Una rappresentazione di Cenerentola di grande prestigio per una città, Padova, che risente della vicinanza con la Fenice, ma con i dovuti accorgimenti acustici al teatro e con cast di questa levatura mostra di avere le carte giuste per essere un teatro da considerare maggiormente.
Alla fine brindisi di auguri per il nuovo anno; che dire ci si augura soprattutto un pubblico un po’ più coinvolto, nonostante le grandi voci sul palcoscenico gli applausi non sono mai stati davvero calorosi, ma un po’ tiepidi. Anche se dalla galleria più di qualche “bravo” è volato.

 

Locandina

TEATRO VERDI DI PADOVA - Stagione Lirica 2018
LA CENERENTOLA
Dramma giocoso in due atti
Libretto di Jacopo Ferretti
Musica di Gioachino Rossini
Personaggi: Interpreti:
Don Ramiro Xavier Anduaga
Dandini Alessio Arduini
Angelina (Cenerentola) Annalisa Stroppa
Don Magnifico Marco Filippo Romano
Clorinda irina Ioana Baiant
Tisbe Alice Marini

Orchestra di Padova del Veneto
Coro Lirico Veneto

Direttore Antonello Allemandi
Regia, scene e costomi e luci Paolo Giani
  
Nouvo allestimento

 

FOTO fornite dall'Ufficio stampa del Teatro Verdi di Padova

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