Login

sim 1Bologna, 18 aprile 2018. Ben undici anni sono trascorsi prima che al Teatro Comunale fosse riproposta l’opera Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi, nell’allestimento di Giorgio Gallione che aprì la stagione 2007-2008 e che segnava allora l’incarico di direttore musicale al giovane Michele Mariotti. 


Visto da Lukas Franceschini

 

Già agli esordi lo spettacolo destò qualche perplessità, anche se possiamo collocarlo nel solco del tradizionale ma senza banalità e stereotipi, sim 2piuttosto fermamente ancorato allo splendore della repubblica marinara, nel cui fasto si svolge anche la vicenda privata.
Visto oggi l’amarezza è il senso più esplicito. Rispetto all’originale sono state utilizzate circa la metà delle scene e questo è un demerito da parte di un teatro che non riesce a riprodurre uno spettacolo nella concezione primaria. Non conosco i motivi di tale scelta ma qualunque siano, non hanno giustificazione. Difficile pertanto poter fornire un resoconto dello spettacolo, avendo ancora vivi i ricordi dei vicoli medioevali genovesi attorniati dagli imponenti muri delle chiese e delle abitazioni con quei marmi chiari e scuri che identificano ancor oggi la città vecchia. Resta solo la fiorente pavimentazione sempre ricostruita con elementi decorativi a forma di sim 3mosaico. L’imponenza della sala Consiglio è ora ridotta a spoglio nobile luogo ma poco identificato. Guido Fiorato è penalizzato come scenografo ma resta inalterata la sua creatività sui costumi, questi di spiccata fattura e aderenza stilistica.
La drammaturgia ideata dal regista è abbastanza convenzionale e pulita, sembra lasci ai singoli l’inventiva di una focalizzazione del ruolo piuttosto che trovare soluzioni più avvincenti che mettano in luce le diversità dei personaggi e dei sentimenti.
Sul podio il direttore ucraino Andriy Yurkevych, il quale svolge il suo compito con correttezza ottenendo un buon equilibrio tra buca e palcoscenico, complice un’orchestra in ottima forma, con particolare predisposizione alle grandi scene d’assieme. Questo a scapito dei momenti più intimi dove era latitante il manierismo ricercato del fraseggiatore, che ha indubbiamente reso l’esecuzione in ribasso considerato i singoli interpreti. Tuttavia, possiamo considerare la concertazione positiva con l’auspicio di altre occasioni future.sim 4
Ottima la prova del coro, anzi potremo dire superlativa, diretto da Andrea Faidutti.
Protagonista era Dario Solari, un baritono solido ma non raffinato, in cui manca sia lo scavo psicologico del complesso personaggio sia l’utilizzo di fraseggi e sfumature pertinenti, le quali sono inficiate da una voce non particolarmente duttile.
sim 5Yolanda Auyanet, Amelia, è un bravo soprano capace di una rilevante interpretazione attraverso un fraseggio eloquente e un uso di accenti davvero espressivi. Peccato che la voce, sempre bella e lineare, nel registro acuto accusi un’emissione sfogata, talvolta stridula, aspetto che ci ha lascato sorpresi, considerate le positive ultime esibizioni della cantante. Speriamo sia non momento temporaneo.
Il migliore del cast era Michele Pertusi, che disegna Jacopo Fiesco nobile, altero e umanissimo. Vocalmente irreprensibile, capace di risolvere tutte le insidie dello spartito, specialmente nel grave, con maestria e grande musicalità, cui si aggiunge un senso della frase sempre rifinito e sim 6adeguatamente realizzato attraverso un accento commuovente.
Stefan Pop, Gabriele Adorno, assolve il suo compito con onesta professionalità, ma da un cantante con tali mezzi avremo voluto qualcosa di più. Il tenore ha una bella voce, sonora e di forte squillo, si resta perplessi che non sia stato in grado di realizzare un canto più stilizzato, con sfumature e accenti più lirici, puntando tutto sulla potenza. Resta comunque nell’insieme una buona prova, ma un cantante con tali qualità potrebbe fare molto meglio.
sim 7Simone Alberghini, Paolo Albiani, traccia un personaggio di ottima fattura interpretativa e la resa vocale è inappuntabile.
Nelle altre parti s’impone l’austero e preciso Pietro di Luca Gallo, assieme ai professionali Rosolino Claudio Cardile, capitano dei balestrieri, e Aloisa Aisember, una serva d’Amelia.
Al termine successo convinto per tutta la compagnia, con particolari ovazioni per Michele Pertusi.

 

©  ®

 

Locandina

TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA - Stagione d'Opera "ON" 2018
SIMON BOCCANEGRA
Melodramma in un prologo e tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave e Arrigo Boito
Musica di Giuseppe Verdi
Versione di Milano 1881
Personaggi: Interpreti:
Simnon Boccanegra Dario Solari
Amelia Grimaldi (Maria Boccanegra) Yolanda Auyanet
Jacopo Fiesco Michele Pertusi
Gabriele Adorno Stefan Pop
Paolo Albiani Simone Albeghini
Pietro Luca Gallo
Un capitano dei balestrieri Rosolino Claudio Cardile *
Un'ancella di Amelia Aloisa Aisember
 * Scuola dell'Opera

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

Direttore Andry Yurkevych
M.o del coro andrea Faidutti
Regia Giorgio Gallione

Scene e costumi

Guido Fiorato

Luci

Daniele Naldi
  
Spettacolo realiszato grazie al contributo di Gruppo Hera Spa e Associazione Amici del Tetro Comunale di Bologna, in collaborazione con la Scuola di Teatro di Bologna "Alessandra Galante Garrone"
Allestimento del Teatro Comunale di Bologna 2007, in coproduzione con Teatro Massimo di Palermo

 

FOTO di Rocco CAsalucci - Teatro Comuanle di Bologna

Collega la pagina al tuo social: