Login

siege 1

Pesaro, agosto 2017. Il Rossini Opera Festival Per la seconda volta nel corso della sua quasi quarantennale storia allestisce Le Siège de Corinthe nella versione francese del 1826.


Visto da Lukas Franceschini

7 agosto 2017 (prova generale). Questa tragédie lyrique è come comunemente risaputo la trasposizione francese dell'opera Maometto II, andato in scena a Napoli con scarso successo nel 1820. Quando Rossini, stabilitosi definitamente a Parigi dal 1823, ricette la commissione per un lavoro da parte dell'Opéra, non ebbe dubbi nel riutilizzare materiale precedente. In un primo momento ci fu l'intenzione di prendere di pari lo spartito di Maometto II e trasporlo in francese, in seguito ad alcuni rinvii da parte del teatro, il compositore rimaneggiò tutta l'opera. Bisogna rilevare che l'odierna versione critica curata da Damien Colas, non può basarsi sulla versione originale ascoltata nel 1826 poiché nessuna partitura autografa

siege 2completa è oggi reperibile, esistono solo alcuni frammenti sparsi conservati in biblioteche e collezioni private, e fatto ancor più inspiegabile mancano le copie per cantanti e strumentisti della copisteria del teatro. Compito di Colas è stato dunque quello di ricostruire una partitura partendo dall'edizione "Troupenas" del 1827 e sviluppando il materiale esecutivo ritrovato della versione abbreviata del 1835, facendone i debiti confronti e ricostruendo misura dopo misura e rigo musicale. Una procedura inusitata per la ricostruzione di un'edizione critica operistica. Il risultato di tale monumentale e difficoltoso lavoro è l'edizione proposta oggi al Rof 2017.
Altro aspetto non secondario è ricordare che Le Siège de Corinthe fu la prima opera in francese proposta da Rossini a Parigi, precisamente all'Academie Royale de Musique, e il fatto destava interesse sia nell'ambiente musicale francese sia nella società della capitale. Inoltre le vicende dell'opera furono trasportate a Corinto, città greca, e tale peculiarità faceva eco all'allora contemporanea Guerra d'indipendenza ellenica (1821-1830) della quale l'opinione pubblica, non solo francese, era particolarmente partecipe e appassionata. Con questi presupposti si può affermare, come anche scritto da Colas, che Le Siège de Corinthe fu una delle prime opere liriche direttamente collegate all'attualità storica.
A differenza di Maometto II, Le Siège de Corinthe (o L'assedio di Corinto, nella successiva traduzione italiana) non fu opera totalmente dimenticata, fu rappresentato fino al 1870 circa (anche se in versioni mutilate o pasticciate), in seguito vi furono alcune riprese all'inizio degli anni '50 del XX secolo e qualche esecuzione radiofonica. Si dovrà arrivare al 1969 con le celeberrime recite scaligere dirette da Schippers (protagoniste le sensazionali Beverly Sills e Marilyn Horne) per cominciare a parlare di una nuova riscoperta dell'opera. Sarà allestito anche al Matropolitan Theatre di New York per numerose rappresentazioni e fu prodotta anche un'incisione discografica in studio. Tuttavia, tali esecuzioni non possono dirsi filologiche poiché erano delle edizioni "miste" contenendo brani da Maometto II (sia nella versione napoletana sia veneziana), dall'Assedio di Corinto nella versione italiana dal francese e arie da Aureliano in Palmira e una da Pacini, quest'ultima per mettere in luce le doti della Sills (come ce ne fosse necessità). Questo solo dal punto di vista dell'edizione, perché per quanto concerne il valore musicale (Schippers) e canoro (le predette cantanti) credo non ci siano paragoni per le vette reggiunte.
La nuova produzione de Le Siège de Corinthe che ha aperto la XXXVIII edizione del Festival è stata affidata a Carlus Padrissa, del collettivo catalano La Fura dels Baus, assieme alla pittrice e videoartista Lita Cabellut. Per La Fura si tratta del debutto al Festival pesarese ed anche nel repertorio rossiniano. Purtroppo dal folgorante Ring fiorentino non abbiamo più avuto modo di parlare della Fura con toni entusiastici, e la realizzazione pesare si colloca tra le produzioni meno riuscite. Attraverso un comunicato apprendiamo, ma in parte era comprensibile, che "l’idea alla base della messinscena è la Guerra, una presenza costante nella storia dell’umanità, nel corso della quale ci si combatte continuamente per i più svariati motivi: il potere, il denaro, la terra, lo spazio. Nello spettacolo l’elemento per cui si combatte è l’acqua, simboleggiata da muri di bottiglie di plastica disseminate sulla scena. La vicenda si svolge su un terreno arido e salato, l’ambientazione è volutamente atemporale e i costumi che indossano i due popoli (Greci e Turchi) si differenziano solo per le macchie di sangue che imbrattano i costumi dei Turchi”.
Considerazioni che sulla carta possiamo condividere, meno quando si assiste al prodotto teatrale. Per simboleggiare l'acqua si utilizzano innumerevoli bottiglioni di plastica, quelli che si trovano capovolti sui dosatori automatici negli uffici. Corinto è raffigurata da pareti composte di queste bottiglie, all'occorrenza disposte in maniera diversa. Non è chiara l'idea di far circolare per la platea figuranti con le bottiglie in spalla, e quando questi raggiungono il molto ridimensionato palcoscenico, l'acqua sarà versata in ipotetiche cisterne sotterranee. E' comprensibile che l'acqua da sempre sia un elemento fondamentale per la vita sul pianeta ma non è il tema della guerra tra greci e turchi, la quale si svolge su tutt'altro terreno come dimostrato dal libretto e dalla storia. Forse l'idea di attualizzare l'opera è considerare che oggi in quelle regioni l'acqua siege 3sia elemento indispensabile mi sembra ridicolo è superfluo, semmai la notizia sarebbe lo scioglimento dei ghiacciai nella regione artica. Si sarebbe potuto attualizzare la drammaturgia nella contrapposizione tra estremismo islamico e mondo occidentale, ma presumo che anche in questo caso si sarebbe scesi nel banale. E allora perché non corrispondere un libretto e un'opera tal e quale pretenderebbero di esserlo, pur con la fantasia e in parte la bizzarra inventiva che il collettivo spagnolo da sempre ha dimostrato? Forse troppo si pretende. Lo spettacolo non lascia grande traccia per una somma d’intrinsechi significati che ognuno interpreta a modo suo dovendo ipotizzare. Non metto in dubbio il talento di Lita Cabellut ma i dieci grandi ritratti che campeggiavano prima sul palcoscenico poi per la platea chi e cosa volevano rappresentare? Di elementi scenografici non è il caso di parlarne, piuttosto impressionava il surreale palcoscenico, le calibrate luci e video designer, ma ancor più i cromatismi atemporali dei costumi, questi sì che potevano essere pertinenti. La regia di Carlus Padrissa è scarsa d’idee e soluzioni che non certo originali. Troppe scene realizzate sulla passerella, che circoscrive la buca dell'orchestra, e in platea. Ma perché non utilizzare il palcoscenico? Che, oltretutto, all'Adriatic Arena è piuttosto grande! Il continuo spostamento del coro, sempre in platea ora a destra ora sinistra, disturba poiché sulla scena nulla succede in contemporanea. Quanto ai singoli interpreti non si possono registrare particolari soluzioni, piuttosto sommaria recitazione. Infine, è parsa superflua e dozzinale la proiezione d’interi brani letterari di Lord Byron sullo schermo poiché nulla avevano in comune con l’opera di Rossini oltre ad essere di difficile lettura. Un’attenuante potrebbe essere quella che il poeta partecipò alla suddetta guerra d’indipendenza greca nell’Ottocento, ma fosse anche questa la chiave di lettura mi pare alquanto dozzinale.
Debuttava al Rof l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in sostituzione a quella del Comunale di Bologna recentemente defilatasi, con Roberto Abbado direttore e maestro concertatore. Egli si conferma direttore di rango anche in campo rossiniano, sia per le prove precedenti, sia in quest’occasione. Abbado punta, giustamente, alla monumentalità dell'opera tenendo sempre contenuta e incisiva la sonorità. Il ritmo è incalzante, il tempo sostenuto, i colori e le dinamiche ben accentante, elementi che determinano una lettura emotiva e di forte fascino drammatico. L'orchestra asseconda a meraviglia il maestro in una lettura ove il variegato schema dell'orchestrazione è mutevole secondo i brani ma scolpisce l'epicità della partitura e il tragico evolvere degli eventi nei quali prevale il sentimento patriottico, che appassiona nella misura che un ensemble è una bacchetta possano dialogare nei colori e nelle frementi sonorità senza accensioni strabordanti com’è stato magnificamente eseguito a Pesaro.
Altra novità rilevante è stata la prova del Coro del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, istruito da Giovanni Farina, che ha dimostrato una brillantezza d'assieme ragguardevole, assieme ad una professionalità esecutiva ammirevole per la solida tenuta è omogenea impostazione resisi concreta nella scena del terzo atto con l'invettiva di Hiéros.
Tra gli interpreti si segnala la brillante prova di Luca Pisaroni, Mahomet II, il quale attraverso una voce scura, una particolare perizia in siege 4accento e fraseggio e una buona tenuta nella coloratura, egli tratteggia significativamente il condottiero musulmano ma non è meno efficace nei brevi sprazzi romantici con la protagonista femminile.
Nino Machaidze, Pamyra, è anche professionale ma decisamente fuori parte poiché il registro acuto è molto ridimensionato rispetto a un tempo, accenti non scanditi, assenza di colori, e non emerge nei momenti di grande primadonna che la partitura le offre, in particolare la celebre preghiera, cui va sommata una dizione incomprensibile.
Sergey Romanovsky, Néoclés, potrebbe far ravvisare futuri più rosei se riuscisse a trovare una linea di canto più compatta, senza scivolare nel falsetto, e sapesse capacitarsi nel dispensare adeguatamente le energie, poiché nella grande aria del III atto era piuttosto affaticato.
Meglio l’altro tenore John Irvin, Cléomène, che trovava distinguo dal collega con una voce più baritonale, e dimostrava accenti efficaci e una linea di canto più omogenea.
Molto positiva la prova di Carlo Cigni, Hiéros, di austera e autorevole presenza scenica accomunata a un canto drammatico e incisivo soprattutto nell’invettiva finale con ottimi risultati per tenuta e robustezza di voce.
Nelle parti minori Iurii Samoilov, Omar, tratteggiava un sicuro personaggio, Xabier Anduaga era un interessante Adraste, mentre Cecilia Molinari era un’anonima Ismène per scarsa incisività canora.

 

©

 

Visto da William Fratti

Sige bis16 agosto 2017. Negli anni in cui si stavano ultimando le edizioni critiche dell’intera opera rossiniana, ci si ponevano numerose domande in merito al futuro del ROF e della Fondazione, ma oggi si può sinceramente affermare che il loro lavoro è ancora assolutamente indispensabile.
Lo dimostra anche il titolo inaugurale dell’attuale edizione del Festival, che dopo solo diciassette anni si presenta con una nuova forma drammaturgica, più improntata al senso teatrale della tragedia che non alla spettacolarità del canto e con molta musica in più. Non c’è alcun dubbio che continuando a cercare, scavare e studiare sia possibile scoprire ancora tanta novità nell’opera del compositore pesarese.
Roberto Abbado, coadiuvato da Andrea Severi, è indubbiamente uno dei punti di forza di questa produzione, sia per la sua competenza in ambito rossiniano, sia per il lavoro svolto in passato sulla partitura di Maometto II. È un vero e proprio collante tra buca, palcoscenico e pure la platea: ogni passaggio si risolve omogeneamente, perfettamente legato a quello successivo, in un dialogo continuo con gli interpreti vocali e l’orchestra e per questo direttamente connesso con le emozioni e i sentimenti del pubblico. Il debutto a Pesaro dell’OSN è un vero successo, poiché oltre a esprimere una purezza di suono oltre ogni misura, si dimostra anche assolutamente in grado di dare vita a colori e sfumature di una certa intensità drammatica in totale sincronismo col canto.
Sige -_Pisaroni_Machaidze_trisTanta magnificenza purtroppo non la si può riscontrare nello spettacolo creato da La Fura dels Baus – l’altro grande novizio del ROF – e per vari motivi. Innanzitutto il filo conduttore che risiede nella guerra per l’acqua, se non fosse stato tanto promosso attraverso la campagna mediatica sarebbe stato ben difficile da cogliere. Un allestimento fatto di boccioni per erogatori che non vengono quasi mai toccati, non può certo risvegliare le attenzioni del pubblico. E una grande occasione persa per poter davvero raccontare questa storia è la musica delle danze, momento in cui una pantomima fatta come si deve avrebbe potuto esprimere un vero significato. E invece prima ci si è persi in un video con versi di Lord Byron – interessante durante l’ouverture, ma la seconda volta diventa ridondante e soprattutto distoglie l’attenzione dalla musica – e poi è stata eseguita una scena mimica davvero brutta e giustamente contestata dalla platea. Più azzeccato è il lavoro svolto da Carlus Padrissa sulla trama e sui sentimenti dei personaggi: centratissimo in tutto primo e terzo atto, è invece un po’ debole in secondo, dove i tormenti interiori e le tragiche decisioni prese da Mahomet e Pamyra non sono ben rese e l’azione risulta troppo lenta. Utili allo scopo i costumi di Lita Cabellut, atemporali, forse futuristici, quasi alieni. Ottime le luci di Fabio Rossi.
Molto ben riuscita anche la prova del Coro del Teatro Ventidio Basso preparato da Giovanni Farina.
Siege -_PisaroniDebuttante a Pesaro e nella parte di Mahomet, ma già interprete di Maometto e di numerosi altri ruoli rossiniani nei teatri più importanti del mondo, è Luca Pisaroni, eccellenza italiana che nel nostro Paese è ancora tutta da scoprire. La sua vocalità da bass barytone, cresciuta e perfezionata tra barocco, classicismo e belcanto, è perfetta per questo personaggio autoritario, innamorato, conflittuale, forse cedevole, sapendosi muovere con duttilità all’interno della tessitura, arricchendola di fraseggi e accenti che la rendono viva, reale e umana. Il suo timbro si impone su tutti ed è assolutamente auspicabile un suo futuro ritorno al Festival.
Il 15 agosto Luca Pisaroni si è anche cimentato in un delizioso recital, accompagnato al pianoforte dall’eccellente Giulio Zappa, interpretando diversi pezzi di Schubert col giusto timore reverenziale, emotivamente intenso, profondo e toccante; carattere intimo che poi riporta anche nell’esecuzione raffinata di alcune tra le più belle pagine di Liszt. Fraseggio eloquente, eleganza nei portamenti e gusto nell’interpretazione contraddistinguono poi il suo cantare Rossini, con alcuni pezzi provenienti da Soirée musicales e da Péchés de vieillesse.
Sige -_Machaidze_Pisaroni_Irvin_SamoilovNino Machaidze dimostra una miglior padronanza tecnica rispetto a precedenti occasioni, sia nelle colorature che qui sono meglio sgranate, sia nell’appoggio a beneficio dell’intonazione. Ma nonostante il bel timbro di sempre, la sua Pamyra risulta povera d’accenti e d’espressività – se non nel patetico – insipida nelle intenzioni drammatiche ben poco chiare, talvolta in difetto anche nel legato.
Anche Sergey Romanovsky debutta al ROF ed è una piacevolissima sorpresa. Vocalità luminosa e ben timbrata, ottima salita all’acuto con voce piena, notevole interpretazione rossiniana sotto ogni punto di vista. Oltre a vestire i panni di Néoclès, il17 agosto si cimenta in un concerto, accanto al collega John Irvin e all’eccellente Michael Spyres, dove conferma le sue doti soprattutto in termini di emissione, sicurezza e coerenza nella linea di canto, oltre a una salda discesa verso le note più basse tipiche del baritenore.
Pure John Irvin è per la prima volta a Pesaro e tanto col ruolo di Cléomène quanto con l’esecuzione del concerto del 17 agosto, mostra una grande padronanza tecnica, ma un poco povero di fraseggio e di intensità drammatica, oltre a un timbro davvero molto leggero.
Va comunque segnalato che il terzetto “Céleste providence” che vede coinvolti Nino Machaidze, Sergey Romanovsky e John Irvin è sinceramente toccante; momento in cui i tre interpreti riescono tutti a comunicare la commozione che li pervade.
Ennesima novità al ROF 2017 è Carlo Cigni, che porta in scena un Hiéros autorevole, davvero anticipatore di uno Zaccaria. L’unica pecca della sua performance è che forse risulta troppo verdiano piuttosto che rossiniano. Ma la scena della profezia è forse la pagina teatralmente meglio riuscita della serata.
Ottimi i morbidissimi acuti di Cecilia Molinari nella parte di Ismene. Buona la prova di Xabier Anduaga e Iurii Samoilov nei ruoli di Adraste e Omar.

 

 

Locandina

ROSSINI OPERA FESTIVAL  - XXXVIII Edizione
Adriatic Arena
LE SIEGE DE CORINTHE
Tragédie lyrique in tre atti
Libretto di Liugi Balocchi e Alexandre Soumet
Musica di Gioachini Rossini
Edizione critica della Fondazione Rossini in collaborazione con Casa Ricordi a cura di Damien Colas
Personaggi: Interpreti:
Mahomet II Luca Pisaroni
Cléomene John Irvin
Pamyra Nino Machaidze
Néoclès Sergey Romanovsky
Hiéros Carlo Cigni
Adraste Xabier Auduaga
Omar Iurii Samoilov
Ismène Cecilia Molinari

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Coro del Teatro Ventidio Basso

Direttore Roberto Abbado
M.o del coro Giovanni Farina
Progetto regia La Fura dels Baus
Regia e scene Carlus Padrissa

Elementi scenografici e pittorici, costumi e video

Lita Cabellut

Luci 

Fabio Rossi

  
Nuovo allestimento

 

FOTO dello Studio Amati Bacciardi

 

Negli anni in cui si stavano ultimando le edizioni critiche dell’intera opera rossiniana, ci si ponevano numerose domande in merito al futuro del ROF e della Fondazione, ma oggi si può sinceramente affermare che il loro lavoro è ancora assolutamente indispensabile.
Lo dimostra anche il titolo inaugurale dell’attuale edizione del Festival, che dopo solo diciassette anni si presenta con una nuova forma drammaturgica, più improntata al senso teatrale della tragedia che non alla spettacolarità del canto e con molta musica in più. Non c’è alcun dubbio che continuando a cercare, scavare e studiare sia possibile scoprire ancora tanta novità nell’opera del compositore pesarese.
Roberto Abbado, coadiuvato da Andrea Severi, è indubbiamente uno dei punti di forza di questa produzione, sia per la sua competenza in ambito rossiniano, sia per il lavoro svolto in passato sulla partitura di Maometto II. È un vero e proprio collante tra buca, palcoscenico e pure la platea: ogni passaggio si risolve omogeneamente, perfettamente legato a quello successivo, in un dialogo continuo con gli interpreti vocali e l’orchestra e per questo direttamente connesso con le emozioni e i sentimenti del pubblico. Il debutto a Pesaro dell’OSN è un vero successo, poiché oltre a esprimere una purezza di suono oltre ogni misura, si dimostra anche assolutamente in grado di dare vita a colori e sfumature di una certa intensità drammatica in totale sincronismo col canto.
Tanta magnificenza purtroppo non la si può riscontrare nello spettacolo creato da La Fura dels Baus – l’altro grande novizio del ROF – e per vari motivi. Innanzitutto il filo conduttore che risiede nella guerra per l’acqua, se non fosse stato tanto promosso attraverso la campagna mediatica sarebbe stato ben difficile da cogliere. Un allestimento fatto di boccioni per erogatori che non vengono quasi mai toccati, non può certo risvegliare le attenzioni del pubblico. E una grande occasione persa per poter davvero raccontare questa storia è la musica delle danze, momento in cui una pantomima fatta come si deve avrebbe potuto esprimere un vero significato. E invece prima ci si è persi in un video con versi di Lord Byron – interessante durante l’ouverture, ma la seconda volta diventa ridondante e soprattutto distoglie l’attenzione dalla musica – e poi è stata eseguita una scena mimica davvero brutta e giustamente contestata dalla platea. Più azzeccato è il lavoro svolto da Carlus Padrissa sulla trama e sui sentimenti dei personaggi: centratissimo in tutto primo e terzo atto, è invece un po’ debole in secondo, dove i tormenti interiori e le tragiche decisioni prese da Mahomet e Pamyra non sono ben rese e l’azione risulta troppo lenta. Utili allo scopo i costumi di Lita Cabellut, atemporali, forse futuristici, quasi alieni. Ottime le luci di Fabio Rossi.
Molto ben riuscita anche la prova del Coro del Teatro Ventidio Basso preparato da Giovanni Farina.
Debuttante a Pesaro e nella parte di Mahomet, ma già interprete di Maometto e di numerosi altri ruoli rossiniani nei teatri più importanti del mondo, è Luca Pisaroni, eccellenza italiana che nel nostro Paese è ancora tutta da scoprire. La sua vocalità da bass barytone, cresciuta e perfezionata tra barocco, classicismo e belcanto, è perfetta per questo personaggio autoritario, innamorato, conflittuale, forse cedevole, sapendosi muovere con duttilità all’interno della tessitura, arricchendola di fraseggi e accenti che la rendono viva, reale e umana. Il suo timbro si impone su tutti ed è assolutamente auspicabile un suo futuro ritorno al Festival.
Il 15 agosto Luca Pisaroni si è anche cimentato in un delizioso recital, accompagnato al pianoforte dall’eccellente Giulio Zappa, interpretando diversi pezzi di Schubert col giusto timore reverenziale, emotivamente intenso, profondo e toccante; carattere intimo che poi riporta anche nell’esecuzione raffinata di alcune tra le più belle pagine di Liszt. Fraseggio eloquente, eleganza nei portamenti e gusto nell’interpretazione contraddistinguono poi il suo cantare Rossini, con alcuni pezzi provenienti da Soirée musicales e da Péchés de vieillesse.
Nino Machaidze dimostra una miglior padronanza tecnica rispetto a precedenti occasioni, sia nelle colorature che qui sono meglio sgranate, sia nell’appoggio a beneficio dell’intonazione. Ma nonostante il bel timbro di sempre, la sua Pamyra risulta povera d’accenti e d’espressività – se non nel patetico – insipida nelle intenzioni drammatiche ben poco chiare, talvolta in difetto anche nel legato.
Anche Sergey Romanovsky debutta al ROF ed è una piacevolissima sorpresa. Vocalità luminosa e ben timbrata, ottima salita all’acuto con voce piena, notevole interpretazione rossiniana sotto ogni punto di vista. Oltre a vestire i panni di Néoclès, il17 agosto si cimenta in un concerto, accanto al collega John Irvin e all’eccellente Michael Spyres, dove conferma le sue doti soprattutto in termini di emissione, sicurezza e coerenza nella linea di canto, oltre a una salda discesa verso le note più basse tipiche del baritenore.
Pure John Irvin è per la prima volta a Pesaro e tanto col ruolo di Cléomène quanto con l’esecuzione del concerto del 17 agosto, mostra una grande padronanza tecnica, ma un poco povero di fraseggio e di intensità drammatica, oltre a un timbro davvero molto leggero.
Va comunque segnalato che il terzetto “Céleste providence” che vede coinvolti Nino Machaidze, Sergey Romanovsky e John Irvin è sinceramente toccante; momento in cui i tre interpreti riescono tutti a comunicare la commozione che li pervade.
Ennesima novità al ROF 2017 è Carlo Cigni, che porta in scena un Hiéros autorevole, davvero anticipatore di uno Zaccaria. L’unica pecca della sua performance è che forse risulta troppo verdiano piuttosto che rossiniano. Ma la scena della profezia è forse la pagina teatralmente meglio riuscita della serata.
Ottimi i morbidissimi acuti di Cecilia Molinari nella parte di Ismene. Buona la prova di Xabier Anduaga e Iurii Samoilov nei ruoli di Adraste e Omar.

Collega la pagina al tuo social:

Spettacoli

Previous Next
AIDA Roma, 13 luglio 2019. Intimismo e psicologia: alle Terme di Caracalla è tornato...
Prima la musica e poi le parole - Gianni schicchi Milano, 10 luglio 2019. Il Teatro alla Scala, come ultima proposta prima della...
Madama butterfly Savona, 6 luglio 2019. Nel complesso monumentale del Priamar va in scena Madama...
I MASNADIERI Milano, 1 luglio 2019. Dopo oltre quaranta anni di assenza I masnadieri torna sul...
IL TROVATORE Verona, 29 giugno 2019. Terzo titolo dell’Opera Festival 2019, Il Trovatore di...
IPHIGENIE EN TAURIDE Parigi, 24 giugno 2019. Ogni volta che si ha la fortuna di ascoltare uno dei...
LE NOZZE DI FIGARO Firenze, 15 giugno 2019. Il debutto assoluto di Sonia Bergamasco nelle regie...
LA CENERENTOLA Roma, 12 giugno 2019. Una interpretazione fiabesca e azzurrina: Emma Dante torna...
ALCINA Salisburgo, 9 giugno 2019. Nell'anno in cui il Festival di Pentecoste di...
POLIFEMO Salisburgo, 8 giugno 2019. Il Festival di Pentecoste di Salisburgo quest'anno è...
die tote stadt Milano, 7 giugno 2019. Per la prima volta viene rappresentata al Teatro alla Scala Die...
TURANDOT Bologna, 30 maggio 2019. Turandot, l’opera incompiuta di Puccini, torna al...
L'ANGELO DI FUOCO Roma, 23 maggio 2019. Dopo 53 anni il lavoro di Prokof'ev è tornato a Roma con un...
IDOMENEO Milano, 16 maggio 2019. Dopo dieci anni di assenza torna al Teatro alla Scala...
LA STRANIERA Firenze, 14 maggio 2019. Molto repertorio d'opera della prima metà dell'Ottocento,...
Così fan tutte  Las Palmas, Gran Canaria, 11 maggio 2019. Una volta si era soliti dire:...
MADAMA BUTTERFLY Catania, 10 maggio 2019. Madama Butterfly è un gran titolo ed eccolo a Catania il...
LA TRAVIATA Novara, 5 maggio 2019. La Traviata di Giuseppe Verdi, assente dalle scene...
REQUIEM Parma, 3 maggio 2019. L'ultima composizione di Wolfgang Amadeus Mozart -...
ARIADNE AUF NAXOS Milano, 30 aprile 2019. Ariadne auf Naxos torna finalmente al Teatro alla Scala...
LA SONNAMBULA Torino,14 Aprile 2019. Assente dalle scene torinesi per oltre vent'anni il...
SERSE Piacenza, 12 aprile 2019. Dopo qualche anno di assenza l’opera barocca torna al...
IL BARBIERE SI SIVIGLIA Parma, 22 marzo 2019. Anche in una città come Parma oggigiorno è più facile...
AGNESE Torino, 17 marzo 2019. Ferdinando Paer, eccellente musicista di collegamento tra il...
CHOVANŠČINA Milano, 6 marzo 2019. La grande opera incompiuta di Modest Petrovič Musorgskij è...
ANDREA CHENIER Reggio Emilia, 1 marzo 2019. Oltre a La forza del destino, l’altra produzione di...
ANNA BOLENA Roma, 28 febbraio 2019. Il quarto titolo del Costanzi per la stagione 2018-2019 è...
SEMIRAMIDE Bilbao, 22 e 25 febbraio 2019. Per questa produzione di Semiramide al Palacio...
RIGOLETTO Torino, 10 e 16 febbraio 2019. Arriva a Torino il Rigoletto con la regia di John...
DON GIOVANNI Verona, 31 gennaio 2019. Al Teatro Filarmonico è stato rappresentato Don Giovanni,...
WERTHER Venezia, 25 gennaio 2019. Werther, il drame lyrique di Jules Massenet, è proposto al...
MADAMA BUTTERFLY Torino, 20 gennaio 2019. Si torna alla tradizione dopo il dirompente allestimento di...
DIONYSOS RISING (Roberto David Rusconi)   Trento, 19 gennaio 2019. La stagione d’opera “Forces of nature” della...
TURANDOT Rovigo, 18 gennaio 2019. Un successo pieno la prima rappresentazione della fiaba...
LA TRAVIATA Roma, 18 gennaio 2019. Sofia Coppola e Valentino hanno regalato ancora una...
LA FORZA DEL DESTINO Piacenza, 18 gennaio 2019. Dopo tredici anni di assenza, La forza del destino di...
LA TRAVIATA Milano, 16 gennaio 2019. Al Teatro alla Scala il primo titolo del nuovo anno è La...
UN BALLO IN MASCHERA Parma, 16 gennaio 2019. Nel centenario della morte di Cleofonte Campanini – sotto...
LA CENERENTOLA Padova, 31 dicembre 2018. Padova celebra Rossini chiudendo l’anno con La...
DON GIOVANNI Bologna, 20 dicembre 2018. Il Teatro Comunale di Bologna conclude la Stagione 2018 e...
ATTILA Milano, 18 dicembre 2018. L’opera inaugurale della Stagione del Teatro alla Scala è...
LE NOZZE DI FIGARO Rovigo, 14 dicembre 2018. Ben realizzata, nel suo insieme, la messa in scena del...
RIGOLETTO Roma, 13 dicembre 2018. Dal '500 al 1943 il passo è breve: la stagione 2018-2019...
CARMEN Firenze, 4 dicembre 2018. Dopo solo un anno dal suo debutto, lo spettacolo di Leo...
ELISABETTA AL CASTELLO DI KENILWORTH Bergamo, 30 novembre 2018. Secondo e imperdibile titolo del Donizetti Opera è stato...
MACBETH Venezia, 29 novembre 2018. La stagione lirica 2018-2019 del Teatro La Fenice è stata...
L'ELISIR D'AMORE 24 novembre 2018, Torino. La stagione operistica 2018/19 del Teatro Regio di Torino...
ENRICO DI BORGOGNA Bergamo, novembre e dicembre 2018. Il Donizetti Opera Festival 2018 è stato inaugurato...
FIN DE PARTIE Milano, 22 novembre 2018. Finalmente dopo anni di gestazione e rimandi, dovute a...
MOSÈ IN EGITTO Novara, 18 novembre 2018. Nel centocinquantesimo anniversario della morte di Gioachino...
LA FILLE DU REGIMENT Bologna, 14 novembre 2018. Ripreso al Teatro Comunale l'allestimento ideato da Emilio...
FALSTAFF Como, 11 novembre 2018. Piacevolissimo il Falstaff comasco in scena nel weekend scorso...
NABUCCO Rovigo, 9 novembre 2018. La Stagione Lirica del Teatro Sociale, il quale nel 2019...
LE NOZZE DI FIGARO Roma, 2 novembre 2018. Graham Vick propone una regia del capolavoro mozartiano...
CAPPUCCETTO ROSSO Piacenza, 26 ottobre 2018. Il compositore piacentino Stefano Guagnini, classe...
FALSTAFF Vicenza, 14 ottobre 2018. Felice collaborazione quella tra la Società del Quartetto di...
IL TROVATORE Torino, 13 Ottobre 2018. Una nuova elegante produzione de Il...
MACBETH Parma, 11 e 18 ottobre 2018. L’opera inaugurale del Festival Verdi 2018 è Macbeth...
UN GIORNO DI REGNO Busseto, 3, 10 e 11 ottobre 2018. Seconda opera del Cigno di Busseto e secondo titolo...
DIE ZAUBERFLÖTE Roma, 10 ottobre 2018. Dalla fine del '700 agli anni Venti del '900 il passo è...
TOSCA Cremona, 7 ottobre 2018. Il Teatro Grande di Brescia propone tra le produzioni del...
IL VIAGGIO A REIMS Bergamo, 5 ottobre 2018. La stagione del Circuito Opera Lombardia è iniziata con una...
LE TROUVERE Parma, 4 ottobre 2018. Il Festival Verdi 2018 è l’edizione delle conferme, dalla...
ALI'-BABA' E I QUARANTA LADRONI Milano, 14 settembre 2018. L’annuale allestimento del Teatro alla Scala per il...
POLIDORO (Antonio Lotti) Vicenza, 7 settembre 2018. Fiore all'occhiello del Festival Vicenza in Lirica è stata...
KING ARTHUR Vicenza, 2 settembre 2018. L’annuale manifestazione “Vicenza in Lirica” Visione...
VERDI OPERA NIGHT Verona, 26 agosto 2018. Il 96° Opera Festival all’Arena ha offerto quasi in...
IL BARBIERE DI SIVIGLIA (cast alternativo) Verona, 24 agosto 2018 (cast alternativo). Le ultime due recite de Il barbiere di...
GLI AMORI D'APOLLO E DAFNE Innsbruck, 23 agosto 2018. Come consuetudine una delle produzioni dell’Innsbruck...
DIDONE ABBANDONATA (Giuseppe Saverio Mercadante) Innsbruck, 14 agosto 2018. L’edizione 2018 de Innsbruckner Festwochen der Alten Musik,...
L'ELISIR D'AMORE Macerata, 10 agosto 2018. La regia "balneare" di Damiano Michieletto non ha fatto...
IL BARBIERE DI SIVIGLIA Pesaro, 10 agosto 2018 (prova generale). L’anniversario celebrativo al Rossini Opera...
ADINA Pesaro, 9 agosto 2018 (prova generale). La seconda opera dell’odierno Rossini Opera...
RICCIARDO E ZORAIDE Pesaro, agosto 2018. Il XXXIX Rossini Opera Festival è sato inaugurato con l'opera...
IL BARBIERE DI SIVIGLIA   Verona, 4 agosto 2018. L’opera che ha ottenuto un vero trionfo all’Arena Opera...
IL BARBIERE DI SIVIGLIA Padova, 2 agosto 2018. Come di consueto ad agosto c’è il classico appuntamento con...
MACBETH Firenze, 13 luglio 2018. Il Maestro Riccardo Muti torna al Maggio Musicale Fiorentino...
LA TRAVIATA Roma, 7 luglio 2018. Una Traviata che strizza l'occhio alla Dolce Vita di Federico...
NABUCCO Verona, 7 luglio 2018. Uno spettacolo di successo non si cambia, anzi è riproposto con...
IL PIRATA Milano, giugno e luglio 2018. Dopo oltre sessant’anni di assenza Il pirata di Vincenzo...
TURANDOT Verona, 30 giugno 2018. La terza opera in cartellone al 96° Festival dell’Arena è...
RICHARD III Venezia, 29 giugno 2018. Al Teatro La Fenice, in prima rappresentazione italiana,...
FIDELIO Milano, 28 giugno 2018. Fidelio, opera in due atti di Ludwig van Beethoven, è proposta...
LA BOHÈME Roma, 22 giugno 2018. La rivisitazione in chiave contemporanea del catalano Alex Ollè...
CARMEN Verona, 22 giugno 2018. La 96ª Stagione Lirica all’Arena è stata inaugurata con una...
FIERRABRAS Milano, 15 giugno 2018. Franz Schubert è ricordato giustamente come illustre...
DON CARLO Bologna, 6 giugno 2018. Al Teatro Comunale c’era il clima delle grandi attese per il...
L'INGANNO FELICE Vicenza 1 giugno 2018. La XXVIIª edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico...
LA BATTAGLIA DI LEGNANO Firenze, 25 maggio 2018. L’unica opera scritta da Giuseppe Verdi a favore della causa...
SALOME   Verona, 24 maggio 2018. La programmazione operistica invernale della...
AIDA Milano, 18 maggio 2018. Alla Scala ritorna l’opera Aida nel celebre allestimento del...
NORMA Venezia, 16 maggio 2018. Le tre recite di Norma previste al Teatro Fenice per il mese...
BILLY BUDD Roma, 10 maggio 2018. Per la prima volta in assoluto l'opera di Benjamin Britten...
CARDILLAC Firenze, 9 maggio 2018. L'ottantunesimo maggio Musicale Fiorentino, il più antico...
FRANCESCA DA RIMINI Milano, 2 maggio 2018. La produzione lirica italiana è sterminata, tuttavia negli...
ANNA BOLENA Verona, 4 maggio 2018. Dopo oltre due lustri torna al Teatro Filarmonico Anna Bolena...

Visitatori

Visitatori oggi:157
Visitatori mese:7186
Visitatori anno:80781
Visitatori totali:417919

OperaLibera piace a...