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 s_dream_3Brescia, 6 Novembre 2016. Contro il freddo novembrino il teatro Grande ospita il Midsummer Night's Dream del Circuito Lirico Lombardo. Alla regia di Ferdinando Bruni ed Elio de Capitani si affianca l'orchestra de i Pomeriggi Musicali di Milano guidata dal Maestro Francesco Cilluffo.

Visto da Mirko Gragnato

 s_dream_4Una scelta coraggiosa quella del Circuito Lirico Lombardo, una delle realtà più virtuose in questi tempi di crisi e difficoltà per la cultura. I teatri della Lombardia e stavolta anche con la collaborazione del Valli di Reggio Emilia in un a rete di concordia organizzano uno spettacolo itinerante e condiviso, che senza badare all'ingombrante presenza scaligera propongono una stagione di rara qualità permettendo ai teatri delle città minori come Brescia, Como, Cremona, Pavia, che per acustica bellezza non hanno nulla da invidiare al Piermarini milanese, di proporre una preziosa attività culturale, alimentando la tradizione del teatro musicale.

La scelta audace di non proporre i soliti titoli che di questi tempi affollano i cartelloni di tanti teatri, della serie squadra vincente non si cambia, ha inaridito le stagioni di molti svilendole di proposte originali e alternative.

Audace la scelta del circolo lirico lombardo per il Midsummer Night's Dream di Britten, la musica del novecento è percepita ancora come qualcosa di acerbo negli ambienti teatrali e quello che una volta era il contemporaneo fatica ad entrare nei gusti del grande pubblico.
Tuttavia, la fortuna aiuta gli audaci, il pubblico ha risposto benissimo affollando le sale dei teatri, se non addirittura portando al tutto esaurito.
Merito soprattutto delle maestranze coinvolte: artisti giovani e validi, armati di quella freschezza e vigore che ai grandi nomi incartapecoriti oggi manca.
Uno spettacolo che ha trovato oltre alle ottime scelte di voci anche l'intesa perfetta tra regia, scene, luci e costumi.

Nell'adattamento che Britten fa della commedia shakespeariana si pone il problema di, come scrive lui stesso "non comporre un'opera wagneriana di 5 ore" tant'è che gli atti dai 5 originali di Shakespeare passano a 3 rendendo così l'interccio narrativo più fluido e scorrevole.
La scena resta abbastanza invariata e dall'iniziale dimensione salottiera: arredata in stile impero, si ha una trasformazione silvana, il bosco prende via via possesso del palcoscenico.
Teleri di edera e di vegetazione prendono sempre più spazio sulle scene, trasfigurando una realtà di città ordinata e misurata in un sali e scendi di tendaggi silvestri.

Le scene di Carlo Sala seguono la musica mostrando come le passioni dell'essere umano non si possono imbrigliare, ma come la natura trovano sempre la via per uscir fuori,  i fiori che nascono sui comignoli o tra le tegole dei tetti.a midsummer_night_s_dream1

La regia di Ferdinando Bruni e Elio de Capitani assieme alle luci di Nando Frigerio trovano un'intesa perfetta, quasi come se le luci stesse diventassero un soprabito dei costumi seguendo tra ombre e riflessi lo status emotivo dei movimenti scenici, ispirati alla musica arricchendola di magia, luci d'incanto.

In questo allestimento trava frutto la curiosa idea di alternare allo spettacolo di prosa quello operistico, scelta curiosa, che oltre a contrastare le spese assai gravosi di allestimento fornisce al pubblico un continuum teatrale, come se leggessimo il libro e andassimo a vedere l'adattamento cinematografico in giorni ravvicinati, permettendoci così un'immersione integrale tra testo, sviluppo e musica.

Musica che la fa da protagonista, Britten affida all'orchestra non tanto il ruolo di mera accompagnatrice musicale, ma diventa vera e propria parte della scena, le sonorità che salgono dal golfo mistico ammantano i personaggi come una seconda pelle, si intrecciano con le luci.
Per ottenere l'effeto della magia, Britten usa tutte le possibilità timbriche creando ogni tipo di sfummatura dalla tavolezza del compositore.
In buca vi sono strumenti di ogni tipo e oltre ogni previsione, in quest'opera novecentesca, ricompare il clavicembalo, strumento dimenticato e che aveva lasciato le scene dell'opera da tempo immemore.
Le sonorità dei pizzicati clavicembalistici con quelli delle arpe vanno ad amalgamarsi alle vibrazioni della celesta e dello xilofono.
 s_dream_1Britten, nell'intento di usare ogni possibilità sonora dell'orchestra, dà  poi molto risalto alle parti gravi dei violini sulla quarta corda, o ai contrabbassi affida delicati colpi con la bacchetta dell'arco
Ampio è l'uso dei glissandi degl istrumenti a corda, che condiscono la partitura di questo effetto onirico e instabile, seguendo così le apparizioni e sparizioni dei personaggi fantastici nell'intreccio del racconto.
Così come l'incantevole ruolo del coro di voci bianche e le quattro fate, Britten mostra di riuscire a raccontare con la musica ispirando emozioni e percezioni sinestesiche.
Tra la tessitura dei cantanti fa la sua comparsa una parte più che cantata recitata, ma che nelle abilità sceniche ha reso tantissimo, veramente ottimo Puk nell'interpretazione buffa e coinvolta di Simone Coppo
Anche la Tytania di Anna Maria Sarra mostra bel timbro e tenuta vocale oltre che ottime doti sceniche, resa nei costumi di Ferdinando Bruni come un personaggio uscito da un quadro preraffaellita.
 s_dream_2L'Oberon che Britten fa interpretare ad un controtenore nella prima del 1960 era riservato alla vocalità di Alfred Deller, mentre la parte di Lisander era affidata all'amato Peter Pers con i lquale aveva scritto a quattro mani il libretto. Qui la voce è di Raffaele Pe, che nei movimenti scenici risulta un po' ingessata dimostra di riuscire bene nella tessitura che la partitura richiede, anche se alle volte un po' fissata sul dinamica del mezzo forte.
Il vero ruolo preponderante si deve alla crew degli improbabili attori che vanno a mettere in scena il "Piramo e Tisbe" una vera e propria allegra combriccola che nei ruoli scenici e cantati ha trovato il match perfetto, alleggerendo ancor di più l'opera e facendo della vera commedia con le note di Britten.
Nicholas Masters, Roberto Covatta, Rocco Cavalluzzi, Dario Shikmiri e Claudio Grasso danno uno slancio scenico creando una relazione con il pubblico tale da andare oltre alla lingua straniera, così come i film muti la mimica, e la gestualità permettono di trasmettere il messaggio attraverso il non verbale, scavalcando il limite linguistico. Il gruppo di questi curiosi "village people teatrali", nell'idea dei costumi 

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Ferdinando Bruni, fanno satira delle maestranze tecniche del teatro tra tecnici luci, facchini, sarti, ed elettricisti; ai quali si aggiunge Zachary Altman nel ruolo di Bottom, quasi un falstaf più dedito al fitness che però non manca nel suo ruolo di macchietta scenica in un' ottima resa vocale.


La bacchetta del giovane Francesco Cilluffo sul podio si è mostrata consapevole con una lettura della partitura approfondita, guidata da una gestualità misurata e senza fronzoli che va a celebrare le vere nozze, più che quelle del duca e la duchessa, quelle tra le molteplici visioni dell'opera: regia, scene, luci, costumi, direzione, orchestrazione e vocalità.
Uno spettacolo ottimamente riuscito, che ha avuto il giusto riconoscimento, un teatro gremito con molti giovani tra le file della platea e dei palchi.
Il circolo lirico lombardo si mostra realtà virtuosa e forse in questi tempi difficili, che vedono molti teatri in difficoltà, potrebbe ispirare gestioni più sagge e scelte assai più consapevoli senza venir meno alla missione artistica.

Locandina

Teatro Grande - Opera Lombardia
MIDSUMMER NIGHT'S DREAM
Opera in 3 Atti
Libretto di Benjamin Britten
Musica di Benjamin Britten
Personaggi: Interpreti:
Oberon Raffaele Pe
Tytania Anna Maria Sarra
Puck Simone Coppo
Theseus Federico Benetti
Hyppolita Arina Alexeeva
Lisander Alex Tsilogiannis
Demetrius Paolo Ingrasciotta
Hermia Cecilia Bernini
Helena  Angela Lisi
Bottom Zachary Altman
Quince Nicholas Masters
Flute Roberto Covatta
Snug Rocco Cavallizzi
Snout Claudio Grasso
Starvelling Dario Shikmiri
Fate  Coro di Voci Bianche - Alice Bettoli ( moth) Sofia Butti ( Cobweb) Sveva Quattrone ( Musterseed) Chiara Vasarotti (peaseblossom)

Orchestra Pomeriggi Musicali di Milano
Coro di Voci Bianche Mousikè SMIM di Cremona

Maestro del Coro: Raul Dominguez

Direttore Francesco Cilluffo
Regia Ferdinando Bruni Elio de Capitani

Scene

Carlo Sala

Costumi

Ferdinando Bruni

Luci 

Nando Frigerio

  
Allestimento di Teatro dell'Elfo Milano e Circuito Lirico Lombardo

 

FOTO DI UMBERTO FAVRETTO

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