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Milano, 10 e 13 maggio 2016. Il progetto Puccini iniziato da Riccardo Chailly lo scorso anno prosegue con il nuovo allestimento de La fanciulla del West e la regia di Robert Carsen.


Visto da Lukas Franceschini

13 maggio 2016. L’opera alla prima rappresentazione assoluta, New York Teatro Metropolitan 10 dicembre 1910, segnò il massimo successo di 

fan 2pubblico e critica per il compositore. Merito anche di un cast eccezionale: Emmy Destinn, Enrico Caruso, Pasquale Amato, e sicuramente la bacchetta di Arturo Toscanini. Lo spartito non ebbe mai prassi esecutiva facile perché i tre protagonisti sono impegnati vocalmente e scenicamente innegabilmente in parti molto gravose. Con Fanciulla il teatro musicale e umano di Puccini si trasforma rielaborando la propria visione teatrale. Il sentimento non è più fine a se stesso ma è risonanza o compendio del dramma ambientalistico estraneo che lo circonda. Quel mondo violento del West, fosche passioni, esistenza di solitudine assetata di ricchezza, una sommaria brutalità di vita, è stato raffigurato in musica da Puccini con scorci potenti e scene impetuose. I tre protagonisti sono fondamentali nel racconto: Minnie una donna sincera e innamorata, Dick Johnson un idealista redento dal banditismo a sua volta ispirato da un sentimento sincero, e Jack Rance uno sceriffo avventuroso in amore ma che disegna anche aspetti carnali e truci con attimi violenti di vendetta. Le figure di contorno, sono molto riuscite pur nei brevi interventi e non mancano di esercitare il loro peso musicale nel primo atto con aspetti fan 3nostalgici o nell’ultimo quadro in un coro uniforme d’addio a Minnie e Dick. Scrivendo un’opera ambientata negli Stati Uniti, Puccini non si esime dal citare melodie dl folklore locale e a fianco di musiche proprie vi sono citazioni da “The old dog Tray”, “Dear old house” e “Dooda Day”.
Il vero trionfatore di questa Fanciulla è Riccardo Chailly, direttore principale della Scala, che ha concertato l’edizione del manoscritto originale in sostituzione di quella solitamente eseguita che si rifà alle varianti e ai tagli effettuati da Toscanini in occasione della prima assoluta. Come spiega il maestro Chailly nell’intervista pubblicata nel programma di sala “…le modifiche di Toscanini furono necessarie per le condizioni d’acustica del Met di allora… in differente situazione sonora mi sembra oggi interessante proporre l’intenzione originale dell’autore”. Questa “prima” versione contiene l’inserimento di tre brani, circa centoventiquattro battute in più, tra cui un breve duetto Minnie-Billy, eliminata una cadenza del tenore (peculiarità voluta da Caruso), ed è possibile ipotizzare che le passioni sanguigne del compositore sono più morbide e sfumate. Pur seguendo questa linea Chailly, ha diretto, o meglio cesellato, l’opera con maniaca cura del dettaglio, nota per fan 4nota, creando un racconto di grande pathos teatrale e di largo respiro orchestrale, anzi portando proprio la splendida orchestra scaligera a vette altissime per coesione di suono e mirabile affezione. Una grandissima prova di direzione che ha rilevato tinte e trasparenze musicali a noi sconosciute, peraltro sempre in perfetta sintonia con la narrazione drammaturgica e in precisa simbiosi con i cantanti.
Purtroppo la produzione ha dovuto trovare un accomodamento per l’improvvisa malattia della protagonista scritturata, e trovare un diverso equilibrio con Barbara Haveman, la Minnie recuperata all’ultimo, la quale pur dimostrando temperamento e buona arte scenica evidenziava molti limiti vocali in una così difficile partitura. Il registro acuto è molto limitato e le poche uscite erano stridule, la gamma delle sfumature e dei colori molto monotone ma nel complesso accettabile anche se fan 5data l’operazione di Chailly era lecito aspettarsi di più.
Molto bravo Roberto Aronica, Dick Johnson, tenore oggi in piena ripresa che a differenza di una recente prova bolognese qui alla Scala trova un terreno fertile per mostrare grande musicalità, senso del fraseggio e una pertinenza vocale rilevante, aspetto che forse qualche anno fa non era ipotizzabile, ne siamo ben felici e speriamo che tale strada sarà seguita con altri successi.
Carlo Sgura, Jack Rance, è baritono con voce solida e abbastanza potente, peccato che in tale ruolo non riesca a essere incisivo con un canto variegato, soprattutto modulato nei colori e ricercato nella complessa psicologia del personaggio.
La lunga schiera dei ruoli di fianco, decisamente non marginali, era ben amalgamata. Impagabile sia musicalmente sia scenicamente il Nick di Carlo Bosi, tornito e preciso il Sonora di Alessandro Luongo, puntuale l’Happy di Francesco Verna e molto bravo Romano Dal Zovo nell’assolo di Larkens. E’ doveroso citarli tutti precisando l’ottima prova fornita: Gabriele Sagona (Ashby), Marco Ciaponi (Trin), Gianluca Breda (Sid), Costantino Finucci (Bello), Emanuele Giannino (Harry), Krystian Adam (Joe), Alessandro Spina (Billy), Alessandra Visentin (Wowkle), Davide Fersini (Jack), Leonardo fan 6Galeazzi (Castro) e Francesco Castoro (un postiglione).
Robert Carsen firma uno spettacolo bellissimo, è coautore anche di scene e luci. Egli ha impostato una drammaturgia “classica” molto raffinata, focalizzando i punti più passionali con delicatezza encomiabile. Nulla è dato al caso, ogni gesto, ogni sguardo sono accuratamente studiati e ben tracciati nel racconto epico. In tale ottica si è avvalso di alcune “icone” (almeno per noi europei) del far-west, attingendo dal cinema con proiezioni brevi di film d’epoca che raccontano (a loro modo) l’epopea americana dell’Ottocento. Abbiamo rivisto squarci di “My Darling Clementine” di John Ford (con un giovanissimo Henry Fonda), e altri di cui non saprei il titolo, tuttavia queste visioni (molto limitate) non disturbavano, anzi accentavano il mondo del west in maniera molto efficace. Bellissima la scena del saloon, che si rifaceva a un celebre hotel costruito da Buffalo Bill ed elettrizzante la grande vallata proiettata sul fondo nel primo atto. Giustamente claustrofobica e sghemba la casa di Minnie nel II atto, e grande coup de théâtre nel finale: Minnie ormai star, fan 7perché il film omonimo fu un grandissimo successo, saluta i minatori davanti al Lyric Theatre di New York e tutti i minatori per poterla vedere un’ultima volta comprano il biglietto per entrare alla videoproiezione. Un racconto molto funzionale e stilisticamente ben ideato come Carsen è capace, una visione che appassiona e commuove allo stesso tempo.
Le scenografie erano ideate in coppia con il bravo Luis Carvalho, bellissimi i costumi di Petra Reinhardt, straordinarie le luci dello stesso Carsen e Peter van Praet. Successo pieno.

 

 

Visto da William Fratti

fanciulla sgura10 maggio 2016. Che La fanciulla del West sia il capolavoro musicale di Giacomo Puccini pare ormai un fatto indiscusso; e che le numerose difficoltà nell’eseguire l’ardua partitura siano un grande ostacolo, nonché un deterrente al rappresentare più di frequente questo titolo è altro fatto assodato.

Fortunatamente il direttore musicale del Teatro alla Scala, con la sua orchestra, il coro e gli artisti maschili in locandina sono all’altezza delle aspettative, poiché l’opera manca dal palcoscenico milanese da oltre un ventennio e tutti gli appassionati del melodramma sono trepidanti già dallo scorso anno nel seguire l’annunciato progetto dell’intera opera pucciniana.
fanciulla havemanLa serata del 10 maggio è in realtà una prima, poiché a causa dell’indisposizione della titolare del ruolo protagonista, nelle prime recite la sostituta non è stata in grado di eseguire lo spartito originale voluto da Riccardo Chailly con i “1000 cambiamenti fra minimi e importanti”. Ciò denota una grave mancanza da parte della dirigenza, poiché La fanciulla non è La Bohème, pertanto dovrebbero essere previste coperture adeguate, non rimpiazzi last minute.
Detto ciò è doveroso riscontrare l’altissimo livello della performance, a partire dal “capitano” che ha guidato la nave con tale precisione che ogni singola nota era al suo posto, tanto gli strumenti, quanto le migliaia di migliaia di interventi vocali. Riccardo Chailly si riconferma un’eccellenza musicale italiana a tutto tondo, dall’accurata scrupolosità alla capacità di trasmettere emotivi turbamenti, come pure l’Orchestra del Teatro alla Scala che risulta matematicamente perfetta, limpidissima, pulitissima, brillante oltre ogni misura. Già la breve introduzione all’opera è di un’emozione strabiliante. Altrettanto eccellente è il sublime Coro preparato dall’intramontabile Bruno Casoni.
fanciulla aronicaIn linea col livello qualitativo annunciato sono i protagonisti maschili, a partire dal Dick Johnson di Roberto Aronica che in questa occasione supera se stesso, con una morbidezza che mai aveva mostrato, omogeneità e leggerezza nella linea vocale, canto ben posizionato sul fiato, acuti brillanti e in avanti.
Ottimo l’antagonista Jack Rance di Claudio Sgura, abile fraseggiatore, tanto dolcemente innamorato di Minnie, quanto febbrilmente geloso di Johnson. Ruvido e squillante al tempo stesso, la sua voce dà vita a un personaggio di prim’ordine.
fanciulla aronica2Eccellente Carlo Bosi nei panni di Nick; in questo ruolo complesso il signore dei tenori comprimari trova terreno particolarmente fertile e mostra una musicalità fuori dall’ordinario; impossibile trovare di meglio. Altrettanto vale per Alessandro Luongo nelle vesta di Sonora, puntuale e ben rifinito.
Sinceramente pregevole anche la prova di tutte le altre parti, a partire dal Larkens di Romano Dal Zovo e dal Wallace di Davide Fersini; Marco Ciaponi (Trin), Gianluca Breda (Sid), Costantino Finucci (Bello), Emanuele Giannino (Harry), Krystian Adam (Joe), Francesco Verna (Happy), Alessandro Spina (Jackrabbit), Leonardo Galeazzi (Castro), Francesco Castoro (un postiglione). Un po’ cupa la Wowkle di Alessandra Visentin.

fanciulla haveman2È invece poco adeguata la protagonista; Barbara Haveman sostituisce l’indisposta titolare del ruolo di Minnie, ma non è all’altezza delle aspettative. L’interpretazione scenica è buona e di questo bisogna renderle atto, ma la linea di canto si presenta poco omogenea, con note basse molto infossate, centri poco proiettati e udibili a fatica nei recitativi – situazione che migliora nei cantabili – acuti non sempre piacevoli.
Efficacissimo, esattamente a metà strada tra classicismo e innovazione, lo spettacolo firmato dalla bravura esemplare di Robert Carsen, che riempie letteralmente l’intera partitura di sguardi, gestualità e movimenti in perfetto sincrono con ogni singola nota, contribuendo ad enfatizzare la già ottima direzione di Riccardo Chailly, pertanto ciò che più si percepisce è il perfetto amalgama creato dall’intera squadra teatrale. Carsen firma anche le bellissime scene con Luis Carvalho e le incantevoli luci con Peter Van Praet. Ottimi i pregevoli costumi di Petra Reinhardt. Completano il gruppo di lavoro: Marco Berriel alla coreografia e Ian William Galloway al video.

Locandina

TEATRO ALLA SCALA - Stagione d'Opera e Balletto 2015-2016
LA FANCIULLA DEL WEST
Opera in tre atti
Libretto di Guelfo Civinini e Calo Zangarini dal dramma omonino di David Belasco
Musica di Giacomo Puccini
Personaggi: Interpreti:
Minnie Barbara Haveman
Jack Rance Claudio Sgura
Dick Johnson, alias Ramerrez Roberto Aronica
Nick Carlo Bosi
Ashby Gabriele Sagona
Sonora Alessandro Luongo
Trin Marco Ciaponi
Sid Gianluca Breda
Bello Costantino Finucci
Harry Emanuele Giannino
Joe Krystian Adam
Happy Francesco Verna
Larkens Romano Dal Zovo
Billy Jackrabbitt Alessandro Spina
Wowkle Alessandra Visentin
Jake Wallace Davide Fersini
José Castro Leonardo Galeazzi
Un postiglione Francesco Castoro *
* Solsita dell'Accademia di Perfezionamento per Cantanti Lirici del Teatro alla SCala

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

Direttore Riccardo Chilly
M.o del coro Bruno Casoni
Regia Robert Carsen

Scene

Robert Carsen e Luis Carvalho

Costumi

Petra Reinhardt

Luci 

Robert Carsen e Peter van Praet

Coreografia

Marco Berriel

Video

Ian William Galloway

Le immagini proiettate sono estratte dal fim "My darling Clementine" di John Ford (1946). Cortesia della Twentieth Century Fox
Nuovo allestimento

 

FOTO di Brescia e Amisano  - Teatro alla Scala

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