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Bologna, 16 giugno 2017. Importante proposta al Teatro Comunale: Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti in un nuovo allestimento di Lorenzo Mariani e con il debutto nel titolo del direttore Michele Mariotti.


Visto da Lukas Franceschini

 

Lucia di Lammermoor è il titolo più famoso del compositore bergamasco, in passato spesso soggetto a tagli scellerati. Oggi lucia 2fortunatamente le esecuzioni sono integrali, le quali rendono maggior drammaticità e un impegno canoro più rilevante.
A Bologna abbiamo visto il nuovo spettacolo creato da Lorenzo Mariani, con scene di Maurizio Balò e costumi di Silvia Aymonino, una coproduzione con Bilbao, Bratislava e Genova.
Il regista idealizza il dramma di Scott in una selvaggia e violenta brughiera scozzese, cupa e oppressiva. La famiglia Ashton vive rinchiusa nella sua dimora, la quale mostra il lustro dell’alta società, anche se le risorse sono risicate. Ambientazione molto bella e originale, i difficili anni ’30 del secolo scorso, dopo il conflitto mondiale e in piena crisi lucia 3economica. Le scene erano bellissime, magnificenti le ampie verte dalle quali s’intravedeva una splendida brughiera in bianco e nero. I costumi eleganti e in stile scozzese di grande fattura, lasciava a desiderare solo il succinto vestito da sposa Lucia. L’idea registica funziona nel suo insieme, e possiamo tollerare anche talune forzature cruente. Tuttavia, non si possono sottacere alcune cadute di gusto imperdonabili che potrebbero essere ascritte alla paura di scarsa efficacia teatrale del testo. Mi riferisco al tentativo di stupro ai danni della protagonista da parte del fratello al termine del duetto del II atto, inutile e notevolmente fuori luogo. Il personaggio di Arturo che nella scena della pazzia stramazza agonizzane sul tavolo del banchetto nunziale nell’indifferenza dei commensali. E infine il manichino impiccato di Lucia mentre Edgardo canta l’aria finale. Peccato! Perché nel suo insieme lo spettacolo era gradevole e ben focalizzato sui personaggi con scene molto efficaci, ma queste “idee” hanno prodotto al termine una sonora contestazione al regista e ai collaboratori.
Michele Mariotti offre una lettura molto pertinente della partitura, in simbiosi con la buona orchestra del Comunale. La sua lucia 4lettura è molto energica con tempi sostenuti, da poco spazio al romanticismo ma gioca con mano esperta nel colore e nella tinta drammatica della partitura. Inoltre non bisogna dimenticare l’ottimo rapporto della buca con il palcoscenico, sempre controllatissimo e in sovente in palese aiuto ai solisti.
Validissima la prova del Coro istruito da Andrea Faidutti.
La protagonista era Irina Lungu, che conferma la sua professionalità già espressa in questo ruolo. La voce è sempre bellissima e anche estesa, tuttavia, non è possibile affermare che la signora Lungu sia una virtuosa di razza ma risolve lucia 5tutta la difficile parte sfoderando i migliori mezzi: un fraseggio perfetto, sfumature, accenti e colori da grande interprete, i quali le permettono di superare il compito con giusta lode.
Stefan Pop, Edgardo, sfoderava una voce di primordine ricca di fascino e proiettata con forza nel settore acuto risolto con fermezza. Tutte qualità importanti che però dovrebbero essere amministrate con maggior raffinatezza e cercare qualche sfumatura più romantica e un accento più sentimentale. Le doti ci sono, credo che siano solo da raffinare.
L’Enrico di Markus Werba è un buon Enrico, il canto è talvolta un po’ forzato, forse anche per l’enfasi della regia, ma quando si concentra ecco che prevale il buon canto raffinato, morbido e di classe, oltre alla pregevole figura scenica.
Molto bravo il Raimondo Evgeny Stavinsky, basso in possesso di un materiale vocale di prim’ordine, cui si somma un’eloquentelucia 6 fraseggio e una linea di canto molto apprezzata.
Alessandro Luciano, Arturo, s’impegnava con onore nel ruolo dello sposino con carattere e temperamento. Professionali il Normanno di Gianluca Floris, e l’Alisa di Elena Traversi.
Al termine successo per tutta la compagnia con punte di calore per il tenore Pop e il maestro Mariotti, e come predetto contestazioni al regista.

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Locandina

TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA - Staagione d'Opera 2017
LUCIA DI LAMMERMOOR
Dramam tragico in tre atti e due parti
Libretto di Salvatore Cammarano, tratto da "The Bride f Lammermoor" di W. Scott
Musica di Gaetano Donizetti
Personaggi: Interpreti:
Lord Enrico Ashton Markus Werba
Miss Lucia Irina Lungu
Sir Edgardo di Ravenswood Stefano Pop
Lord Arturo Bucklaw Alessandro Luciano
Raimondo Bibebent Evgeny Stavinsky
Alisa Elena Traversi
Normanno Gianluca Floris

Orchestra e Coro del Teatro Comuanle di Bologna

Direttore Michele Mariotti
M.o del coro Andrea Faidutti
Regia Lorenzo Mariani

Scene

Maurizio Balò

Costumi

Silvia Aymonino

Luci 

Linus Felbom

  
Nuovo allestimento, in coproduzione con Teatro ABAO di Bilbao, Slovak National Theatre di Bratislava e Teatro Carlo Felice di Genova

 

FOTO di Rocco Casalucci - TeatroComuanle di Bologna

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