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01-elisBergamo, 30 novembre 2018. Secondo e imperdibile titolo del Donizetti Opera è stato Elisabetta al Castello di Kenilworth, che non era rappresentato da circa trent’anni, in un nuovo spettacolo ideato da Maria Pilar Pérez Aspa.


Visto da Lukas Franceschini

 

Opera seria in tre atti, segna un passo in avanti nell’evoluzione compositiva del musicista, anche se dobbiamo ancora parlare di periodo “intermedio”. Eseguita per la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli il 6 luglio1829 in occasione del compleanno della regina, dunque una serata di gala, è imposto il lieto fine di prammatica opportunità poiché si doveva rendere omaggio alla regale signora presente nel palco reale. Curioso sarebbe sapere se la clemenza 02. elisdella regina sulla scena potesse in qualche modo identificare lo stile di Maria Isabella.
Per anni l’opera fu considerata una partitura irrilevante, ma dopo la prima ripresa moderna, sempre a Bergamo nel 1989, ebbe una certa rivalutazione, anche se è doveroso ammettere che l’intreccio drammaturgico non ha chiare motivazioni, inoltre, a pro, dovremo registrare che gli abbellimenti vocali sono davvero esuberanti. Non mancano evocazioni rossiniane, specialmente nel duetto tra Amelia e Warney, anche se si nota una notevole potenza drammatica che distingue un nuovo stile donizettiano, il quale in seguito si svilupperà nei capolavori che sappiamo. Altra 03. elisparticolarità dell’opera: fu la prima delle opere serie di Donizetti con due ruoli femminili contrapposti, questo spiega soprattutto l’intento del compositore di cercare altri spazi teatrali di rilevante espressività, e il pubblico del San Carlo ne fu entusiasta e confermò il successo per l’autore.
Nel 1830, un anno dopo la prima napoletana, Donizetti sottopose a revisione il ruolo tenorile di Warney trascrivendolo per baritono, ma le tracce della partitura originale restano evidenti nella tonalità del canto.
Lo spettacolo ideato da Maria Pilar Pérez Aspa, con scene di Angelo Sala, si può ascrivere al teatro essenziale, una pedana obliqua, pochissimi elementi in scena, trionfa un anonimo tavolo, poi qualche tappeto, e una cancellata movibile che rappresenta la prigione di Amelia. La vicenda è narrata in maniera didascalica e pertinente ma senza momenti teatrali che si ricordino, sconfinando sovente nelle ruotine e nella superficialità. Bellissimi i costumi in stile elisabettiano ideati da Ursula Patzak, tranne quello da frate per il personaggio di Warney.
Sul podio la gradita presenza di Riccardo Frizza, direttore musicale del Festival, che concerta con consumata esperienza attraverso un perfetto equilibrio tra buca e palcoscenico, capace inoltre di trovare anche in questo Donizetti un po’ acerbo il giusto dosaggio delle sonorità e un ritmo teatrale adeguato per la partitura.
Positiva la prova dell’Orchestra del Donizetti Opera, e ottima l’esibizione del Coro diretto dal bravo Fabio Tartari.
Nel cast primeggia Jessica Pratt, un gran lusso per un ruolo come quello di Elisabetta. La cantante anglo-australiana svetta in una parte tipicamente 04. elsvirtuosistica, nella quale ha modo di mettere in luce le sue straordinarie qualità belcantistiche, con splendidi acuti, trilli e una padronanza del canto d’agilità davvero ragguardevole. A essere precisi bisogna dire che talvolta accusa una certa staticità nel recitativo e nell’interpretazione, ma sono caratteristiche già note della cantante, che tuttavia non pongono a sfavore dell’interprete che offre una prova di alto livello.
Francisco Brito, Leicester, è una cantante di buona scuola, il quale forse affronta una parte troppo ostica poiché composta per il celebre David e talune carenze in zona acuta erano evidenti. Nell’insieme però dimostra di avere un bel timbro pieno e latino, e uno smalto molto seducente, accomunato da un vigoroso fraseggio e un discreto uso dei colori.
Carmela Remigio, Amelia, è sempre la cantante precisa e puntuale che conosciamo ma come evidenziato anche in altre occasioni la voce è sempre velata e con poca proiezione, tanto da non trovare uno stile adeguato, che era ben rifinito sino qualche anno fa, nel canto più elegiaco, contraddistinto da suoni più contenuti se non eseguiti con forza.
Ottima la prova di Stefan Pop, Warney, brillante e preciso cantante che contrariamente alle sue corde riesce a primeggiare in una parte di baritenore, con 05. elisun sapiente uso di fiati, accenti e una voce uniforme in tutti i registri.
Buone le prove di Dario Russo, Lambourne ricco di sfumature, e di Federica Vitali, una Fanny precisa e musicale.
Pubblico numeroso alla recita cui abbiamo assisto, il quale al termine ha accolto l’intera compagnia con applausi calorosi e ovazioni.
Il festival ormai consolidato negli ultimi anni e sempre più in ascesa ha già annunciato i tre titoli della prossima stagione, la quale riprenderà al Teatro Donizetti in Bergamo bassa, per cui aspettiamo con curiosità la prima rappresentazione scenica de L’ange de Nisida, assieme a raro Pietro Il Grande e la celeberrima Lucrezia Borgia.

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Visto da William Fratti

 

ll castello di Kenilworth è stato per molto tempo ingiustamente considerato un passo indietro nel processo di affrancamento di Donizetti dai suoi predecessori, Rossini in primis, ma un più attento esame della partitura porta invece a riconoscere che si tratta di un lavoro che anticipa schemi musicali e situazioni drammatiche poi usate in opere successive e della maturità. E ciò lo testimonia anche il fatto che Donizetti stesso vi mise mano più volte e a più 02. elisriprese.
In occasione del Festival Donizetti Opera 2018 si è ascoltata la prima versione del melodramma, andata in scena a Napoli nel 1829, secondo la revisione sull’autografo a cura di Giovanni Schiavotti.
Lo spettacolo di Maria Pilar Pérez Aspa, con scene minimali di Angelo Sala, costumi d’epoca di Ursula Patzak e luci di Fiammetta Baldiserri, appare molto povero e banale, non tanto per l’impianto ridotto ai minimi termini, quanto per la vecchia e polverosa idea della gabbia e della prigione, di ferro o dorata, reale o immaginaria che sia, già vista , rivista e stravista fin troppe volte e qui senza alcun significato aggiuntivo, oltre a una 03. elispressoché totale assenza di movimento, sguardi, gestualità e controscene, se non per i protagonisti che comunque sembra vadano ognuno per la sua strada e non secondo un disegno complessivo.
Il tutto risulta abbastanza noioso e non aiuta di certo la direzione di Riccardo Frizza che, seppur discreta, sembra più svolgere il compito da spartito piuttosto che cercare di dare un’impronta, qualunque essa sia.
L’Elisabetta di Jessica Pratt è deludente, dando prova positiva solo nel personaggio. La brava cantante sembra vocalmente quasi irriconoscibile, spesso calante e prodiga di sovracuti fissi e fastidiosi. Fortunatamente le riesce meglio l’aria finale.
Prova discontinua per l’Amelia di Carmela Remigio, ottima nei duetti di primo atto dove mostra un bel colore, un fraseggio deciso e una buona 05. elisinterpretazione, ma non soddisfa durante la sua aria in secondo atto, contagiata da precaria intonazione.
Decisamente poco intonato è il Leicester di Francisco Brito, che mostra il suo lato efficace solo nella brillantezza e nell’uso delle agilità.
Ottima è invece la prova di Stefan Pop nei panni di Warney. Voce smaltata, linea di canto omogenea, acuti saldi e sicuri, note basse da baritenore ben timbrate.
Più che positivi il Lambourne di Dario Russo e la Fanny di Federica Vitali.
Buona la resa del Coro Donizetti Opera guidato da Fabio Tartari.

 

Locandina

DONIZETTI OPERA FESTIVAL 2018
Bergamo - Teatro Sociale
ELISABETTA AL CASTELLO DI KENILWORTH

Medloramma in tre atti di

Libretto di Andrea Leone Tottola

Musica di Gaestano Donizetti

Revisione sull'autografo di Giovanni Schiavotti

 

Personaggi: Interpreti:
Elisabetta Jessica Pratt
Amelia Carmela Remigio
Leicester Francisco Brito
Warney Stefan Pop
Lambourne Dario Russo
Fanny Federica Vitali

Orchestra e Coro Donizetti Opera

Direttore Riccardo Frizza
M.o del coro Fabio Tartari
Regia Maria Pilar Pérez Aspa

Scene

Angelo Sala

Costumi

Ursula Patzak

Luci

Fiammetta Baldiserri
Nuovo allestimento

FOTO di Gianfranco Rota - Donizetti Opera

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